Moto-e: Tanta attesa, ma quanto andranno e chi metterà i soldi?

Moto-e: Tanta attesa, ma quanto andranno e chi metterà i soldi?

La presentazione del nuovo campionato elettrico non fuga i dubbi: come farà a piacere allo stesso pubblico della MotoGP?

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Moto-e: Tanta attesa, ma quanto andranno e chi metterà i soldi?

La presentazione avvenuta della Moto-e World Cup   oggi a Roma, presso Officine Farneto, ha fatto rumore. Non è detto necessariamente che siano opinioni allineate, ma in ogni caso se n’è parlato.

CHI INVESTIRA’? –  Abbiamo chiesto a Paolo Gozzi, direttore di corsedimoto.com, un suo parere sui campionati che vedono protagonisti i mezzi elettrici: «Seguo da una decina d’anni lo sviluppo delle Moto-e da competizione e sono stato invitato, in diverse occasioni, dal promoter della FormulaE. Per cui conosco bene potenzialità e criticità del “movimento”. Io spero che la Moto-e si riveli un successo, ma – proprio partendo dall’esperienza specifica nel campo – sono assai scettico. Immaginate se la FormulaE corresse a Monza un’ora prima del GP F1, le prestazioni sono così distanti che sarebbe una cosa ridicola. Infatti, non a caso, la FormulaE corre in città, su percorsi lenti e strettissimi. Le Moto-e un’ora prima del via della MotoGP, sulla stessa pista? Non oso immaginare. L’entusiasmo è tanto, ma anche la FormulaE, nonostante il massiccio impegno di quasi tutti i più grandi colossi auto del mondo, non sta ancora decollando, scontando una serie di criticità. Promuovere la Moto-e, per una serie di ragioni, sarà ancora più impegnativo. E io aspetto ancora di capire chi ci metterà i soldi.»

RITARDO – Vale a questo punto sottolineare che l’operazione “Moto-e” si è svolta quantomeno in modo irrituale. Roma caput mundi, forse, ma sicuramente non del motorsport. Il grande show è andato in onda con mezz’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Mat Oxley non le manda a dire; con un tweet sul suo profilo, ammette: «il lancio a Roma del campionato Moto-e sembra essere stato ritardato di 30 minuti, presumibilmente perché le batterie non sono completamente cariche». Il giornalista giapponese Akira Nishimura si concede addirittura una citazione che sta a metà tra letteratura e cinema: «And how is it in Rome? Do MotoE™ Dream of Electric Sheep?», citando addirittura il titolo originale del romanzo di fantascienza di Philip K. Dick da cui venne tratto il famosissimo Blade Runner di Ridley Scott. Il nocciolo della faccenda sta proprio qui: noi non sappiamo se la Moto-e sognerà pecorelle elettroniche.

CAMPIONATO – L’unica cosa di cui veniamo a conoscenza è che sarà un campionato monomarca a cui parteciperanno i team “indipendenti” della MotoGP e pure qualche invitato proveniente dalla Moto2. Stop. Ancora non sappiamo chi saranno i piloti, né altro. Però ci dicono che sarà interessante. Ci fidiamo sulla parola del gran sabba elettrico, a patto di capirci: siamo sicuri che saprà conquistare gli appassionati ? Risposta: boh. A Roma, nella foto di gruppo, ridono tutti: il presidente della FIM Vito Ippolito, il CEO di Enel Francesco Starace e anche Loris Capirossi. L’unico che sembra non sorridere è Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna. Sogna le pecorelle elettroniche pure lui? Vai a saperlo. Eppure il primo campionato di Moto-e partito sotto l’egida congiunta di federazione, promoter, title sponsor e con la benedizione laica dei media partner che trasmettono il campionato della MotoGP dovrebbe essere nato bene. Magari è solo in ritardo, un po’ come la presentazione.

LA GUIDA – Loris Capirossi prova a metterci una pezza: «la sensazione di guida, dopo un’intera vita su moto tradizionali è molto diversa, il feeling è però molto bello. Sali e non trovi né cambio né frizione, ma vi assicuro che nonostante il peso in pista è molto agile, e divertente da guidare. Quando sali la prima volta ti sorprende il rumore, perchè non è il solito sound ma ha un suo carattere. Quando ho fatto le prime curve, quasi nel silenzio, è stato stranissimo sentire il rumore del mio ginocchio sull’asfalto .» The sound of silence. Resta solo da capire se gli appassionati di motorsport apprezzeranno tutta questa silenzionsità. Capirossi quindi ci ha detto che il peso in pista è comunque sensibile, ma l’accelerazione esaltante. Poco? Abbastanza?

PRESTAZIONI – L’impressione è che il confronto col motore endotermico ancora non regga. Energica, il monofornitore italiano del campionato, nel comunicato ufficiale snocciola le cifre della EgoGP da cui è stata ricavata la parente corsaiola: 147cv, velocità massima superiore ai 250 km/h per un peso indefinito, da 0 a 100 km/h in tre secondi con un tempo di ricarica totale di circa 30 minuti. Se siete impazienti in venti minuti avete l’80% di batteria. Non male, soprattutto se pensate che Enel ha intenzione di predisporre da 12 a 14 mila stazioni di ricarica da qui al 2021. Ma qual’è l’autonomia? Come nelle Rolls-Royce d’antan: quanto basta, fate voi. Ecco il vero problema: lavorando per sottrazione, non per addizione, si ottiene solo un mezzo successo. Se sarà vera gloria, come diceva il Manzoni, lo diranno i posteri, ma a noi basterebbe pure il sogno di pecorelle elettroniche, purché vadano forte.

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