MotoGP Generazione 2.0. I team cercano il futuro Marquez

MotoGP Generazione 2.0. I team cercano il futuro Marquez

La MotoGP abbasserà l’età media in griglia di partenza nel 2019 con l’arrivo di nuove giovani leve. Smith, Bautista, Redding e Abraham rischiano di essere tagliati fuori,

di Luigi Ciamburro
Bradley Smith

La MotoGP 2019 si presenterà in griglia con un folto salto generazionale e un’età media tra le più basse degli ultimi anni. Joan Mir, Miguel Oliveira, Francesco Bagnaia, Fabio Quartararo alimenteranno le fila della classe regina a scapito dei veterani Scott Redding, Bradley Smith, Alvaro Bautista, Karel Abraham che rischiano di vedersi tagliati fuori in massa, soprattutto dopo il forfait del team Marc VDS che ha tagliato di due selle la lista piloti del prossimo anno. A far discutere è soprattutto l’ascesa del francese Quartararo, a detta di molti ancora poco maturo per la massima serie, eppure il neonato team SIC Petronas Yamaha ha deciso di puntare su di lui, nonostante in quattro anni di Motomondiale abbia collezionato appena tre podi e una vittoria.

Per i fuoriusciti coatti della MotoGP potrebbero aprirsi dei varchi come collaudatori, magro premio di consolazione per chi ha avuto poco tempo per potersi mettere in mostra. Ma la classe regina sembra sempre più orientata a non dare tempo per adattarsi ai prototipi. O si eccelle da subito o si è tagliati fuori. E’ un po’ la logica di pensiero che pervade il britannico Bradley Smith, alla sua ultima stagione con KTM, dopo sei stagioni in Top Class e un sesto posto finale nel 2015 in sella alla Yamaha (che potrebbe arruolarlo come tester per il prossimo anno).

Una “mania di gioventù” sta pervadendo la massima serie del Motomondiale. “Tutti i costruttori temono di perdere il prossimo Marc Márquez. È così facile. La verità è che se mi chiedi se esista un nuovo Marquez la mia risposta è no“, ha detto Bradley Smith a Speedweek.com. “Ma ogni team manager ha paura di perdere questa opportunità. Se sei un produttore e non ti prendi questo rischio, e un altro team prende questo talento e funziona, allora sembri stupido. Poi hai perso una possibilità“. Casi a parte quelli di Petrucci e Dovizioso su cui Ducati ha investito non solo tempo ma anche denaro. “Danilo… ha goduto della lealtà della Ducati per anni. Ha avuto il tempo di crescere. Dovizioso non ha vinto in Ducati dalla sera alla mattia. Ha vinto gare solo nella sua quinta stagione“. In questo momento la filosofia di alcune fabbriche rema in senso inverso, si pretendono subito dei risultati, altrimenti si va alla ricerca del ragazzo prodigio. “Il mondo si presenta così: si investe sul mercato e se non si ha successo si esce immediatamente“.

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