Superbike Sussurri e grida nella piana di Assen

Superbike Sussurri e grida nella piana di Assen

Quarto round in Olanda. In Kawasaki cresce la tensione fra Rea e Sykes. L’occasione di Giugliano e gli scricchiolii in Yamaha. Le gare sabato e domenica ore 13

Anche questo si chiama TT perchè in un’altra era motociclistica si correva per una trentina di chilometri tra le stradine di campagna intorno ad Assen. A parte la montagna, che qui se la sognano,  aveva poco da invidiare al Tourist Trophy vero. Potevi centrare la casa dei contadini, bellissime, con il tetto di paglia, o finire in un canale. Succedeva anche negli anni ’80, quando la pista del Motomondiale era stata accorciata a sette chilometri ma  faceva comunque impressione. Poi questo mitico nastro d’asfalto tra le mucche è diventata un’industria e per ottimizzazione dei costi ha subìto due mutilazioni. Adesso è lungo solo quattro chilometri e le curve superstiti, quelle che fanno trepidare davvero, sono due o tre.  La chiamano ancora Cattedrale, ma ormai è una chiesetta di campagna. Anche le mucche sono sparite.

TENSIONE – Siamo appena alla terza gara ma nel paddock montano  tensioni, inimicizie, rivalità. La coppia Kawasaki è in collisione perchè  il cannibale Jonathan Rea, 17 vittorie in 32 gare disputate con verdona, in due round su tre non è riuscito ad ammansire lo scudiero Tom Sykes. Che, dopo le batoste 2015, si è ringalluzzito a suon di sportellate in Thailandia e anche in Aragona, due settimane fa, ha portato via punti preziosi (tre, per la precisione) al capofila (da 32 gare…) del Mondiale. Con una Ducati in crescita esponenziale e concentratissima sull’obiettivo, la Kawasaki non può permettersi di lasciare punti per strada e agevolare la rimonta di Chaz Davies, salito a -26 punti con la doppietta spagnola. Ma, all’alba del campionato, non può neanche impartire ordini di scuderia, perchè Sykes – adesso a -29 dal compagno – è più in corsa che mai. Entrambi sono in scadenza di contratto, e questo complica ulteriormente il quadro.

GIUGLIANO, ORA O MAI PIU’ – Anche questa settimana la Ducati ha fatto test privati poche ore prima dalla gara, come alla vigilia di Aragon. Là era servito per testare il nuovo scarico che ha dato alla Panigale ulteriore sprint anche in velocità massima, stavolta la Rossa ha portato al Mugello il solo Davide Giugliano . Oltre a nuovi sviluppi tecnici, serviva ripulire la testa del 26enne romano affossato (-75 punti da Rea) dalla caduta in Thailandia e dalla prestazione incolore (anche per problemi tecnici) in Spagna. Il meteo di Assen strizza l’occhio, con tre giorni a rischio pioggia: Giugliano è fortissimo sul bagnato, forse il migliore della Superbike di oggi. E in Olanda il romano ha già sfiorato il successo. E’ l’occasione della vita.

CREPE YAMAHA – La marca di Iwata è tornata in Superbike con una R1 fantastica e tante ambizioni. L’avventura è partita tra luci e ombre: Sylvain Guintoli e Alex Lowes sono veloci sul giro secco ma sulla distanza la Yamaha cuoce le gomme e affoga nella pancia del gruppo. “Ci vuole un po’ di tempo” predica il francese, iridato 2014 con Aprilia. E’ vero, Kawasaki e Ducati hanno alzato l’asticella e il livello tecnico della Superbike di oggi è veramente alto. Ma radio paddock parla anche di incomprensioni crescenti tra Yamaha Europa, supervisore tecnico del progetto SBK, e il team Crescent che si occupa della gestione in pista. Pare che il metodo di lavoro degli inglesi, per una vita in Suzuki, non sia molto apprezzato dai responsabili di Iwata. Era immaginabile che questo matrimonio fortemente voluto dal promoter Dorna potesse dare dei problemi. Eccoci, puntualmente. Che sviluppi avranno sui risultati in pista è difficile da dire. Il fine settimana parlerà.

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