MotoGP Catalunya Valentino Rossi riuscirà a ripetere il successo 2016?

MotoGP Catalunya Valentino Rossi riuscirà a ripetere il successo 2016?

MotoGP Catalunya Valentino Rossi riuscirà a ripetere il successo 2016? Snodo cruciale ma le insidie non mancano: Vinales, Dovizioso e le Honda…

Appena concluso il Gran Premio d’Italia, il Motomondiale si prepara ad una nuova sfida: teatro del settimo evento della stagione 2017 sarà il tracciato del Montmeló, nuovamente modificato durante la pausa invernale in seguito al fatale incidente occorso a Luis Salom nella precedente edizione del GP. 

IL CIRCUITO – Situato vicino a Montmeló, città ad una ventina di chilometri da Barcellona, capitale della Catalogna, il Circuit de Barcelona-Catalunya è stato inaugurato nel 1991 e da allora è un appuntamento fisso per la Formula 1, prima di entrare a far parte del calendario della MotoGP a partire dall’anno successivo. Le ultime modifiche apportate a questa pista risalgono a quest’inverno: la più evidente riguarda l’ex curva 13, la Europcar, sulla quale avvenne l’incidente di Salom, curva che appunto non ci sarà più perché trasformata in una chicane. Oltre a questo cambio, la curva 1 mantiene il layout della Formula 1 mentre a La Caixa è presente una via di fuga più ampia: questi nuovi lavori hanno ridotto la lunghezza della pista, che ora è di 4652 metri. Il nuovo layout, provato da buona parte dello schieramento MotoGP nel corso dei test privati successivi al GP di Le Mans, ha già provocato non poche critiche da parte dei piloti, che non hanno apprezzato le nuove modifiche. 

MOTOGP – Il Gran Premio d’Italia ha rimescolato ulteriormente le carte in ottica iridata: la straordinaria vittoria di Andrea Dovizioso ha permesso al pilota di italiano di portarsi in seconda posizione iridata, a 26 lunghezze da Maverick Vinales che, con il secondo posto al Mugello, mantiene il comando nella classifica piloti. Valentino Rossi, acciaccato ma quarto in quest’ultimo GP, è a soli quattro punti da ‘Dovi’ e punterà sicuramente a ridurre il ritardo dai primi su un tracciato sul quale ha ottenuto ben sei vittorie in MotoGP, l’ultima di queste proprio l’anno scorso. La situazione si complica per le Honda, pronte al riscatto sul tracciato di casa: Marc Marquez ha chiuso a fatica con un sesto posto al Mugello, ma è andata peggio al compagno di squadra Dani Pedrosa, che con lo zero ottenuto in Italia perde ben quattro posizioni in classifica iridata, trovandosi ora sesto. Non è in dubbio la partecipazione al prossimo appuntamento iridato di Cal Crutchlow: il pilota britannico, vittima incolpevole di una caduta a fine gara assieme a Pedrosa, ha riportato la lussazione della spalla ma ha lui stesso dichiarato di essere pronto per la tappa di questo weekend. Il team Suzuki si presenterà in pista ancora una volta con la coppia formata da Iannone e Guintoli, in attesa del rientro di Alex Rins previsto ad Assen. 

MOTO2 – Fresco di vittoria, una sensazione che mancava dal 2009, Mattia Pasini è stato senza dubbio il protagonista del Gran Premio appena concluso: autore di una splendida battaglia per il successo assieme ai compagni di podio Thomas Luthi e Alex Marquez (rispettivamente secondo e terzo al traguardo), l’italiano è riuscito a ripetere il successo di otto anni prima, quando aveva trionfato per l’ultima volta proprio sul tracciato toscano: questo risultato, frutto di continui progressi compiuti nel corso di questa stagione, permette al pilota del team Italtrans di risalire in sesta posizione iridata, a quattro punti dal rookie Francesco Bagnaia (protagonista di una caduta proprio alla fine della gara e quindi rimasto a bocca asciutta). Chi rimane stabilmente in testa alla classifica piloti invece, nonostante una gara in cui non è riuscito a mantenersi in lotta fino alla fine per la top 3, è sempre Franco Morbidelli, buon quarto al Mugello che però vede avvicinarsi lo svizzero del team CarXpert Interwetten, che grazie al secondo posto di domenica riduce a 13 punti il ritardo dall’italiano. 

MOTO3 – La gara della categoria minore in Italia è stata sicuramente una delle più combattute, con una ventina di piloti che si sono sfidati fino alla bandiera a scacchi. Una situazione che però ha premiato gli italiani Andrea Migno, alla sua prima vittoria conquistata sul tracciato di casa (nonché la prima stagionale di KTM, che spezza il dominio Honda fin qui visto), e Fabio Di Giannantonio, splendido secondo. La leadership iridata in ogni caso non cambia, con lo spagnolo Joan Mir, settimo al Mugello, che si prepara ad affrontare la seconda tappa di casa con un margine di 34 punti sul connazionale Aron Canet, seguito dal terzetto italiano composto da Fabio Di Giannantonio, Romano Fenati (solo tredicesimo sull’Autodromo del Mugello) ed Andrea Migno. Per quanto riguarda la battaglia tra gli esordienti, spicca l’ottavo posto con cui Ayumu Sasaki, campione in carica della Red Bull Rookies Cup, ha chiuso la sesta tappa della sua prima stagione completa nel Motomondiale: il pilota giapponese comanda la classifica con otto lunghezze di vantaggio sul connazionale Kaito Toba, ieri fuori dai punti. Da valutare nelle prossime ore invece le condizioni di Albert Arenas: il pilota del team Aspar Mahindra, in seguito ad una caduta in gara, ha riportato una lussazione acromion claveare di quarto grado alla spalla sinistra.  

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