MotoGP, Andrea Iannone: “Tanti credono in me” Ipotesi ritorno in Ducati?

MotoGP, Andrea Iannone: “Tanti credono in me” Ipotesi ritorno in Ducati?

Il pilota Suzuki reduce dal podio di Austin intervistato da La Gazzetta dello Sport. Fra le trattative 2019 spunta pure l’ipotesi ritorno in Ducati

di Redazione Corsedimoto
Andrea Iannone

Andrea Iannone reduce dal primo podio con Suzuki ad Austin (Texas) intervistato da La Gazzetta dello Sport rivela di avere parecchie offerte in chiave 2019. Perfino da Ducati? Ecco una parte dell’articolo firmato dall’inviato MotoGP, Paolo Ianieri. L’intervista completa sul giornale in edicola giovedi 3 maggio.

Iannone, la bella gara negli Stati Uniti le ha tolto parecchia tensione.

«Ma io di pressione non ne avevo. È stato un weekend che sinceramente aspettavo da tanto, nel quale mi sono ritrovato. Abbiamo lavorato duro, il terzo posto è stato un po’ il riassunto di quello che è il nostro potenziale. Che è tanto, anche se non sempre riusciamo a sfruttarlo».

Venti gare senza podio: l’ultimo era stato a Valencia 2016, ultima gara Ducati. Quanto le mancava?

«Tanto. Stare lassù è proprio bello, ti senti ripagato dei sacrifici che hai fatto tu, la squadra, tutta la Suzuki. È l’unica cosa alla quale ambisci».

Non capita spesso di vedere un pilota piangere.

«Mi sono emozionato. Il 2017 è stato difficile, mi hanno criticato, ma non ho mai smesso di lavorare e impegnarmi. Però non raccogliere mai i frutti del tuo lavoro pesa».

C’è chi ha detto che lei era destinato a un futuro al Grande Fratello o all’Isola dei famosi.

«Se fosse stato quello che avevo in testa, lo avrei fatto. Ma io sono un pilota e non ho mai dato peso a queste voci. Tutto il mio tempo è finalizzato a diventare un pilota migliore».

In Suzuki dicono che lei cercava di guidare la GSX-RR come se fosse la Ducati.

«Non so se sia vero. La prima volta che ho provato la Suzuki, ai test di Valencia, sono andato più forte che con la Desmosedici. La realtà è che lo scorso anno abbiamo preso una strada sbagliata e l’abbiamo pagata. Tutto qua. Ma già a fine 2017 eravamo cresciuti e in inverno abbiamo fatto dei bei test, lavorando tanto sul ritmo gara. A parte il Qatar, dove effettivamente ho sofferto, già in Argentina avevo dimostrato di essere veloce».

Guardiamo anche avanti, al 2019.

«Potrebbero succedere tante cose».

Si è rifatto il suo nome per la Ducati. Si è proposto a Borgo Panigale e alla Pramac? 

«Con un mercato così aperto, tutti parlano con tutti. Non ho risposte da dare, ma questo al momento non è il problema principale: penso a concentrarmi sulle gare. Non sono un pilota senza richieste, ci sono persone e Case che credono in me».

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