MotoGP: Ducati GP18, lo sviluppo a doppia corsia

MotoGP: Ducati GP18, lo sviluppo a doppia corsia

Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo hanno esigenze diverse. “Andare in due direzioni più essere impegnativo ma anche assai utile”

di Luigi Ciamburro
MISANO ADRIATICO, ITALY - SEPTEMBER 08: Jorge Lorenzo of Spain and Ducati Team looks on in box during the MotoGP of San Marino - Free Practice at Misano World Circuit on September 8, 2017 in Misano Adriatico, Italy. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Ducati ha messo a segno la sua miglior stagione dal 2008 ad oggi grazie alle sei vittorie e al titolo di vice campione del mondo conquistati da Andrea Dovizioso. Nell’altro angolo del box Jorge Lorenzo ha deluso le attese di tifosi e vertici del team, ma il finale di stagione lascia ben sperare su una coppia di attacco per la stagione 2018. Ma sarà una coppia a doppia velocità che difficilmente potrà proseguire la convivenza all’unisono.

DOPPIO SVILUPPO  – Dopo l’addio di Casey Stoner Ducati è ripartita dalle ceneri di un passato che non esisteva più. L’arrivo di Valentino Rossi ha segnato il passaggio dal motore scramer alla configurazione big bang, l’ingresso di Gigi Dall’Igna ha apportato la modifica della rotazione dell’albero motore per migliorare la sterzata. Adesso la Casa di Borgo Panigale sta lavorando sul telaio per rendere la moto più agevole nel centro della curva. La Demosedici è una moto ancora troppo “muscolare” e l’arrivo di Lorenzo serviva anche a renderla più simile alla Yamaha M1 in termini di maneggevolezza. Su questo tema puntano i tecnici della Rossa per consentire al maiorchino di poter ambire al titolo mondiale.

GABARRINI – “La base è buona e sicuramente stiamo lavorando nella direzione di Jorge“, dice il suo capotecnico Cristian Gabarrini. “Penso che il prossimo anno la moto sarà più vicina allo stile di guida di Jorge, la Ducati sta spingendo per migliorare la moto in quella direzione“. Lo spagnolo e il forlivese hanno due stili di guida diversi e l’adozione della carena aerodinamica da parte del primo, viceversa del secondo, dimostra come i due alfieri siano su due strade diverse seppur non completamente parallele. “Non è un problema andare in due direzioni – ha aggiunto Gabarrini – . Sicuramente è  uno sforzo in più per la fabbrica, ma il positivo è che puoi imparare di più perché puoi prendere cose positive da entrambe le direzioni”.

SCELTA  – Portare avanti lo sviluppo della Desmosedici in due direzioni può avere i suoi svantaggi, ma a fare da ago della bilancia ci sarà lo stratega veneto Dall’Igna che ha già dimostrato di saper essere uomo di polso e di testa. Entrambi i piloti concordano però sul fatto che urge trovare una soluzione a metà curva. La moto è stabile in frenata e in generale ha una buona trazione. Ma per limare frazioni di secondo nelle curve bisogna addolcire l’erogazione di potenza del motore e affinare il telaio, l’elemento in grado di far funzionare meglio le sospensioni e le gomme in curva. Dall’Igna e i suoi ingegneri stanno lavorando sodo anche sulla carrozzeria della GP18. Dovizioso ha impiegato il pannello testato a Brno solo al GP d’Austria, Lorenzo l’ha adottato fino all’ultima gara.

ATMOSFERA – La sfida è trovare un giusto compromesso per Dovizioso senza che la moto sia più pesante da guidare. Il rischio è di focalizzare troppo l’attenzione sullo spagnolo a scapito del vicecampione iridato, minando un’atmosfera di pace che già a Valencia è stata messa in forte discussione con il mancato rispetto degli ordini di scuderia da parte di Jorge Lorenzo. Un episodio su cui tutti hanno minimizzato all’interno del box. Ma se son’ spine… pungeranno.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy