MotoGP: Andrea Dovizioso, la biomedicina è uno dei segreti

MotoGP: Andrea Dovizioso, la biomedicina è uno dei segreti

Su La Gazzetta dello Sport in edicola: ecco come il pilota Ducati ha risolto i punti deboli affidandosi alla BioTekna

di Redazione Corsedimoto
BURI RAM, THAILAND - OCTOBER 06: Andrea Dovizioso of Italy and Ducati Team looks on in the box during the MotoGP Of Thailand - Qualifying on October 6, 2018 in Buri Ram, Thailand. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Come ha fatto Andrea Dovizioso a trasformarsi da pilota costante ma privo di guizzi al supercampione che da due anni sta giocandosela ad armi pari con il fenomeno Marc Marquez? Lo rivela la Gazzetta dello Sport in edicola giovedi 18 ottobre, in un articolo a firma dell’inviato MotoGP, Paolo Ianieri.

È il Dovi 2.0, quello che da due anni ha messo a posto tutti i tasselli che lo hanno fatto diventare primo rivale di Marc Marquez: squadra, moto, e pilota al top. Se i primi due fattori non dipendono solo da lui, per quanto riguarda crescita fisica, psicologica e mentale, c’è stato un grosso sforzo del pilota della Ducati, che oltre al lavoro di neurofeedback e preparazione mentale, dal settembre 2016 su proposta del preparatore Francesco Cuzzolin collabora con BioTekna, azienda di Marcon, Venezia, specializzata nelle tecnologie biomediche per migliorare le prestazioni psicofisiche e i processi di longevità. (Sito di giochi e scommesse on line)

TEST –  Attraverso questionari che «fotografano» la persona a livello soggettivo, e test che valutano sistema nervoso autonomo e composizione corporea (ossigenazione, attività cardiaca, struttura delle ossa, grasso presente nei muscoli, idratazione e sali minerali), si crea una mappa che disegna con precisione aree forti e deboli da allenare. «È la cosa che mi è piaciuta subito – spiega Dovizioso -: senza conoscermi hanno evidenziato le mie caratteristiche, ho capito che il metodo aveva senso e valeva la pena provarci. Bisogna crederci e impegnarsi, per uno come me abituato a sport senza troppe regole, non è scontato né facile adattarsi. Ma dai risultati impari a lavorare sugli aspetti deboli: come la qualifica, che non mi veniva troppo bene».

ALLENAMENTO –  Il lavoro ha portato «all’abito» perfetto per combattere al meglio, allenando i propriocettori – ovvero l’abilità di sentire il proprio corpo rispetto agli attrezzi utilizzati e a quanto lo circonda – eliminando gli errori che sotto stress tendeva a ripetere e aumentando il controllo sulle emozioni. «Ho cambiato radicalmente modo di lavorare ma anche di vivere, alimentazione, idratazione, orari di sonno. Come l’allenamento: sempre cross, ma in modo diverso, e dai dati del cardio si vede come sia ottimo per me. E poi kart e moto d’acqua, gli sport che ho scelto per prepararmi».

TELEMETRIA  – Attraverso una macchina, il PPG, che porta ai GP e alla quale si collega tutti i giorni al risveglio, prima di scendere in pista e alla sera, con le dita collegate a sensori che registrano vari dati – variazione del battito cardiaco, respirazione, livello di ossigeno e grado di attivazione del sistema nervoso – e a esercizi di biofeedback respiratorio, Andrea è monitorato in tempo reale dalla BioTekna, che interviene se i parametri sono sbilanciati.

BAUTISTA  – Da poco anche Alvaro Bautista segue il programma: se con Dovi si trattava di lavorare a livello di ansie e sistema nervoso autonomo, con Alvaro è stato più un lavoro fisico, che ha portato a innalzare i battiti cardiaci, cambiando allenamento, riducendone la durata e aumentando l’intensità, e a «insegnargli» a percepire se stesso come un tutt’uno sulla moto. I risultati? In nove delle ultime 11 gare lo spagnolo ha sempre chiuso nei dieci.

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