Supersport 300: Beatriz Neila sulle orme di Ana Carrasco?

Supersport 300: Beatriz Neila sulle orme di Ana Carrasco?

La 16enne Beatriz Neila correrà nel Mondiale col team MS Racing e l’investitura di pilota Yamaha bLU cRU. Ecco la nostra intervista alla giovane spagnola.

di Alessandro Palma

Oltre agli italiani Kevin Sabatucci e Jacopo Facco e al “riconfermato” Galang Hendra Pratama, tra i piloti bLU cRU per il Mondiale Supersport 300 2019 spicca la spagnola Beatriz Neila, che correrà col team Yamaha MS Racing assieme al francese Andy Verdoia (anch’egli selezionato per il bLU cRU Challenge) e all’altro spagnolo Ferrán Hernández Moyano.

Nata nel 2002, Neila ha esordito nelle competizioni a otto anni e nel 2017 ha preso parte alla Red Bull MotoGP Rookies Cup e alla European Talent Cup, venendo però condizionata da un infortunio patito nel precampionato. La 16enne di Madrid non ha comunque mollato e quest’anno si è rilanciata alla grande nel CEV RFME Supersport 300, dove è salita più volte sul podio e ha conquistato il quarto posto assoluto e il secondo nel bLU cRU Challenge a quattro punti dal vincitore. Nel 2019 Neila approderà al Mondiale dopo la wild card di quest’anno al Motorland Aragon, dove è arrivata ventiduesima dopo essere partita dalla quarantesima e ultima posizione.

Abbiamo  intervistato questa giovane di grande speranze per saperne di più su di lei, sulla sua carriera e sugli obiettivi per la prossima stagione. Ecco cosa ci ha detto.

Quali sono le tue impressioni riguardo l’imminente debutto nel Mondiale?

Sono molto carica. Il livello del Mondiale è altissimo e non vedo l’ora di scendere in pista e di confrontarmi con piloti di grande bravura ed esperienza.

Correrai nelle vesti di pilota bLU cRU dopo un’ottima stagione nel CEV RFME. 

Mi sono allenata duramente per tutto l’inverno e ho dato il massimo a ogni gara, ma sinceramente non mi aspettavo di arrivare più volte sul podio e di sfiorare la vittoria nel bLU cRU Challenge spagnolo. Sono davvero contenta di questa stagione e ho molta fiducia per la prossima.

Così come quest’anno nel CEV RFME, anche nel Mondiale correrai col team Yamaha MS Racing. Cosa puoi dirci di questa collaborazione?

Conosco Félix (Garrido Rojo, proprietario del team, ndr) da un po’ di tempo e ormai sono vari anni che lavoriamo insieme. Tutti i membri della squadra, dai meccanici ai telemetristi, lavorano in modo fantastico e ciascuno di loro, Félix in primis, mi fa sentire come a casa. Correre con una squadra così ti fa scendere in pista con grande fiducia e questo è molto importante per un pilota.

Il prossimo anno ci saranno varie ragazze al via del Mondiale Supersport 300 (Steffie Naud, María Herrera e altre ancora) e lo stesso succederà in vari campionati nazionali di categoria. Come mai, secondo te, la Supersport 300 ha così tanto successo tra le motocicliste?

Credo sia per questioni economiche, dato che la Supersport 300 è molto meno costosa di tante altre categorie. Comunque in Spagna la RFME (la federazione motociclistica spagnola, ndr) si sta muovendo molto a favore del motociclismo femminile, tant’è che nel CEV ci sono anche due categorie 600 e 1000 riservate proprio alle donne.

A proposito di ciò, c’è da sottolineare il trionfo di Ana Carrasco proprio nel Mondiale 300.

Sì, Ana ha fatto davvero qualcosa di eccezionale: veniva da anni molto difficili e nella 300 ha lavorato duramente per arrivare al top. Il fatto che abbia vinto il titolo è una grande spinta per le altre pilote, perché dimostra che certi traguardi possono essere raggiunti non solo dagli uomini, ma anche dalle donne.

Questa esperienza nel Mondiale Supersport 300 sarà la seconda della tua carriera a livello internazionale, dato che nel 2017 hai corso nella Red Bull MotoGP Rookies Cup e nella European Talent Cup. Con non poche difficoltà…

Sì, è stato un anno negativo, ma non tutto è da buttare. All’inizio dell’anno mi sono infortunata in modo serio cadendo nei test della Red Bull Rookies Cup al Motorland Aragon (dove si è fratturata il femore destro, il polso sinistro e il naso, ndr) e questo non mi ha permesso di disputare la stagione che avrei voluto. Comunque ho cercato di tornare il più presto possibile anche se non ero al meglio, perché speravo di essere riconfermata per la stagione 2018 della Rookies Cup e quindi volevo conoscere le piste su cui si corre. Purtroppo alla fine sono stata scartata, però ho imparato molto e quindi ho terminato la stagione contenta. Quell’anno ho corso anche nella European Talent Cup e durante la stagione sono andata a punti proprio al Motorland Aragon, dove mi ero infortunata. Ammetto che questo ha avuto un grande significato per me…

Puoi parlarci un po’ della tua carriera?

Ho iniziato a correre a 8 anni con le minimoto e poi sono salita costantemente di livello. Non ho mai corso nella stessa categoria per due anni di fila e quindi mi sono dovuta adattare ogni anno a delle moto nuove. Tra i campionati dove ho corso ci sono il CEV RFME categoria 80cc e il Campeonato Mediterráneo de Velocidad, dove ho corso per varie stagioni e ho trionfato nella categoria femminile della Copa Honda CBR300R. Nel 2017 ho corso nella Red Bull MotoGP Rookies Cup e nella European Talent Cup, come abbiamo detto prima, e quest’anno ho partecipato al CEV RFME.

Dopo tutto questo approderai al Mondiale Supersport 300, dove tra l’altro è stato introdotto un nuovo format con griglia ampliata, divisione dei piloti in due gruppi, “finalina” di sabato e gara finale di domenica (dove correranno i migliori 30 della Superpole e i primi sei della “finalina”). Cosa ne pensi?

Mi piace molto. La gara del sabato, in particolare, rappresenta un’altra importante chance per chi non si qualifica direttamente alla gara di domenica, soprattutto se questo accade per una caduta o un problema tecnico. In questo modo, le squadre non sprecheranno il budget per le gare in caso di mancata qualifica.

In conclusione, ti sei già data un obiettivo per il 2019?

No, voglio solamente imparare dai migliori del campionato e stare il più avanti possibile. Non sappiamo ancora quanto ci metterò ad adattarmi e se tutto andrà per il verso giusto e quindi non mi sono fissata una posizione che mi piacerebbe raggiungere. In ogni caso, io sono una combattente e darò il massimo per ottenere il miglior risultato possibile.

 

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