MotoGP, Andrea Iannone 1°: “A Phillip Island servono gli attributi”

MotoGP, Andrea Iannone 1°: “A Phillip Island servono gli attributi”

Andrea Iannone chiude al comando il venerdì di prove libere a Phillip Island. Grande prestazione del pilota di Vasto che a breve inizierà la nuova avventura con Aprilia.

di Luigi Ciamburro
Andrea Iannone

Andrea Iannone chiude al comando la prima giornata di prove libere a Phillip island fermando il cronometro a 1’29″131. ‘The Maniac’ dimostra di essere un pilota tenace fino all’ultimo, nonostante il suo futuro sia lontano dalla Suzuki GSX-RR, per intraprendere una nuova avventura in Aprilia già dal prossimo 20 novembre, quando salirà per la prima volta sulla moto di Noale per il primo test.

Dopo i tre podi stagionali e la caduta a Motegi della settimana scorsa, il pilota di Vasto ha intenzione di chiudere questo breve ciclo biennale lasciando un ricordo ancora migliore. “Il risultato di oggi è il compimento della crescita che abbiamo fatto quest’anno. Da Aragon stiamo andando forte, peccato per come è andata in Giappone, ma anche l’anno scorso qui siamo stati veloci. Abbiamo fatto dei passi in avanti a livello di set-up che mi permettono di guidare al meglio“, ha detto ai microfoni di Sky Sport MotoGP. Buona parte del merito di questa buona prestazione va al suo talento ‘a cannone’ che lo ha sempre contraddistinto: “Sul mio lato uomo non ci piove… Secondo me è una pista dove bisogna avere gli attributi, si va molto forte, soprattutto l’ultimo curvone e la prima curva, è una pista dove c’è vento, la moto non è mai così tanto stabile, comunque è pericoloso ma divertente guidare qua“.

Resta un po’ di rammarico nel dover lasciare la Suzuki fra tre gare, proprio nel momento in cui si cominciavano a raccogliere i primi frutti di un lungo lavoro iniziato in salita. “L’avventura in Suzuki non è partita come ci aspettavamo, ma pian piano si è ammorbidita e adesso sta andando nella direzione giusta – ha aggiunto Andrea Iannone -. Con un altro anno in più o due avremmo potuto fare grandi cose, ma non è così. Finisce perché la Suzuki ha ritenuto fare altre scelte a livello di pilota, io sarei rimasto tranquillamente altri due anni perché è un gruppo che lavora bene. Ma il 2017 ha segnato determinate cose e le difficoltà che abbiamo affrontato hanno segnato il futuro, non sono state capite, ma oggi stiamo facendo il nostro lavoro e questo è l’importante“.

A livello di assetto la GSX-RR non è cambiata. Si continua a lavorare sulla base messa in pista ad Aragon che necessita di volta in volta di essere limata su piccoli particolari. “Abbiamo lo stesso setting da Aragon, non ho avuto possibilità di fare test e con Rins hanno portato a Misano un set-up differente che non ho utilizzato. Alla fine ad Aragon ho chiesto al mio ingegnere di pista di utilizzarlo perché avevo avuto buone impressioni – ha spiegato Iannone -. La moto è uguale, abbiamo fatto delle modifiche a livello di sospensioni, ma di materiale nuovo non è arrivato niente. Abbiamo una moto che al 90% delle volte è sempre di base ad un livello molto alto, quando cerchi di fare l’ultimo step è la cosa difficile e abbiamo l’incognita se riusciamo a farlo per la gara o no“.

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