MotoGP, due Honda diverse per Jorge Lorenzo e Marc Marquez

MotoGP, due Honda diverse per Jorge Lorenzo e Marc Marquez

Jorge Lorenzo e Marc Marquez avranno due RC213V diverse. Casey Stoner: “Per Jorge sarà più facile passare da Ducati a Honda”.

di Luigi Ciamburro
MotoGP / Honda RC213V 2019

Jorge Lorenzo campione del mondo nel 2019 non è una “mission impossible”. L’impresa è già riuscita nel 2011 a Casey Stoner, saltato in sella alla Honda dopo quattro stagioni con la Ducati. Se il passaggio dalla Yamaha alla Ducati può rivelarsi traumatico, la trasmigrazione dalla Desmosedici alla RC213V dovrebbe essere più agevole.

Lorenzo e Stoner, due destini che per certi versi si incrociano non solo per le dinamiche delle loro carriere. Nel biennio 2017-2018 si sono ritrovati molte volte fianco a fianco nel box della Ducati, a condividere pregi e difetti della Rossa italiana. L’ex campione australiano conosce bene l’ambiente italiano e quello giapponese, le potenzialità del pilota maiorchino, una sua previsione è da prendere in considerazione in attesa dei risultati della pista. “Penso che sarà più facile per Jorge passare da Ducati a Honda. La Honda è molto più di una moto normale“, ha detto Casey a Speedweek.com. Dopo una fase di collaudo a Valencia, già nel successivo test di Jerez il cinque volte iridato ha fatto un balzo in avanti sia in termini di feeling che di crono, concludendo a poco più di un decimo dal compagno di squadra Marc Marquez nella classifica combinata.

I riferimenti cronometrici dei winter test sono certamente da prendere con le dovute precauzioni, ma la modifica al serbatoio e alla sella della RC213V di Jorge Lorenzo hanno dimostrato la prontezza di risposta dei tecnici nipponici alle necessità del neo arrivato, oltre alla volontà di voler costruire due moto differenti per i due fuoriclasse spagnoli. Motore, gomme, sistemi frenanti saranno certamente identici, ma geometrie, bilanciamento, telaio, mappature elettroniche seguiranno strade divergenti. HRC non ha ingaggiato il maiorchino per fargli recitare il ruolo di seconda punta, bensì per avere altri feedback che possano rendere in futuro la moto più “universale” e non a misura di Marquez. “Manterremo la filosofia Honda. Abbiamo due piloti ufficiali e se vogliono qualcosa di diverso costruiremo due moto diverse“, ha detto il direttore tecnico Takeo Yokoyama. “Se Jorge lo chiede, faremo qualcosa di speciale“.

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