MotoGP: Troy Bayliss si candida per la GP18, ma la Ducati spegne il sogno

MotoGP: Troy Bayliss si candida per la GP18, ma la Ducati spegne il sogno

Il mitico ducatista voleva correre a Phillip Island sulla GP18 al posto di Jorge Lorenzo: i tifosi sognavano, ma dovranno accontentarsi di Alvaro Bautista…

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Troy Bayliss

Non vedo l’ora di arrivare a Phillip Island e andarmene in giro per i box come un teenager!” Troy Bayliss, pochi giorni fa, non immaginava che gli sarebbe potuto capitare di meglio: andarsene in giro per la pista sulla Ducati GP18 lasciata libera dall’infortunato Jorge Lorenzo. Guidando con il cuore stretto nel pugno destro, come ha sempre fatto, on l’entusiasmo di un teenager, anche se ha 49 anni. Il ducatista più amato di tutti i tempi poteva tornare MotoGP a quasi il doppio dell’età di Marc Marquez, dodici anni dopo la vittoria “one-shot” a Valencia.  Non ci sarebbe stato un senso tecnico in questo progetto, una vera, romantica follia: per questo ci sarebbe piaciuto tanto. La Ducati non avrebbe dovuto deludere il suo popolo. Invece correrà Alvaro Bautista. Peccato.

CANDIDATURA – Quando ha saputo che Jorge Lorenzo non si sarebbe messo in viaggio verso l’Australia, Troy ha cominciato a martellare di messaggi i “suoi” uomini in Ducati: Paolo Ciabatti e Davide Tardozzi. Gente che con lui ha condiviso l’epopea dei tre Mondiali in Superbike: 2001, 2006 e 2008. TB21 si è ritirato a fine di quell’anno, da campione, sbancando l’ultima gara di Portimao. Ma la voglia di correre non gli è mai passata: nel 2015 fece due comparsate nel Mondiale Superbike (Australia e Thailandia) sostituendo in corsa l’infortunato Davide Giugliano. Anche quella volta era arrivato a Phillip Island da turista, e si ritrovò nella mischia. “Non ero allenato, erano anni che non andavo a trecento all’ora, adesso sarebbe diverso, ho gareggiato tutta la stagione e sono allenato meglio di quando avevo 30 anni”. Già: quest’anno Bayliss è rientrato alle corse a tempo pieno, prendendo parte al campionato australiano Superbike con la Ducati Panigale 1299 Limited Edition. Ha vinto due volte, a Hidden Park (qui il video)  e proprio settimana scorsa a Phillip Island (qui il video), concludendo il campionato al terzo posto.

SENSO – Chiaramente fra ASBK e MotoGP non c’è confronto tecnico: nell’Australian Superbike il regolamento è Stock, corrono moto poco più che stradali, anche se da oltre 200 cavalli. Bayliss non ha mai girato sulla GP18, nè conosce le gomme Michelin. Sarebbe stato un salto nel vuoto, senza calcoli. Una follia d’altri tempi, una storia da raccontare ai nipotini cheavrebbe dato  una scossa a questa MotoGP che si sta stancamente trascinando verso l’epilogo, con poco  da offrire.

POLITICA – Bayliss sulla Ducati di Lorenzo era difficile che accadesse. Infatti al suo posto ci sarà lo spagnolo Alvaro Bautista. Hanno vinto il progetto, i calcoli e  magari le amicizie: Bautista ha lo stesso manager di Andrea Dovizioso. A questo punto resterebbe da vedere chi sostituirà Bautista al team Angel Nieto…

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