MotoGP, Davide Tardozzi: “Yamaha abituata a vincere troppo”

MotoGP, Davide Tardozzi: “Yamaha abituata a vincere troppo”

Davide Tardozzi, team manager Ducati, contrario al cambiamento delle regole MotoGP per aiutare Yamaha. “Noi ci abbiamo messo tempo per uscire dal baratro”

di Luigi Ciamburro
16th March 2018, Losail International Circuit, Lusail, Qatar; Qatar Motorcycle Grand Prix, Friday free practice; Davide Tardozzi (Ducati Team) (Photo by Gaetano Piazzolla/Action Plus via Getty Images)

In Yamaha si lavora a 360 gradi per trovare la via di uscita da un labirinto apparentemente senza fine. Nella prima giornata di prove libere al Buriram sulla moto di Valentino Rossi è comparsa una nuova configurazione aerodinamica, ribattezzata dai meccanici con il nome di “Gillette Mach 2” per le due ali taglienti che dovrebbero garantire maggior carico aerodinamico all’anteriore e minor stress sulla gomma posteriore. Al mattino entrambe le M1 hanno brillato piazzandosi in testa nelle FP1, al pomeriggio Maverick Vinales ha chiuso al secondo posto, soltanto nono Valentino Rossi penalizzato ancora una volta dalle alte temperature dell’asfalto che hanno sfiorato i 50°C (qui cronaca e tempi del venerdi)

L’uscita dalla crisi Yamaha non passa certo attraverso il nuovo cupolino aerodinamico, ma è sintomo che qualcosa si muove dietro le quinte della Casa di Iwata. Mentre l’ex Jorge Lorenzo ha parlato di un ciclo negativo destinato a finire in breve tempo, gli fa eco Davide Tardozzi, certo che il Team Blue riuscirà a venirne fuori quanto prima, ma senza dover ricorrere a modifiche di regolamento come il cambio del format domenicale o l’allargamento delle concessioni a tutti i team. “Non ne vedo la necessità, si può parlare di tutto, ma bisogna ricordare che questo regolamento è stato fatto anche per salvaguardare i costi, poi se c’è una marca in difficoltà… ma non credo che Yamaha sia in difficoltà – ha detto il team manager Ducati a Sky Sport MotoGP -. Hanno una buona moto, avranno piccoli problemi che metteranno a punto con la loro esperienza e con i piloti che hanno. Credo che saranno ipercompetitivi sia nel finale di campionato che il prossimo anno. Credo che loro siano abituati a vincere troppo, quando non vinci per un po’ diventa un disastro, ma non credo sia un disastro“.

La storia recente di Borgo Panigale dovrebbe essere di esempio. Dopo la vittoria di Casey Stoner nel 2007 l’azienda emiliana è entrata in un periodo buio da cui  è uscita dopo diverse stagioni e cambiamenti sia ai vertici che dal punto di vista tecnico. “Noi ci abbiamo messo parecchio per uscire dal baratro,  l’arrivo di Gigi Dall’Igna ci ha dato un input positivo e dal 2014 siamo sempre in crescendo, portando la moto a giocarsi il campionato lo scorso anno e a fare bella figura quest’anno e credo che anche l’anno prossimo saremo competitivi – ha proseguito Davide Tardozzi -. Bisogna credere nella propria forza, nella propria azienda, nei propri ingegneri. In Yamaha hanno tutte le capacità per fare bene… Quello che mi indispettisce è voler cambiare delle regole solo perché in quel momento sei in crisi. Bisogna spronare le proprie persone per ottenere il risultato. Chiedere di cambiare le regole nel momento in cui sei in crisi non mi sembra all’altezza della Yamaha“.

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  1. amil - 2 mesi fa

    non è cambiare le regole !!!! trattasi di eliminare un possibile problema creato da far gareggiare una categoria prima di un’altra …senza sconvolgere il regolamento. per il resto, il voler modificare/aggiornare il motore, non è altro che mettere alla luce quello che gli altri han fatto ma di nascosto !!!! vedi elettronica di DUCATI e HONDA !

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