Ducati GP18 a due tempi. La svolta di Dovizioso dopo Barcellona

Ducati GP18 a due tempi. La svolta di Dovizioso dopo Barcellona

Andrea Dovizioso ha trovato una buona base solo dopo Barcellona. Da Brno Ducati ha messo sotto pressione Marc Marquez, ma ormai il titolo era segnato

di Luigi Ciamburro
Andrea Dovizioso

Il Mondiale di Andrea Dovizioso non si è spento a Motegi, ma nella prima metà del campionato. L’incidente di Jerez, lo scivolone di Le Mans, l’errore in Catalunya, fino alla caduta in Giappone a giochi ormai fatti. Il diretto avversario Marc Marquez ha racimolato due zero punti, in Argentina e al Mugello, ma negli altri week-end è sempre salito sul podio. Un ritmo campionato impressionante, reso possibile anche dall’assenza delle Yamaha nella lotta per la top-3 e da un Jorge Lorenzo risvegliato solo dopo il GP d’Italia e assente nelle ultime tre tappe. Per puntare al titolo iridato Andrea Dovizioso nel 2019 dovrà contare anche sul ritorno di Rossi, Vinales e Lorenzo, perché in una sfida a due il Cabroncito risulta invincibile.

Nella stagione 2018 Ducati ha viaggiato a due tempi. Una prima svolta c’è stata ad Assen, la decisa virata dopo la pausa estiva nell’appuntamento di Brno. Da agosto ad oggi la Desmosedici #04 non ha conosciuto tracciati ostili, sempre in lotta per la vittoria, segno che qualcosa è cambiato nel modus lavorandi del box di DesmoDovi. Dopo la vittoria d’esordio in Qatar, dove la Rossa ha sempre brillato negli ultimi quattro anni, errori insoliti e risultati altalenanti hanno rallentato la corsa iridata del forlivese. L’offensiva che ha messo sotto pressione Marquez è cominciata troppo tardi, i tecnici di Borgo Panigale hanno allestito in ritardo l’ottima base di cui oggi si dispone. “Non abbiamo cambiato nulla. A Brno c’era una nuova carena, ma non era un grande cambiamento“, ha spiegato il Dovi. “Da Assen abbiamo iniziato con un approccio diverso… Era un mix di diversi piccoli dettagli“.

La svolta si è avuta soprattutto in termini di assetto e feeling con le gomme, ma è pur vero che fino al GP di Barcellona si è scesi in pista con o senza alette, a seconda delle sensazioni del venerdì. Troppi esperimenti che sottolineano come la base della Desmosedici non fosse ancora stabile, fino a decidere di impiegare la moto con le winglets. “Non è stata la decisione di una sola persona – ha spiegato Andrea Dovizioso -. Ognuno di noi cerca di analizzare la situazione e capire. Ci siamo incontrati insieme a Barcellona e abbiamo preso questa decisione”.

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