Moto2 Pecco Bagnaia, rookie d’assalto: podio e per il futuro…

Moto2 Pecco Bagnaia, rookie d’assalto: podio e per il futuro…

Quarta gara in Moto2, primo podio con lo Sky Racing Team VR46, squadra a sua volta al debutto nella categoria: l’impresa di Pecco Bagnaia a Jerez.

Da quando esiste la classe Moto2, nessun italiano era riuscito a salire sul podio così in fretta. Ci si mette persino la statistica ad impreziosire ulteriormente il risultato, dal sapore d’impresa, conseguito da Francesco Bagnaia a Jerez de la Frontera: quarta gara nella categoria, già sul podio ritrovandosi (con margine) capoclassifica della graduatoria “Rookie of the Year” riservata agli esordienti e quinto assoluto in campionato. Il tutto, come se non bastasse, con una squadra a sua volta al debutto nella serie, salvando il bilancio di uno Sky Racing Team VR46 che ora punta in alto con ‘Pecco‘…

I NUMERI PARLANO DI IMPRESA – Diventato il pilota italiano più “precoce” a salire sul podio in Moto2, prima di Bagnaia nell’ultimo quadriennio questo traguardo era stato raggiunto soltanto da altri quattro illustri nomi del motociclismo internazionale: il compianto Luis Salom, ma anche tre attuali piloti della MotoGP come Maverick Vinales, Jonas Folger e Alex Rins. Il secondo posto di Jerez per il ventenne torinese diventa così una pietra miliare della sua carriera, con il plus di esserci riuscito con una squadra senza una pregressa “banca dati” nella categoria.

Bagnaia festeggia insieme allo Sky Racing Team VR46 il primo podio in Moto2
Bagnaia festeggia insieme allo Sky Racing Team VR46 il primo podio in Moto2
IL RITORNO ALLO SKY RACING TEAM VR46 – Nell’estate 2016, fortificato da una serie di risultati sensazionali e senza precedenti con la Mahindra in Moto3, Bagnaia si era ritrovato nella felice posizione di poter scegliere il da farsi per il prosieguo della carriera. Tra le proposte pervenute da (quasi) tutti i top team di Moto2 e Moto3, Pecco ha scelto lo Sky Racing Team VR46, non per il legame con la VR46 della quale ne fa parte dal 2014, ma per un progetto ambizioso. Una scelta originariamente non compresa da tutti, ripensando al precedente poco esaltante di tre anni or sono in Moto3. “Dal 2014 lo Sky Racing Team VR46 è cambiato in tutto, praticamente sono rimaste solo 4 persone di quel periodo“, la risposta di Pecco, come il team Sky-VR46 a sua volta cresciuto, maturato nel felice biennio vissuto con il team Aspar dove si è sempre sentito parte di una famiglia. Un ambiente professionale dal quale è stato difficile liberarsi a fine 2016, con il test-premio con la Ducati Desmosedici GP14.2 MotoGP a Valencia il miglior modo per portare a compimento due anni vissuti in totale serenità e stima reciproca.

PRIME GARE A SINGHIOZZO, POI LA SVOLTA – “Non arrivo in Moto2 per fare quindicesimo“, ha sempre chiarito Bagnaia. Un proposito ambizioso suffragato da test invernali convincenti (subito tra i primi a Valencia e Jerez) e dal miglior tempo ottenuto, pronti-via, nella seconda sessione di prove libere a Losail. Da quel momento in avanti qualcosa non ha funzionato, con il sedicesimo posto ottenuto in Texas che ha prodotto un’attenta riflessione sul da farsi.

Francesco Bagnaia 5° in campionato all'esordio in Moto2
Francesco Bagnaia 5° in campionato all’esordio in Moto2
Una svolta, decisiva ed inevitabile, si è registrata alla vigilia della tappa di Jerez, consentendo a Pecco di ritrovare la via della competitività e di ritrovare il giusto feeling in sella. Con il suo capo-tecnico David Munoz, dai trascorsi di successo con il team Pons al seguito di Vinales e Rins, ha definito un programma di lavoro improntato sulla risoluzione dei problemi finora emersi, concentrandosi perlopiù sulla distanza di gara. Questo è stato l’asso nella manica che ha permesso al #42 di correre come più gli piace, riuscendo ad attestarsi tra i più veloci in pista (3° best lap assoluto) soprattutto nella fase decisiva della contesa.

E ADESSO? – Con un simile risultato inevitabilmente le aspettative per Bagnaia e lo Sky Racing Team VR46 crescono esponenzialmente, “Ma siamo messi bene anche in vista di Le Mans“, ammette Pecco, monitorato con attenzione da alcune squadre/case della classe regina. La MotoGP, tuttavia, può aspettare…

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