MotoGP: Honda al lavoro per blindare Re Marc Marquez

MotoGP: Honda al lavoro per blindare Re Marc Marquez

Il Campionissimo giurà fedeltà alla Honda, per adesso. Intanto ha già cominciato ad allenarsi per puntare alla settima corona iridata

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VALENCIA, SPAIN - NOVEMBER 14: Marc Marquez of Spain and Repsol Honda Team rounds the bend during the MotoGP Tests In Valencia day 1 at Comunitat Valenciana Ricardo Tormo Circuit on November 14, 2017 in Valencia, Spain. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Marc Marquez ha ancora voglia di mettersi in gioco dopo la conquista del sesto titolo mondiale. Difficile trovare un’alternativa più valida della Repsol Honda per il 2019, ma in attesa di riconfermare il contratto con HRC resta sul trono iridato in attesa che arrivino proposte a corte.

HONDA UNICA ALTERNATIVA – Può concedersi il lusso di ascoltare e rimandare ogni progetto al 2021, perché all’orizzonte non ci sono alternative valide per il biennio 2019-2020. Yamaha ha intenzione di proseguire sul duo Vinales-Rossi. Qualora Valentino decidesse di lasciare la MotoGP l’alternativa già annunciata da Lin Jarvis si chiama Johann Zarco. Ducati non può investire altre decine di milioni dopo l’ingaggio di Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso ha ampiamente meritato il rinnovo. Aprilia, Suzuki, Ktm non sembrano ancora all’altezza di poter fornire una moto vincente al campione del mondo. Il matrimonio Honda-Marquez sembra quasi una “costrizione consensuale”. Il suo sogno da bambino era di “essere in MotoGP nella squadra migliore… Se me lo chiedi oggi, ho appena vinto con la Honda e voglio continuare con la Honda”. Ma l’istinto di tentare l’avventura con un’altra moto prima o poi scalpiterà: “Se vedo che, in futuro, un progetto è più competitivo, ci penserò”.

PAUSA INVERNALE – Nella pausa invernale El Cabroncito prosegue la sua sfilata trionfale. Dopo la grande parata di Cervera è volato in Giappone per le celebrazioni di fine anno in casa Honda. Partecipa ad eventi promozionali con i suoi sponsor, incassa il prestigioso premio ‘Legend Marca’. È il quinto pilota motociclistico a ricevere questo premio, dopo Mick Doohan (1997), Ángel Nieto (1999), Valentino Rossi (2008) e Jorge Lorenzo (2010). Non ha il tempo di andare in vacanza, figurarsi di partecipare al Superprestigio Dirt Track. “Sto lavorando, mi diverto, cerco di essere il migliore ogni anno e in ogni gara. Mi alleno per cercare di migliorare, per vincere un altro titolo. Quando ne avevo cinque volevo il sesto. E ora, voglio il settimo – ha detto al quotidiano spagnolo Marca -. Noi umani siamo così. Quando hai una cosa vuoi un po’ di più. E poi di più. Sono fortunato che ho 24 anni, ma spero che ce ne siano molti altri davanti a me”. L’uomo dei record non pensa ai numeri, non si pone obiettivi, ma pare non abbia limiti in pista.

MEN AT WORK – Per far felice Marc Marquez Honda dovrà mettere sul tavolo delle trattative non solo qualche milione in più, ma una moto ancor più competitiva. Perché nel 2017 le lacune non sono mancante in sella alla RC213V, a cominciare dai problemi all’anteriore che resta il tallone d’Achille. Il test di Valencia è stato solo il punto di partenza. Ha chiuso al comando ma il best lap è stato siglato con la moto 2017. Tanta carne sul fuoco nel box HRC, ma il vero prototipo sarà visibile solo nei primi test di Sepang. “C’è ancora molto lavoro da fare nei prossimi mesi e tutto può cambiare, lavoreremo sodo per essere competitivi fin dal primo giorno… Saremo in contatto con gli ingegneri durante l’inverno, sono stato in Giappone e ho visto come funziona. Ci sono sempre aree da migliorare e ci stiamo lavorando, ma dobbiamo ancora vedere come funzionerà su tracciati in cui normalmente abbiamo problemi, cercando di trovare un po’ di stabilità e velocità”. Prima dei test prestagionali Honda è chiamata a colmare anche il vuoto lasciato da Livio Suppo. Il nome più accreditato è Alberto Puig, ex manager di Dani Pedrosa. L’arrivo di uno spagnolo è un ulteriore indizio che la casa di Tokyo vuole fare quadrato intorno a Marc Marquez. “Deve essere qualcuno che capisca sia il lato tecnico che quello sportivo del nostro sport”.

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