Superbike Thailandia Ducati, battere il REa prima che sia troppo tardi

Superbike Thailandia Ducati, battere il REa prima che sia troppo tardi

In Thailandia Jonathan Rea ha vinto 3 volte in 4 gare: la Ducati può rovesciare il pronostico prima che sia troppo tardi?

2 commenti

Siamo appena partiti e la Superbike è già al crocevia: immaginate se domenica pomeriggio fossimo qui a commentare un’altra doppietta di Jonathan Rea, la Kawasaki in fuga verso il terzo Mondiale di fila e la Ducati all’angolo dopo appena due round su tredici.

Nelle ultime due stagioni il 30enne nordirlanese ha messo le basi del trionfo nella doppia trasferta ad Oriente e anche stavolta è a metà dell’opera, avendo fatto doppietta a Phillip Island. Nel 2015-16 in Thailandia  Rea ha vinto tre volte su quattro, partendo una volta in pole e l’altra dalla seconda casella. L’unica sconfitta è venuta ad opera del compagno Tom Sykes, in gara 2 lo scorso anno, con tanto di polemica finale perchè nell’ultimo giro Rea, vistosamente più veloce, tentò disperatamente di passare trovandosi la traiettoria sbarrata  da  diversi (discutibili) cambi di traiettoria del Boscaiolo Volante.

Su un tracciato piatto e veloce, con frenate brusche e violente accelerazioni, la precedente versione della Kawasaki ZX-10R è andata a nozze prendendo la Ducati in contropiede. Un anno fa Chaz Davies beccò 17 secondi di ritardo (su 20 giri…) in gara 1, preceduto anche dalla Honda di Michael van der Mark, scattato in Superpole. Nella seconda, con gomme e assetto diversi, il gallese rialzò la testa finendo in scia alle verdone, riducendo il divario a sli 314 millesimi. “Abbiamo un motore più potente, adesso cambia tutto” promette Davies. Bisognerà vedere cos’ha nel taschino  la nuova ZX-10R di Jonathan…

Il due volte Mondiale ha passato alcuni giorni di vacanza con la famiglia a Phuket (nella foto d’apertura). “E’ stata una maniera piacevole per abituarsi al caldo che troveremo a Buriram” spiega Jonathan Rea. “La pista è molto completa, ci sono frenate molto forti, un bel rettilineo e tratti scorrevoli, sono davvero curioso di vedere se l’assetto base che abbiamo deliberato si adatterà bene”.

La pressione è tutta sui ducatisti. Chaz Davies era imbattuto da sei gare, le ultime del 2016, ma in Australia ha preso paga, anche se in volata. Dopo la Thailandia si correrà ad Aragon, assai più favorevole al gallese e alla Ducati, ma perdere di nuovo non sarebbe un bel segnale. E’ una gara delicatissima anche per Marco Melandri che ha già 34 punti di ritardo da Jonathan, complice l’uscita di pista nella prima sfida dell’anno. A differenza di Rea e Davies non ha mai gareggiato al Chang International Circuit e accontentarsi di un piazzamento tipo Australia (terzo dietro ai diretti rivali) significherebbe approdare in Europa con il fardello di una cinquantina di punti di ritardo dalla vetta. Un margine che poi sarebbe difficilissimo recuperare, perchè Rea è implacabile. Il campionato di Marco corre il rischio di prendere una brutta piega. Bisognerà prendere dei rischi,  e provare a vincere. Adesso. Perchè da Aragon in poi potrebbe essere già tardi.

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  1. trompe6_825 - 9 mesi fa

    Rea sembra avere sempre la situazione sotto controllo a differenza degli altri che sembrano spesso “impiccati” …almeno è quello che traspare vedendoli in TV…è ancora il favorito per il titolo ma Davies e gli altri devono cercare di non buttare punti come successo lo scorso anno ed aspettare circuiti più favorevoli…come in MotoGp conta tantissimo non fare degli zeri per rimanere in lotta per il titolo…forza Ducati!!

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    1. marcogurrier_911 - 9 mesi fa

      E’così in effetti trompe6…
      MM33 purtroppo è già in ritardo…Come detto nell’articolo le prime tappe per Rea fa sempre bottino pieno. La vedo dura! Quel che è certo è che le Ducati sono più vicine rispetto ’16.

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