Supersport Assen L’ennesima resurrezione di Sofuoglu

Supersport Assen L’ennesima resurrezione di Sofuoglu

Kenan Sofuoglu ha dominato ad Assen dopo l’infortunio del precampionato e la caduta di Aragon. L’ennesimo ritorno di un grande campione.

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Quello a cui abbiamo assistito ad Assen è il ritorno alla vittoria di Kenan Sofuoglu. Il cinque volte Campione del Mondo Supersport (2007, 2010, 2012, 2015 e 2016) è stato in grado di dominare la gara olandese dall’inizio alla fine dopo aver chiuso in testa tutte le sessioni di prove con la sola eccezione delle FP1 (andate a Jacobsen).

Capace di tenere un passo formidabile e inarrivabile per gli altri già dal venerdì, in gara Sofuoglu è scattato dalla pole position e ha distanziato i suoi inseguitori di circa 3 secondi, vantaggio che poi ha amministrato negli ultimi giri. Una prova superlativa, quella di Kenan, che alla sua trentanovesima vittoria nel mondiale delle 600cc derivate dalla serie è riuscito a risorgere dopo lo sfortunato inizio di stagione che lo aveva visto saltare Phillip Island e Buriram per la frattura del polso destro rimediata in allenamento e lasciare Motorland Aragon con uno zero dopo essere stato coinvolto nella caduta di Federico Caricasulo.

Quanto accaduto ad Assen è l’ennesima prova di quanto il campione turco non demorda mai dopo le delusioni e i periodi difficili, ma non è certamente la più grande. Vi ricordate quando nel 2015 vinse a Imola sapendo che il figlio di quattro mesi Hamza era in gravi condizioni per un’ischemia cerebrale e poi continuò a correre e vincere anche dopo la morte del bimbo, avvenuta a fine luglio? E vi ricordate quando nel 2008 tornò a correre dopo aver saltato la gara di Monza per la morte del fratello Sinan, deceduto durante un test privato in vista di una gara del campionato turco?

Va ricordato, inoltre, che Kenan dovette far fronte alla morte dell’altro fratello Bahattin, perito a seguito di un incidente in macchina nel 2002, e che nel 2011 dovette salutare il padre Irfan Basri Sofuoglu, morto per un cancro. Parlando delle “resurrezioni” legate ad aspetti prettamente sportivi, che dire di quando nel 2012 e nel 2015 (anno del passaggio al team Puccetti Racing) diventò Campione del Mondo Supersport rispettivamente dopo una deludente annata in Moto2 e dopo i tantissimi problemi tecnici avuti nel team indiano MAHI Racing, poi scomparso per mancanza di soldi, nel 2014?

Quanto riassunto in queste righe dimostra la grande forza di Kenan Sofuoglu, un campione capace di vincere contro tutti e tutto e di far fronte a lutti familiari, delusioni sportive e avversità di ogni genere. Ora, a 32 anni, Sofuoglu punta a vincere il sesto titolo nel Mondiale Supersport e nel frattempo si gode le prestazioni dei suoi giovani allievi Toprak Razgatlioglu (Campione Europeo Superstock 600 2015 e capace di ottenere pochi giorni fa la sua prima vittoria in Superstock 1000), Harun Cabuk (vincitore di tre gare lo scorso anno nella European Junior Cup e capace, ad Assen, di arrivare ottavo dopo essere partito 23°) e i gemelli Can e Deniz Oncu (quest’ultimo vincitore di due delle tre gare della Asia Talent Cup 2017 svoltesi finora e, così come il fratello, al via della Red Bull MotoGP Rookies Cup), oltre alla forte amicizia che lo lega a uno dei personaggi più influenti e discussi degli ultimi mesi: il presidente turco Tayyip Erdogan.

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