Supersport 300: Dominio Kawasaki-KTM, la Yamaha non ci sta

Supersport 300: Dominio Kawasaki-KTM, la Yamaha non ci sta

Kawasaki e KTM dominano il primo round del Mondiale Supersport 300 ad Aragon e Yamaha accusa: “Svantaggiati dal regolamento”.

di Alessandro Palma

Ad Aragon si è svolto il primo round stagionale del Mondiale Supersport 300 e a saltare all’occhio, oltre alla vittoria del rookie olandese Koen Meuffels, è stata la netta superiorità delle nuove arrivate Kawasaki Ninja 400 e KTM RC390R.

I piloti in sella a queste due moto hanno colonizzato le prime posizioni fin dalle prove libere del venerdì e la gara non è stata da meno, con sette Kawasaki e tre KTM a giocarsi la vittoria. Tra Superpole e gara le due case si sono spartite pole position, prime tre file, vittoria, podio, giro veloce e piazzamenti in top 10 e i piloti che corrono con Yamaha YZF-R3 e Honda CBR500R hanno dovuto accontentarsi di poche briciole: la Yamaha ha piazzato a punti i soli Dani Valle e Paolo Grassia (13° e 14°) dopo aver disputato la Superpole 2 col solo Galang Hendra Pratama (nella foto davanti a María Herrera), mentre Honda ha avuto il suo primo rappresentante in gara nel sudafricano Dino Iozzo, 23°. A confermare la differenza di prestazioni intervengono anche i dati relativi alle velocità di punta. Riportiamo qui sotto quelli delle FP1.

Cattura

Questi dati e quanto successo in gara confermato la superiorità di Kawasaki Ninja 400 e KTM RC390R rispetto alla concorrenza. Questa cosa, in realtà, si era già manifestata in campionati nazionali come il CIV, dove i piloti in sella a Yamaha R3 e alla “vecchia” Kawasaki Ninja 300 non riuscivano a stare dietro alle due moto in rettilineo. Se è andata così in un campionato dove la Ninja 400 ha il limite giri motore fissato a 11.000 rpm, figuriamoci nel Mondiale dove il limite impostogli è di 12.000 (contro i 12.850 imposti alla Yamaha R3). Per quanto riguarda la KTM, la RC390R monta un motore monocilindrico di 390cc e i limiti imposti sono un regime massimo di 11.000 giri motore e un peso minimo di 136 kg (contro i 140 di Yamaha, i 150 di Kawasaki e i 156 di Honda). Questo fa sì che la moto arancione riesca a stare con la Kawasaki Ninja 400 e anche a vincere, come successo ad Aragon e nel CIV (dominio in Gara 2 a Misano con Thomas Brianti).

Dopo quanto successo ad Aragon Yamaha, che investe molto nella SSP300 con tanto di programma bLU cRU per giovani talenti, si è lamentata apertamente del gap prestazionale che c’è tra la R3 e l’accoppiata Kawasaki-KTM e sembra che Dorna sia stata sollecitata a intervenire per ripristinare l’equilibrio. A tal proposito abbiamo voluto sentire Andrea Dosoli, colui che gestisce l’attività di Yamaha Motor Europe nel Mondiale Superbike e nelle categorie minori (come, appunto, la Supersport 300).

Essendo la Supersport 300 una categoria nata per formare giovani piloti, ci sono due parametri fondamentali che devono essere rispettati: il bilanciamento delle prestazioni e il mantenimento dei costi a un livello accessibile” ha detto Dosoli. “Per rispettare questi parametri è stato studiato un regolamento che potesse bilanciare le prestazioni di moto di cilindrate diverse, ma se l’anno scorso il regolamento ha funzionato molto bene sia a livello nazionale, sia nel Mondiale, i test invernali e quanto successo ad Aragon dimostrano che quest’anno le prestazioni non sono state bilanciate. Allo stato attuale la Kawasaki Ninja 400 e la KTM RC390R sono nettamente superiori rispetto alla concorrenza e questo crea un grande danno d’immagine per l’intera categoria, perché così si fa credere che un pilota, per andare forte, debba semplicemente correre con una di quelle due moto.

Una situazione di cui Yamaha non si capacita: “Non capiamo come mai Dorna e FIM non si siano accorte in anticipo di questo problema. È evidente che in questa situazione Yamaha è molto penalizzata dal punto di vista dell’immagine, anche perché rappresenta il 50% della griglia. Quanto visto è assurdo e irrispettoso nei confronti nostri, dei team, dei piloti e delle loro famiglie. Alcuni nostri piloti hanno girato tre o quattro secondi più forte rispetto ai tempi dell’anno scorso, ma in queste condizioni non è servito a niente. Da un punto di vista sportivo non è accettabile partire con una gara di handicap, poi bisogna aggiungere il grande danno d’immagine sia per gli spettatori, sia per chi compra le moto. Quanto succede nel Mondiale Superbike e nelle categorie di supporto ha, infatti,  un grande impatto a livello commerciale e così Yamaha viene penalizzata molto anche sotto questo punto di vista.

Dosoli ha inoltre voluto parlare dei costi: “Il pacchetto Yamaha per la Supersport 300, con moto e kit racing, costa in tutto 15.000€ e fa specie vedere la KTM chiedere il doppio (si parla di circa 30.000€, ndr). Il contenimento dei costi è uno dei parametri fondamentali per il successo della Supersport 300 e bisogna evitare che questo cambi, perché in quel caso le spese diventerebbero proibitive per quei team che non hanno alle spalle grossi sponsor. È fondamentale che l’organizzatore faccia un regolamento che imponga di non correre con moto troppo costose ed è importante che i costruttori seguano la filosofia di questo campionato:  prestazioni bilanciate e costi contenuti per favorire la crescita dei giovani. Bisogna imparare da quanto successo ad Aragon ed evitare che si ripeta.

Photo Credit: Yamaha Racing

 

 

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