MotoGP Aragón: Jorge Lorenzo pole tris, il rammarico cresce

MotoGP Aragón: Jorge Lorenzo pole tris, il rammarico cresce

Lo spagnolo sta volando con la Desmosedici, chissà come sarebbe andato il 2019 se fosse rimasto

di Redazione Corsedimoto
ALCANIZ, SPAIN - SEPTEMBER 22: Jorge Lorenzo of Spain and Ducati Team celebrates the pole position in MotoGP at the end of the qualifying practice during the MotoGP of Aragon - Qualifying at Motorland Aragon Circuit on September 22, 2018 in Alcaniz, Spain. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

E’ una MotoGP piena di controsensi. La Ducati ha (di gran lunga?) la moto migliore, ma non è mai stata veramente in gioco per il Mondiale.  E poi c’è il caso Jorge Lorenzo: tre pole di fila (qui cronaca e tempi della qualifica) e l’affiatamento con la GP18 in crescita esponenziale sarebbero il viatico per un 2019 da favola.Ma l’anno prossimo il maiorchino andrà a rafforzare ulteriormente la Honda che già aveva in mano  il jolly Marc Marquez. Ogni volta che la Ducati fa festa, dietro c’è sempre l’ombra di quello che poteva essere, e non sarà. “Peccato Ducati, c’è mancato veramente poco” si è rammaricato Jorge Lorenzo nella bella intervista di questa vigilia alla Gazzetta dello Sport che leggete qui. 

GUSTO – Almeno i ducatisti possono gustarsi l’attesa per il GP di Aragona che promette un Lorenzo scintillante. “Sono stati 2-3 giri lenti, tutti aspettavano tutti” racconta il cinque volte campione del mondo. “È stato difficile mantenere la calma e la concentrazione: ero a 200-300 metri dal gruppone, andavano veramente piano. Fortunatamente nell’ultimo giro hanno spinto e ho potuto farlo anch’io: io e Dovi abbiamo fatto un tempo simile, sono contento per la squadra. Per me era molto difficile conquistare la pole con la Ducati: sono stato quasi un anno e mezzo senza ottenerla. Adesso, però, sembra che ho imparato a sfruttare dell’extra grip delle gomme morbide e così è arrivata un’altra pole.”

GOMME – Il Motorland prepara una battaglia che vivrà sulla strategia e la gestione dell’aderenza. “Ogni pilota dovrà capire le sue sensazioni: certo è che se vai forte all’inizio, gli altri ti devono seguire e possono consumare le gomme. Non credo sia la scelta migliore gestire all’inizio, ma bisogna vedere come mi sentirò dopo i primi giri”.

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