Caso Romano Fenati: Pronto il ricorso al TAS?

Caso Romano Fenati: Pronto il ricorso al TAS?

Il pilota marchigiano può appellarsi al Tribunale Arbitrale dello Sport che può annullare la sospensione decisa dal presidente FIM

di Redazione Corsedimoto
JEREZ DE LA FRONTERA, SPAIN - MAY 04: Romano Fenati of Italy and Marinelli Snipers Team rounds the bend during the MotoGp of Spain - Free Practice at Circuito de Jerez on May 4, 2018 in Jerez de la Frontera, Spain. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Romano Fenati farà ricorso al TAS? “Ci stiamo pensando” fanno sapere dall’entourage del pilota di Ascoli sospeso fino al termine di questa stagione per la plateale scorrettezza compiuta ai danni di Stefano Manzi durante il GP San Marino Moto2 a Misano.  TAS significa Tribunale Arbitrale dello Sport, è una corte indipendente, cioè non legata ad alcuna federazione sportiva. Ha sede a Losanna, in Svizzera.

Il TAS ha il potere di emendare o annullare decisioni disciplinari di qualunque genere, per cui anche la sospensione comminata a Romano Fenati. Secondo Ignazio Scuderi, avvocato di chiara fama esperto di diritto sportivo, un eventuale ricorso avrebbe ampie possibilità di essere accolto, qui l’intervento.  La decisione assunta dalla Federmoto Internazionale ha un vizio di fondo, gravissimo: è stata presa di persona dal presidente Vito Ippolito, non da un ente disciplinare dello stesso organismo. L’eventuale ricorso di Fenati sarebbe anche avvalorato dal fatto che i commissari della stessa Federazione, a Misano, avevano già sentenziato sul caso Fenati, infliggendogli due GP di sospensione. A giudizio del FIM MotoGP Steward Panel, Romano sarebbe potuto tornare regolarmente in pista a Motegi (Giappone) il 21 ottobre, potendo disputare i quattro round finali del campionato. Ad oggi la decisione del Panel è l’unica assunta da un organismo con poteri giudicanti: la comunicazione di Ippolito, che non è un commissario nè un giudice sportivo, è priva di senso giuridico.

Il Presidente di qualsiasi Federazione non può entrare nel merito dei giudizi sportivi. Si tratta di un inspiegabile, dal punto di vista giurisprudenziale, atto di imperio: è stato come se il presidente della Repubblica decidesse  lui direttamente l’aggravamento di  una condanna, invece di lasciare il compito al tribunale d’appello competente. Il caso Fenati è un precedente gravissimo, quindi il ricorso al TAS avrebbe una ragione di essere anche se Romano non avesse alcuna intenzione di  rientrare in pista in questa stagione agonistica. La divisione fra poteri è uno dei cardini della nostra civiltà, ma evidentemente per i gestori del motociclismo non vale.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy