Supersport 300: Koen Meuffels “Voglio salire nuovamente sul podio”

Supersport 300: Koen Meuffels “Voglio salire nuovamente sul podio”

L’olandese Koen Meuffels parla della sua prima stagione nel Mondiale e anche della sua carriera: “Fondamentale il ruolo di Arie Vos”.

di Alessandro Palma

Tra i piloti emersi quest’anno nel Mondiale Supersport 300 c’è anche Koen Meuffels, giovane olandese di 24 anni.

Schierato dal team KTM Fortron Racing dell’ex-pilota Arie Vos, Meuffels è alla sua prima stagione nel WorldSSP300 e nelle sei gare andate in archivio finora si è già messo in luce in più occasioni, arrivando anche a vincere la gara inaugurale della stagione al Motorland Aragon. A questo fantastico debutto sono poi seguite alcune belle prestazioni e anche un po’ di sfortuna, come quando ad Assen è stato protagonista di una strana caduta poco prima del traguardo, quando è caduto ad alta velocità mentre si giocava la vittoria. Al momento “Speedy Koen” è ottavo in campionato a quota 49 punti grazie a una vittoria, un quarto posto (Brno) e un quinto posto (Donington Park), a cui si aggiungono due ritiri per caduta (Assen e Imola) e uno per problemi tecnici (Misano).

Abbiamo intervistato Meuffels per parlare di questa stagione, della sua carriera e della sua vita lontano dalle piste. Ecco cosa ci ha detto.

Ti aspettavi di vincere al Motorland Aragon, al tuo esordio nel Mondiale?

No, non me lo aspettavo. Questo è il mio primo anno in un campionato del mondo e non pensavo di poter vincere già alla prima gara. Ad Aragon puntavo ad arrivare nei primi dieci, ma alla fine è arrivata questa incredibile vittoria. È stato fantastico.

Ad Assen, invece, sei stato protagonista di una strana caduta all’ultimo giro, quando sei finito a terra ad alta velocità alla chicane finale. Ci spieghi cos’è successo?

Mi stavo giocando la vittoria dopo essere stato coi migliori per tutto il weekend, ma alla penultima curva mi sono toccato con un altro pilota (Walid Khan, ndr) e nel contatto si è danneggiato il freno anteriore. Sono arrivato alla chicane ad altissima velocità e dopo essermi reso conto che il freno non funzionava, mi sono buttato a terra per non finire contro il muro. È stata una brutta caduta, ma fortunatamente non mi sono fatto nulla e anche la tuta era in condizioni perfette. Solo la moto ha subito danni.

E nelle gare successive?

A Imola sono caduto per un contatto con un altro pilota (Manuel Bastianelli, ndr) mentre mi giocavo il podio, nonostante un cambio regolamentare a sfavore della KTM. Due settimane dopo ho ottenuto un quinto posto a Donington, pista che non conoscevo, mentre a Brno sono arrivato quarto. A Misano, invece, mi sono ritirato al secondo giro per un problema tecnico.

Prima di quest’anno non avevi mai corso a Imola, Donington Park e Misano. Quale delle tre piste ti è piaciuta di più?

Difficile da dire, visto che ogni tracciato è diverso, ma devo dire che mi piace molto Misano. Ci sono alcune curve davvero belle e la sua configurazione, con molte curve e non tanti rettilinei, si adatta perfettamente alla KTM.

Sei soddisfatto di com’è andata la stagione finora?

Sì, perché non ci aspettavamo di essere nel gruppo di testa a ogni gara. A volte siamo stati sfortunati, ma siamo stati nei primi cinque posti in quasi ogni sessione e questo ci dà grande fiducia per le gare di Portimao e Magny Cours. Puntiamo a salire sul podio per chiudere bene la stagione, anche perché le ultime gare dell’anno sono quelle che rimangono nella memoria della gente.

Tu vieni dalla KTM RC Cup Benelux. Quanto è grande il salto da lì al Mondiale?

La moto è leggermente diversa, ma la differenza principale riguarda il livello del campionato. La KTM RC Cup è molto combattuta, ma qui la lotta è ancor più serrata. Faccio un esempio: se aspetti il momento giusto per superare quello davanti, nel mentre altri due piloti provano a superare te; se ci riescono e vai largo, ti superano altri sei (ride). Basta poco per perdere tante posizioni…

Hai iniziato a correre a 13 anni. Come mai così tardi?

Nella mia famiglia nessuno corre in moto e quindi sono rimasto fuori dalle corse…Fino a quando non ho visto una minimoto! Lì ho iniziato a chiederla ripetutamente e alla fine mi hanno accontentato.

Ci parli della tua carriera?

All’inizio ho corso con le minimoto nel campionato belga, dove ho avuto modo di confrontarmi anche con Bo Bendsneyder, Livio Loi e Robert Schotman. Nel 2011 ho preso parte al Trofeo Honda NSF100 in Olanda e in Belgio e l’anno dopo sono passato ai circuiti grandi debuttando nella Moriwaki 250 Junior Cup, dove sono arrivato terzo assoluto e primo tra gli esordienti. Nel 2013, visto che la Moto3 era troppo costosa, abbiamo optato per la Supersport e ammetto che l’inizio è stato traumatico: allora pesavo 41 chili ed ero alto un metro e 58 e sappiamo che questo non è proprio un fisico da Supersport (ride). Dopo due anni in crescita nel campionato olandese, sono passato al team Fortron di Arie Vos, squadra con cui ho iniziato a ottenere vittorie. Quella di Arie Vos è una figura importante per me: con lui ho debuttato nella KTM RC Cup Benelux lo scorso anno e poi, quest’anno, siamo approdati al Mondiale.

A proposito del Mondiale Supersport 300: cosa pensi dei continui cambi di regolamento visti finora?

Ovviamente non sono contento, ma so che non posso far nulla per cambiare le cose e quindi cerco di dare il massimo in ogni caso. Quando non siamo competitivi punto a essere il primo pilota KTM al traguardo, ma fortunatamente siamo quasi sempre tra i migliori e quindi possiamo puntare decisamente più in alto.

Cosa fai lontano dalle piste?

Passo molto tempo in moto: lavoro come istruttore presso una scuola per giovani talenti olandesi e mi alleno molto con le minimoto e la moto da trial. Inoltre lavoro in un negozio di telefonia e ho la grande fortuna di avere un datore di lavoro molto flessibile, che mi permette tranquillamente di lasciare il negozio quando devo andare alle gare. Diciamo che non mi annoio mai (sorride).

Photo Credit: racesport.nl

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