Il quattro volte iridato Kork Ballington diventa una Leggenda della MotoGP

Il quattro volte iridato Kork Ballington diventa una Leggenda della MotoGP

Il primo campione del mondo sudafricano Kork Ballington è a partire da oggi uno dei nomi presenti nella Hall of Fame del Motomondiale.

di Diana Tamantini, @dianatamantini

La Hall of Fame del Motomondiale si arricchisce di un nuovo nome: nella giornata odierna il riconoscimento di Leggenda della MotoGP è stato conferito a Kork Ballington, pilota sudafricano due volte iridato in 250cc e bicampione del mondo in 350cc, titoli ottenuti in entrambe le categorie nel biennio 1978-1979.

All’anagrafe Hugh Neville, conosciuto in seguito con il soprannome di Kork, Ballington esordisce nel Campionato del Mondo nel 1976, anno in cui conquista il primo podio in 250cc nel Gran Premio della Germania dell’Est, seguito dalla prima vittoria iridata in 350cc, ottenuta sempre in quella stessa annata nel corso del Gran Premio di Spagna. A questa prima stagione ne seguì un’altra ricca di successi in entrambi i campionati, ma è l’anno successivo che inizierà l’assalto al titolo in entrambe le categorie.

Dopo un inizio non ottimale, ha iniziato a macinare risultati di rilievo, conquistando quattro successi ed altri quattro podi in 250cc, assieme a sei vittorie e tre podi in 350cc, assicurandosi quindi le prime corone iridate grazie ai titoli ottenuti in entrambe le categorie. L’anno successivo si replica da campione in carica e uomo da battere: con sette successi in 250cc (più altri due podi) e cinque vittorie in 350cc riesce a bissare il successo del 1978 conquistando nuovamente l’iride. Rimane nella categoria minore, ma in contemporanea decide poi di provare a competere in 500cc, per poi correre solo nella categoria regina. Nel 1981 riesce a conquistare due piazzamenti sul podio in Olanda ed in Finlandia, mentre il 1982 è il suo ultimo anno nelle corse prima del ritiro.

Kork Ballington con i connazionali Darryn Binder (Moto3), Brad Binder (Moto2) e con il CEO Dorna Carmelo Ezpeleta
Kork Ballington con i connazionali Darryn Binder (Moto3), Brad Binder (Moto2) e con il CEO Dorna Carmelo Ezpeleta

Ciò che Ballington non nasconde è l’orgoglio di poter vedere altri due piloti sudafricani nel Motomondiale, vale a dire i fratelli Brad e Darryn Binder, con i quali posa nella foto in alto. “E’ fantastico, li seguiamo sempre da vicino e facciamo il tifo per loro” ha dichiarato. “La MotoGP è uno dei maggiori spettacoli del pianeta e fa piacere vedere che si stanno comportando così bene.” Riguardo poi al riconoscimento, “Sono molto onorato, essere associato ad altre grandi Leggende è un onore e un privilegio.”

Non mancano poi domande sulla sua carriera e sui momenti che ricorda con maggiore piacere. “Ripenso alla mia prima vittoria in un Gran Premio” ha risposto, “eravamo a Montjuic Park, Barcelona, nel 1976, ed io correvo da privato contro le Yamaha factory, le Harley factory… Mio fratello ed io avevamo la nostra piccola Yamaha 350, che andava così bene quel giorno che non mi ha visto nessuno. E’ stato un traguardo importante, un inizio verso altri successi, ma la prima vittoria è sempre la più importante.”

Non sono mancate anche le parole del CEO Dorna Carmelo Ezpeleta in questa occasione: “Per me è un onore oggi, così come lo è stato vederlo correre. Ha disputato un GP a Jarama quando ero il direttore del circuito e mi ricordo chiaramente di lui: per me è diventato uno dei miti su corsa stradale, oltre ad essere il primo campione sudafricano e africano.”

Come detto, si allunga quindi ulteriormente una lista che già comprende un buon numero di nomi illustri: ricapitolando, parliamo di Giacomo Agostini, Mick Doohan, Geoff Duke, Wayne Gardner, Mike Hailwood, Daijiro Kato, Eddie Lawson, Anton Mang, Angel Nieto, Wayne Rainey, Phil Read, Jim Redman, Kenny Roberts, Jarno Saarinen, Kevin Schwantz, Barry Sheene, Freddie Spencer, John Surtees, Carlo Ubbiali, Alex Crivillé, Franco Uncini, Marco Lucchinelli, Randy Mamola, Nicky Hayden, Casey Stoner e Marco Simoncelli. Un altro nome si unirà alla lista, quello di Dani Pedrosa, che alla sua ultima gara in carriera a Valencia riceverà questo riconoscimento.

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