ESCLUSIVA Michele Pirro: “Marquez? Si può battere”

ESCLUSIVA Michele Pirro: “Marquez? Si può battere”

Intervista esclusiva a Michele Pirro, collaudatore Ducati che da mesi segue lo sviluppo della Desmosedici GP19. In Malesia è pronto a sostituire Jorge Lorenzo in caso di forfait.

di Luigi Ciamburro
Michele Pirro

Michele Pirro sarà a disposizione di Ducati in Malesia per un’eventuale sostituzione di Jorge Lorenzo in caso di forfait. Dopo aver recentemente testato il nuovo prototipo della Desmosedici 2019 a Valencia, il collaudatore di San Giovanni Rotondo è pronto a tornare in gara con una MotoGP a distanza di cinque mesi dallo spaventoso incidente del Mugello. Al termine del weekend di Sepang volerà in Italia, dove il 6-7 novembre sarà presente all’Eicma di Milano, ospite dello stand Blauer HT al padiglione 13. Lo rivedremo poi ancora in pista a Valencia come wild card e al lavoro nei test collettivi, con il compito di “aperitivizzare” la GP 2019 che dal prossimo anno sarà a disposizione di Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci.

Che impressione ti ha fatto il prototipo 2019 della Desmosedici GP?

La nuova moto è molto simile al prototipo GP18 che al momento è la moto più competitiva in assoluto del mondiale MotoGP, perché è in grado di lottare con entrambi i suoi piloti ufficiale per la vittoria. Quindi la GP19 parte dalla stessa base, ma con un potenziale di crescita maggiore che esploreremo durante le prossime uscite. Sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto insieme a Ducati e i risultati parlano per noi.

Pensi sia ancora possibile raggiungere il sogno di diventare pilota MotoGP?

Il sogno non è solo un sogno, è anche realtà. Quando abbiamo scelto di percorrere la strada dello sviluppo della moto, con il ruolo di performance rider, abbiamo indirettamente cambiato le regole del gioco e gli equilibri che fino a quel momento c’erano in MotoGP. Prima il ruolo del collaudatore era ricoperto da piloti a fine carriera che per diverse ragioni davano feedback in linea con le loro prestazioni di gran lunga meno veloci dei piloti ufficiali. Da quando ho iniziato ad occuparmi del lavoro di sviluppo della Ducati MotoGP, i processi si sono accorciati e le migliori soluzioni sono state scelte senza indugio, guadagnando tempo che ci ha permesso di esplorare nuove aree tipo quelle relative all’aerodinamica, in cui peraltro siamo molto più avanti delle altre case. Ad ogni modo le possibilità di correre come pilota ci sono sempre. Chiaramente le condizioni dovranno essere ottimali dal punto di vista tecnico e che mi permettano di essere protagonista.

Cosa manca alla Ducati per poter compiere un altro passo avanti?

Ducati ha tutto ciò che serve per continuare questo processo di crescita che sarà sicuramente senza sosta. La capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni e ai cambiamenti regolamentari è una caratteristica vincente che Ducati ha e quindi la crescita è costante.

Come si può battere Marc Marquez?

Dovizioso e Lorenzo hanno dimostrato che si può battere, perché lo hanno fatto in più di un’occasione. E’ sicuramente un pilota fortissimo ed è consapevole di esserlo. Lo stesso vale per Dovizioso e Lorenzo, quindi la differenza la fanno gli episodi e le gare, volta per volta.

Senza Casey Stoner come cambia il tuo ruolo di tester?

È stato un grande onore per me dividere, in alcune occasioni, il box con un campione come Casey Stoner. Da un pilota come lui si può solo imparare. Tuttavia per quanto riguarda me cambierà poco, anche perché ha fatto un solo test in tutto l’anno e sulla MotoGP si è visto poco.

I tuoi fan potranno incontrarti all’Eicma di Milano presso lo stand Blauer… Quando nasce la tua collaborazione con il marchio e cosa ha di speciale?

La collaborazione con Blauer ha avuto inizio nel 2006, sono quindi passati dodici anni. Ci siamo conosciuti nel Motomondiale e grazie al loro importante supporto sono riuscito ad ottenere importanti risultati sportivi. Blauer è un marchio speciale perché ha saputo distinguersi per il carattere che incarna i valori della personalità di chi cerca le prestazioni senza compromessi. Direi che il claim del marchio BLAUER UNCOPROMISE PERFORMANCE è significativo e posso solo condividerlo pienamente. La qualità è un elemento che se non provi è difficile da trasmettere e per questo mi sento di dire che la cura dei dettagli, la resistenza nel tempo e la vestibilità sono elementi imprescindibili, che associati al design delle collezioni ne fanno un Brand davvero unico.

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