MotoGP Argentina Michelin assicura “Pronti per ogni eventualità”

MotoGP Argentina Michelin assicura “Pronti per ogni eventualità”

La MotoGP sbarca in Argentina e dopo i problemi 2016 la Michelin assicura “Pronti per ogni eventualità”

Siamo ormai nella settimana del Gran Premio d’Argentina, che prenderà il via a partire da venerdì sul moderno tracciato di Termas de Rio Hondo. Per la seconda stagione consecutiva Michelin si prepara ad affrontare una nuova tappa impegnativa, su una delle piste più difficili presenti nel calendario.

Il circuito di Termas de Rio Hondo, dal 2014 uno degli appuntamenti MotoGP, è uno dei più veloci, con un asfalto piuttosto abrasivo e caratterizzato da frenate violente, con quattordici curve in totale delle quali nove a destra e cinque a sinistra, oltre a presentare un rettilineo di più di un chilometro. Come anticipato, una sfida impegnativa per la compagnia francese: per quanto riguarda le gomme da asciutto, saranno disponibili sia per l’anteriore che per il posteriore le mescole morbide (identificabili dalla banda bianca), medie (senza banda) e dure (banda gialla). Da specificare però che le medie e morbide posteriori presenteranno una struttura asimmetrica, con una spalla destra più dura per affrontare al meglio le curve in questa direzione, mentre la mescola dura rimane simmetrica.

Come già visto in Qatar, anche in Argentina le condizioni meteo e le conseguenti diverse temperature possono giocare un ruolo importante (se non fondamentale) nel corso del weekend di gara: in caso di pioggia, Michelin ha pronte sia per l’anteriore che per il posteriore le mescole morbida (riconoscibile dalla banda blu) e media (senza banda).

“Questa è una sfida su cui tutti in Michelin sono molto concentrati” ha dichiarato Piero Taramasso, Manager del gruppo Two-Wheel Motorsport. “Abbiamo imparato molte cose l’anno scorso, è un evento che ha cambiato i nostri piani nel 2016. Ora dobbiamo migliorare in tracciati per noi più ostici, come quello di Termas. La pista non viene usata spesso e ci aspettiamo una superficie piuttosto sporca: le prime prove saranno un test, ma ci aspettiamo poi dei miglioramenti, tempo permettendo. L’asfalto è abbastanza abrasivo con alcune curve lunghe e veloci alternate a violenti punti di frenata. Ci saranno molte variabili, ma grazie all’esperienza accumulata in questi dodici mesi siamo pronti ad ogni eventualità.” 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy