Superbike Raffaele de Rosa: “SBK 2018? Poche moto…”

Superbike Raffaele de Rosa: “SBK 2018? Poche moto…”

Raffaele de Rosa parla della sua stagione 2017 e sul prossimo anno dice: “Vorrei rimanere in Superbike, ma sto valutando anche altri campionati”.

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Tra i piloti da cui ci aspettava una stagione su buoni livelli nel Mondiale Superbike 2017 c’è Raffaele de Rosa, subentrato a Markus Reiterberger nel team BMW Althea Racing da Assen in poi. Il vincitore della Superstock 1000 FIM Cup 2016, però, ha incontrato sul suo cammino problemi di vario genere che non gli hanno permesso di andare oltre alcuni piazzamenti a punti e quattro risultati nella top 10 e finora il suo miglior piazzamento è stato il settimo posto in Gara 2 a Misano. Il 2017 verrà comunque ricordato da “Raff #35” come il primo anno in Superbike e anche come quello della sua prima partecipazione alla 8 Ore di Suzuka, gara a cui ha preso parte col team BMW Motorrad39 di Daisaku Sakai insieme a quest’ultimo e al pilota BSB Christian Iddon (gara compromessa da un contatto con un altro pilota).

De Rosa è legato al team Althea Racing dal 2015, quando ha esordito in Superstock 1000 in sella a una Ducati, e sempre nella ex-FIM Cup e con la squadra di Genesio Bevilacqua ha vinto il titolo lo scorso anno battendo Leandro “Tati” Mercado. Andrà avanti con loro anche dopo le difficoltà di quest’anno?

Ecco cosa ci ha detto Raffaele de Rosa sulla stagione in corso e sul futuro.

Parlaci della tua stagione 2017.

Dopo aver vinto in Superstock 1000 speravo di trovare subito una sistemazione in Superbike, ma le selle erano già tutte occupate e quindi sono rimasto fuori fino a quando non mi hanno chiamato a sostituire Markus Reiterberger. Purtroppo adattarmi alla Superbike è stato più difficile del previsto e credo abbiano inciso molto la mancanza di test e i quattro mesi di stop, ai quali si è poi aggiunto il piccolo infortunio rimediato alla 8 Ore di Suzuka. Il potenziale c’è, ma la moto è difficile da interpretare e anche Jordi Torres non sta ottenendo grandi risultati. Ringrazio Genesio Bevilacqua per i fantastici anni passati insieme in Superstock e per tutta la fiducia che ha riposto e continua a riporre nei miei confronti. È un peccato che quest’anno stia andando male!

Resterai in Superbike l’anno prossimo?

È difficile, anche perché 21 moto in griglia sono veramente poche…Si dovrebbe lavorare un po’ di più in questo senso.

Ci sono possibilità di rivederti con Althea?

Genesio non ha ancora deciso cosa fare il prossimo anno, ma non nascondo che se ci fosse la possibilità andrei avanti con lui.

Quali potrebbero essere le tue destinazioni in caso di mancata permanenza in Superbike?

Per me la cosa più importante è avere una moto e un team con cui fare bene e per il prossimo anno stiamo valutando anche il CIV e il BSB. Ci stiamo lavorando.

Raffaele de Rosa in azione a Misano.

Tornando all’attualità: cosa manca alla BMW per essere una moto da prime posizioni nel Mondiale Superbike?

Di base la moto è molto competitiva, ma manca un programma di sviluppo costante e quindi siamo piuttosto indietro in tutte le aree, in particolare l’elettronica e l’erogazione del motore. Bisogna migliorare l’intero pacchetto e rendere la moto più guidabile, perché ora come ora è davvero difficile gestire tutta la sua potenza.

Cosa ti aspetti dagli ultimi due round della stagione?

Jerez e Losail sono due piste che si adattano molto bene alla nostra moto e lì dovremmo ottenere dei buoni risultati. Vedremo cosa succederà, anche perché a Jerez hanno riasfaltato la pista e non so cosa aspettarmi.

 

Secondo te cosa bisognerebbe fare per rendere più spettacolare e interessante il Mondiale Superbike?

Le moto di serie più o meno si equivalgono e quindi è normale vedere più spettacolo in campionati come il BSB e l’Europeo Superstock 1000, dove si può cambiare ben poco. In Superbike, invece, c’è più spazio per intervenire sulla moto e si vede chi investe di più e chi di meno, fattore che fa emergere grandi differenze tra le moto in pista e tra i team ufficiali e privati. Secondo me le case che non si chiamano Kawasaki o Ducati dovrebbero investire un po’ di più e i team privati dovrebbero essere aiutati affinché siano più competitivi.

Prima di approdare al Mondiale Superbike hai corso per anni nel Motomondiale (125cc dal 2005 al 2008, 250cc nel 2009 e Moto2 nel biennio 2010/2011). Quale preferisci dei due?

Non preferisco nessun campionato in particolare, perché ciò che conta per me è avere una moto competitiva e l’ambiente mi interessa poco o nulla.

Ci parli, in conclusione, della tua partecipazione alla 8 Ore di Suzuka 2017?

È stata un’esperienza bellissima, anche se la gara è stata compromessa da una caduta che ci ha relegati alle retrovie. È fantastico vedere in pista top team che si presentano al via con piloti provenienti anche dalla MotoGP e dal Mondiale Superbike e mi è piaciuto anche vedere oltre a loro tante altre squadre che ci mettono il cuore e tantissima passione. Ringrazio molto Genesio Bevilacqua per avermi permesso di fare questa gara e spero di poter ripetere questa esperienza in futuro.

 

Foto: Althea Racing

 

 

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