Capitano Valentino Rossi, cosa succede a bordo della nave Yamaha?

Capitano Valentino Rossi, cosa succede a bordo della nave Yamaha?

Alla vigilia del GP del Sachsenring e della pausa estiva Yamaha naviga ancora in un mare in tempesta. Valentino Rossi non trova la retta via nonostante il 2° posto in classifica.

di Luigi Ciamburro

La vittoria in casa Yamaha manca dal 25 giugno 2017, data del penultimo Gran Premio di Assen, quando Valentino Rossi riuscì ad imporsi illudendo team e tifosi su una stagione esaltante. Ma da allora la YZR-M1 si è fossilizzata in un tunnel di cui non si intravede via di uscita. Troppo gli errori e le domande senza risposta che quasi mettono in imbarazzo una squadra blasonata come quella di Iwata, nonostante un secondo e terzo posto in classifica che ha un po’ il sapore della bugia.

ERRORI TECNICI – Sin dall’anno scorso i numerosi aggiornamenti di telaio (ben otto!) per trovare grip al posteriore sono il primo sintomo di un malessere che scorrazza a destra e a manca, senza che nessuno riesca a porre rimedio. Per mesi piloti e tecnici hanno puntato l’indice contro il nuovo anteriore Michelin inaugurato al Mugello, per poi scoprire che in realtà la sorgente del problema risiedeva nell’elettronica. Mentre Ducati e Honda erano riuscite ad assicurarsi i pezzi da novanta della Magneti Marelli, che probabilmente hanno anche un po’ sguazzato nella zona grigia del regolamento (vedi piattaforma inerziale unificata dal 2019…), Yamaha è rimasta a guardare senza investire sugli ingegneri elettronici. Non è bastato un intero inverno per porre fine al ritardo elettronico, nè i test precampionato, nè quelli collettivi e privati tenuti negli ultimi mesi. Adesso il test di Brno agli inizi di agosto suona un po’ come un ultimatum: senza progressi la seconda parte di stagione potrebbe rivelarsi un’autentica “bancarotta”.

TEAM SATELLITE – Poco dopo l’annuncio del passaggio di Tech3 in KTM dal prossimo Motomondiale, era ben evidente che Yamaha non avesse nessuna intenzione di schierare tre moto ufficiali, nè ora nè mai. Una filosofia dettata soprattutto da questioni economiche, come ben ha sottolineato Lin Jarvis. La settimana scorsa è stato annunciato il nuovo team satellite SIC Petronas, con il colosso petrolifero malese che ancora deve ufficializzare il suo ingresso. Ma a destare stupore è la possibile scelta di Fabio Quartararo, pilota giovane e promettente, ma con alle spalle una sola vittoria e tre podi in carriera nelle classi minori. Lasciatosi sfuggire Johann Zarco, svanito il sogno del ritorno di Jorge Lorenzo e crollato il progetto Dani Pedrosa, Yamaha ha ripiegato su Franco Morbidelli, ormai certo, e sul pilota francese attualmente in sella alla Speed Up in Moto2. Di certo non la scelta richiesta da Rossi e Vinales, entusiasti dell’idea di poter lavorare con Pedrosa, e che da tempo chiedono un collaudatore di spessore per la M1. L’ennesima occasione mancata per la casa di Iwata…

TECNICI IN BILICO – Da mesi è stato annunciato il divorzio tra Maverick Vinales e Ramon Forcada. Il pilota di Figueres ha puntato gli occhi su Esteban García (Chief Technical Officer di Bradley Smith) dopo essersi visto respinto da José Manuel Cazeaux, l’uomo fidato di Alex Rins in Suzuki che ha accompagnato Maverick durante le sue due stagioni con Suzuki. A questo punto Valentino Rossi ha reso noto di voler puntare su Forcada nelle ultime due stagioni in MotoGP prima dell’addio, per dare una sferzata al sogno del decimo sigillo mondiale. Una situazione alquanto incresciosa, con Silvano Galbusera estromesso “via stampa” e per il momento costretto a fare buon viso a cattivo gioco fino al termine della stagione. Per lui il ripiego più naturale potrebbe essere al fianco del giovane Franco Morbidelli in sella alla M1 satellite. Ma Ramon Forcada accetterà la proposta di Valentino dopo averla respinta già qualche anno fa? A quanto pare in casa Yamaha i problemi hanno l’aspetto di un cane che fa il girotondo mordendosi la coda. Capitan’ Rossi, cosa succede a bordo della nave?

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