Moto2: Le prime impressioni dei rookie Bulega, Di Giannantonio, Bastianini e Bezzecchi

Moto2: Le prime impressioni dei rookie Bulega, Di Giannantonio, Bastianini e Bezzecchi

Nicolò Bulega, Fabio Di Giannantonio, Enea Bastianini e Marco Bezzecchi hanno esordito nei test a Jerez su una Moto2. I commenti dei quattro esordienti dopo i tre giorni.

di Diana Tamantini, @dianatamantini

I test conclusi domenica a Jerez de la Frontera sono stati il primo assaggio di Moto2 per quattro piloti italiani, che l’anno prossimo si troveranno a competere nella categoria intermedia. Nicolò Bulega (Sky Racing Team VR46), Fabio Di Giannantonio (Speed Up Racing), Enea Bastianini (Italtrans Racing Team) e Marco Bezzecchi (Red Bull KTM Tech 3) sono scesi in pista per tre giorni con le nuove moto. I test sono stati anche condizionati dalla pioggia, ma i quattro piloti italiani sono riusciti comunque a godersi la prima volta in sella alle rispettive Moto2.

Top rookie in classifica combinata dei tre giorni è Nicolò Bulega, che ha chiuso in 11° piazza finale a soli 787 millesimi dal compagno in testa, Luca Marini. Il pilota rientrava da un infortunio al dito di una mano (del quale sente ancora i postumi) che non gli aveva permesso di disputare le ultime quattro gare del 2018, un’ultima annata in Moto3 al di sotto delle aspettative. Ora però si guarda alla Moto2, con tanta voglia di mettersi in luce fin da subito. “Sono contento dell’esordio” ha dichiarato alla fine dei tre giorni. “Mi sento già molto bene in sella a questa moto, il feeling è stato ottimo fin dal primo momento. Devo fare attenzione all’uscita in curva, c’è una bella differenza rispetto alla Moto3, ma ci lavorerò su, i test servono a questo. Vediamo cosa possiamo fare l’anno prossimo, devo approfittare di questa opportunità.”

Grande emozione anche per Fabio Di Giannantonio, apparso con un largo sorriso alla fine delle prime prove con una Moto2. Autore del 16° tempo in classifica combinata a poco più di un secondo dalla vetta, si è mostrato davvero contento di queste tre giornate e lui stesso spiega perché: “Mi sentivo pronto per qualcosa di nuovo, ecco perché ho cercato questa sfida. Dopo questi test posso dirlo: cambiare è stata la decisione giusta.” “Non ho mai guidato una 600” ha poi confessato il vice-campione Moto3 in carica, “quindi non mi aspettavo una bella partenza, ma questa moto è stata una sorpresa. Ho cercato poi di trovare una corretta posizione in sella, ma il feeling è buono sia sull’asciutto che sul bagnato. La moto è fantastica e si è già creato un bell’ambiente in squadra, sono sicuro che assieme potremo svolgere un buon lavoro.”

Subito dietro a ‘Diggia’ si è piazzato Enea Bastianini, altro pilota al salto di categoria dopo ben cinque stagioni nella categoria minore del Motomondiale, chiudendo come vice-campione nel 2016. “Ho avuto abbastanza tempo per cercare di vincere il titolo, era il momento di cambiare” ha dichiarato ‘Bestia’, spiegando la decisione di passare alla Moto2. Il neo pilota Italtrans ha chiuso in 17° posizione finale (precedendo di due posizioni il compagno di squadra Locatelli), con un ritardo di 1.3 secondi rispetto al capoclassifica. “Non ho mai guidato una Moto2” ha dichiarato, “quindi per me è tutto nuovo, ma la moto mi piace già molto e la potenza del motore è impressionante.” Al suo fianco poi ci sarà Giovanni Sandi, a lungo punto di riferimento in Aprilia e dalla grande esperienza come capotecnico sia in WSBK che nel Motomondiale. “Sarà di grande aiuto, da lui posso solo imparare.”

L’ultimo rookie italiano in arrivo dalla Moto3 è Marco Bezzecchi, grande protagonista nella categoria minore nonché maggior rivale del poi campione Jorge Martín. Il pilota Red Bull KTM Tech 3 ha chiuso con il 25° tempo finale, a più di due secondi dalla testa della classifica, un tempo poi difficile da migliorare visto il maltempo, ma ‘Bez’ è soddisfatto di questa prima presa di contatto. “Mi sono divertito molto” ha detto in seguito. “Peccato non essere riusciti a girare più di tanto nel corso dell’ultima giornata, ma siamo riusciti a migliorare costantemente. Abbiamo lavorato sul mio stile di guida, sulla posizione in sella, sul telaio, sull’uscita in curva, Quello che sorprende di più è la potenza del motore, che bisogna imparare a controllare, mentre non sono così soddisfatto del ritmo sul bagnato. In generale è andata bene, la squadra è molto motivata e KTM sta fornendo un aiuto notevole.”

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