Superbike Thai: Simulazione gara, Jonathan Rea 7 secondi più lento di un anno fa

Superbike Thai: Simulazione gara, Jonathan Rea 7 secondi più lento di un anno fa

Le novità regolamenti costano caro alla Kawasaki, anche se l’iridato resta impressionante

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Jonthan Rea

Jonathan Rea è stato l’unico fra gli attesi protagonisti del round Thai del Mondiale Superbike a fare la simulazione sulla distanza di gara, 20 giri. Questo ci permette di fare interessanti paragoni rispetto al 2017, su un tracciato dove Kawasaki ha sempre vinto (sei su sei) e Rea vanta un bottino di cinque trionfi e un secondo posto (qui cronaca e tempi del venerdì)

HANDICAP – Abbiamo messo a confronto il cronologico di FP3 (30°C aria, 38°C asfalto) con quello di gara 1 di un anno fa, disputata in condizioni più calde: 35°C, 46°C asfalto. Non abbiamo preso un esame gara 2 perchè venne corsa su distanza ridotta, 16 tornate. L’handicap tecnico imposto alla Kawasaki è una riduzione di 1100 giri/motore, che ha costretto la squadra più vincente degli ultimi anni a cambiare drasticamente il carettere del motore e a rivedere la scelta dei rapporti del cambio, che sempre per regolamento  non possono essere modificati in tutto l’arco della stagione, si può agire solo su pignone e corona. “Sto cercando di ritrovare le stesse sensazioni del passato ma la Kawasaki 2018 è una moto diversissima” ammette Jonathan Rea. Vediamo dunque come va.

PASSO – Rea è partito molto più lento di un anno fa e nei sei giri iniziali ha accumulato 3″4 di gap. Poi invece è andato molto forte nella parte centrale della simulazione, in linea con il ritmo di gara 2017, con un leggero calo nel finale. Il risultato: Jonathan ha perso complessivamente 7″2, e abbiamo escluso dal conteggio il giro 12 condizionato da un piccolo dritto alla curva 3, che tra uscita e rientro ha fatto perdere sui cinque secondi. Nel 2017 Rea aveva dominato gara 1 vincendo con 6″2 di margine su Chaz Davies, 8″1 sul compagno Tom Sykes e 8″2 su Marco Melandri.

PREVISIONE – Quindi la domanda da porsi alla vigilia della terza sfida stagionale, sabato ore 10 italiane (le 16 locali) è quanto riuscirà ad andare la  Ducati  a sua volta penalizzata dal regolamento  di oltre 600 giri: il limitatore adesso è impostato sui 12.400.  In Australia Marco Melandri in gara 1 (l’unica senza pit stop obbligatorio) ha vinto migliorando  di 12″ secondi il tempo di Rea 2012, ma Phillip Island è un tracciato particolare che esalta le doti della bicilindrica. Il vero ago della bilancia sarà Buriram.

Jonathan Rea, il cronologico di gara 2017
Jonathan Rea, il cronologico di gara 2017
Jonathan Rea, il cronologico della simulazione in FP3
Jonathan Rea, il cronologico della simulazione in FP3

 

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  1. AldoVitelli91 - 4 mesi fa

    Sig. Gozzi, molto interessante il confronto, anche a livello motoristico. Nel 2017, sullo stesso rettilineo, la Kawasaki di Rea andava 6-7 km/h più veloce (10 in alcuni casi). Le altre moto non sembrano aver fatto un passo indietro così grande. E’ solo una questione regolamentare o influiscono anche le condizioni della pista?

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    1. Paolo Gozzi - 4 mesi fa

      Ciao Aldo, direi il regolamento. La riduzione di 1100 giri/motore significa una perdita di almeno 20-30 cavalli con immaginabili riflessi sulla top speed. Saluti

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