Gabriel Rodrigo: vi racconto la vita che fa un pilota Moto3

Gabriel Rodrigo: vi racconto la vita che fa un pilota Moto3

Il pilota spagnolo ci spiega com’è difficile salire e restare al vertice della entry class del Motomondiale

di Massimiliano Garavini
Gabriel Rodrigo: vi racconto la vita che fa un pilota Moto3

Il pilota spagnolo Gabriel Rodrigo esamina, in un lungo articolo apparso sul suo sito personale www.gabrirodrigo.com, la vita di un pilota che gareggia nella più piccola cilindrata del motomondiale. Rodrigo parte con un inciso: per arrivare in alto, in qualsiasi classe, una preparazione fisica eccellente è essenziale.

MITO – Lo spagnolo sfata un mito: il percorso formativo del pilota è importante e nessuno ti regala niente. «La maggior parte dei piloti della MotoGP» è la considerazione del #19 « proviene dalle categorie inferiori, come la Moto3, dove la lotta tra squadre e piloti è altrettanto feroce; dove la dieta – se possibile – è ancora più severa; dove gli allenamenti sono quotidiani e molto disciplinati.» Ma quando comincia la carriera di un giovane aspirante corridore? «La strada per diventare un pilota è dura e inizia molto presto. La maggior parte dei piloti di punta di solito iniziapiuttosto presto, intorno ai 4 anni. Quando si inizia così giovani la cosa più frequente è partire dalle moto da cross, dal momento che è più facile iniziare in questa modalità (oltre ad essere più economica). Una volta che impari a gestire e controllare la moto , quando hai circa 8 anni, la maggior parte di questi giovani piloti va a gareggiare in piccoli circuiti di Karting dove si raggiungono velocità più elevate. E finalmente, intorno all’età di 11 anni, fanno già il salto nelle categorie che prevedono tappe sui grandi circuiti.»

 Gabriel Rodrigo: vi racconto la vita che fa un pilota Moto3COSA CONTA – Rodrigo polemizza con chi non considera gli sport motoristici allo stesso livello di altre competizioni sportive. Soprattutto sostiene un’idea originale: nel motorsport il mezzo conta, ma il compito di un pilota non è solo quello di accelerare e frenare la moto. «Il segreto per diventare un driver migliore è quello di lavorare duro: la competizione è la prova del fuoco dell’allenamento che ci occupa durante il resto dell’anno.» La stagione in effetti non concede molto tempo per allenarsi con costanza.
«Durante le tappe europee, la squadra di solito viaggia il martedì sera o il mercoledì mattina, per iniziare a sistemare il box e la moto fin dalle prime ore di mercoledì. Se la nostra presenza non è necessaria, iniziamo a lavorare sul circuito giovedì. Quando ci spostiamo al di fuori del vecchio continente, allora le trafserte vedono squadre e piloti in viaggio sin da lunedì.»

PREPARAZIONE –  Il giorno col maggior carico di lavoro, secondo Gabriel, è il giovedì prima del week end di gara, quando è necessario scremare tutto il materiale necessario per il fine settimana, con staff meeting in cui occorre pianificare la strategia dei giorni seguenti. Si tratta soprattutto di analizzare il comportamento delle gomme durante il GP, valutare quali motori utilizzare, decidere quante partenze saranno fatte in ogni sessione di allenamento e quanti giri. Particolarmente importante è esaminare i dati di telemetria degli anni precedenti, così come guardare video di altri GP corsi in quel circuito. La giornata termina con una ricognizione attorno al circuito per fare le ultime considerazioni e valutare assieme ai tecnici e ai preparatori come affrontare al meglio il tracciato.

ALLENAMENTI –  Gabriel Rodrigo dedica molta cura alla preparazione atletica. Divide in due fasi cruciali l’allenamento: pre-stagionale e a stagione in corso.
«La preparazione fisica è fondamentale per essere un buon motociclista. Ed è proprio la pre-season la fase più importante dell’allenamento annuale, perché è possibile eseguire molti esercizi per migliorare le prestazioni fisiche senza il pericolo di sovraffaticarsi durante le gare. Ogni pilota ha le sue abitudini e il suo modo di lavorare, ma nel mio caso, alla fine della stagione, di solito faccio una o due settimane al massimo di “vacanze”. Da fine novembre fino al primo test pre-campionato all’inizio di febbraio, il mio allenamento è giornaliero, mattina e pomeriggio, e riposo solo sabato pomeriggio e per l’intera domenica.»

 Gabriel Rodrigo: vi racconto la vita che fa un pilota Moto3SPORT –  La costanza di allenamento è un fattore essenziale, ma ancora più importante è variare molto le discipline praticate. Rodrigo dichiara di alternare gli esercizi: «in sella mi alleno principalmente su motocross, flat-track e supermotard con piccole moto (alcuni piloti fanno anche enduro e trial). A livello cardiovascolare faccio sia l’allenamento outdoor (su strada e mountain bike, sci alpino, ecc.) che in palestra (ellittico, spinning, canottaggio, nuoto …). E tutto questo condito con una parte di bodybuilding basata su pesi.» Una volta finita la preseason, i piloti di moto hanno un test o una gara quasi ogni settimana, fino al termine della stagione; da quel momento, l’allenamento entra in una fase in cui: «puoi praticamente mantenere solo la forma fisica che hai raggiunto durante i mesi precedenti. Quindi, abbiamo quasi completamente eliminato l’allenamento sulla moto all’aperto e continuiamo a fare il resto del training, anche se in palestra ma con esercizi più dinamici. Tra una gara e l’altra mi riposo il giorno immediatamente successivo o vado in bicicletta per riprendermi. E da martedì fino al prossimo GP ritorno all’allenamentoabituale, ma non così intenso come in preseason; resto sempre a riposo due giorni prima di tornare in sella.»

ALIMENTAZIONE – Come ha recentemente dichiarato anche Danilo Petrucci in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, è di cruciale importanza. Il ternano è riuscito a perdere quattro chili, seguendo una dieta particolarmente ricca di verdura. Gabriel Rodrigo è della stessa opinione, ma non rinuncia ai carboidrati. « La dieta è un aspetto molto importante per qualsiasi atleta, ma nella categoria Moto3 diventa qualcosa di veramente fondamentale. Minore è la potenza della moto, più è importante essere leggeri e aerodinamici, quindi tutti i piloti Moto3 cercano di pesare il meno possibile in modo che la moto lavori meglio. La mia dieta si basa principalmente su alimenti con molte proteine ​​e verdure, variando la quantità di carboidrati a seconda dell’allenamento: faccio un sacco di allenamento cardio, dal momento che mi permette di mangiare più carboidrati. In questo modo è più facile per me controllare il mio peso senza patire troppo la fame. Due giorni prima di salire in sella, insieme al “riposo” dall’allenamento prima del Gran Premio, comincio a caricare i carboidrati per riempire le riserve di glicogeno ed essere in grado di restare al massimo delle potenzialità durante il weekend.»

BILANCIA – Tenere sotto controllo il peso è un mantra, soprattutto quando si parla di minima cilindrata, dove ogni dettaglio può fare la differenza; oltre al peso non va sottovalutata la resistenza allo sforzo: «è anche molto importante essere in forza, per essere in grado di dare il 100% durante la gara, motivo per cui è necessario curare la dieta con particolare attenzione. E con così tanti viaggi e pasti lontano da casa, anche il solo atto di mantenere semplicemente il peso stabile non è un compito semplice.»

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy