Superbike: Mirco Guandalini “Vorremmo continuare con Jakub Smrz”

Superbike: Mirco Guandalini “Vorremmo continuare con Jakub Smrz”

Mirco Guandalini, proprietario dell’omonimo team che partecipa al Mondiale Superbike, parla di com’è andata la stagione finora e dei piani per il futuro

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Finora la stagione del Team Guandalini nel Mondiale Superbike è stata difficile e a Misano si è assistito al divorzio tra il team e Riccardo RussoA  Laguna Seca (Usa) il pilota campano è stato sostituito da Jakub Smrz, che adesso corre nel British Superbike ma in passato aveva gareggiato con Guandalini  andando a a podio in gara 2 Assen 2009. Nella foto d’apertura Mirco Guandalini tra Sylvain Barrier (a sinistra) e Michele Magnoni (a destra) nel 2015.

Mirco Guandalini, titolare della squadra, fa il bilancio di metà stagione e parla  del futuro Superbike.

Avete corso a Laguna Seca con Jakub Smrz. Proseguirete la stagione con lui?

L’intenzione è quella, ma Smrz ha un contratto per correre nel British Superbike con BMW e dopo il weekend di Brands Hatch parleremo per vedere se si può proseguire insieme. Lui avrebbe la possibilità di partecipare alle ultime tre gare della stagione, non avendo concomitanze, ma non potendo cambiare continuamente pilota stiamo valutando il da farsi con Dorna.

Fai un bilancio della stagione 2017?

Finora non è andata certamente bene, anche perché siamo partiti in ritardo con la preparazione della moto. Inoltre, il livello del campionato è più alto di quanto pensassi.

Cosa ha causato la rottura con Riccardo Russo?

Nonostante io sia stato sempre benevolo nei suoi confronti, ci sono state delle situazioni che hanno portato alla rottura. Preferirei non dire altro.

Come avevi lasciato la Superbike nel 2010 e come l’hai ritrovata quest’anno?

Sotto il mio punto di vista l’ho ritrovata completamente diversa. Allora Ducati ci forniva un pacchetto finito e una moto che permetteva a tutti i team privati di ottenere delle prime file, mentre quest’anno abbiamo trovato un livello molto più alto e un gap molto elevato tra i primi e gli ultimi.

Cosa vi ha spinti a tornare in Superbike dopo tutti questi anni?

Nel 2012 sono ripartito dopo due anni di pausa partecipando al CIV Superbike e ad alcune gare della Superstock 1000 FIM Cup, dove abbiamo ben figurato con Michele Magnoni e BMW. Successivamente siamo tornati a gareggiare a livello internazionale nella STK1000, ma siccome è una categoria che non ha la minima visibilità e rappresenta comunque un grande investimento abbiamo deciso con gli sponsor di rientrare in Superbike.

Attualmente in Superbike c’è un grande gap tra team ufficiali e privati. Cosa proporresti per riportare un po’ di equilibrio?

Non so dirti quanto la centralina unica e le varie soluzioni che stanno proponendo possano livellare le prestazioni. Secondo me sarebbe bello se le case tornassero a fornire moto semiufficiali ai team privati, come faceva Ducati con noi e come essa stessa sta facendo attualmente con Barni. Però le case ci pensano bene prima di fare queste cose, perché in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo adesso è rischioso investire per fare moto di questo tipo senza sapere quanti team le vorranno. Si potrebbe anche prendere spunto dal BSB, dove le prestazioni sono livellate e a volte vediamo 20 piloti in un secondo. Se si imparasse da loro, tornerebbe lo spettacolo in pista e ci sarebbero nuovi team interessati al Mondiale.

Saresti a favore di una Superbike con motori Stock?

Per un team privato come il mio introdurre i motori Stock gioverebbe e basta, però bisogna considerare tutti i pro e contro della cosa in ottica 2018. Le squadre private trarrebbero vantaggio da questo, ma chiaramente introdurre continue limitazioni a livello di motore ed elettronica potrebbe scoraggiare le case costruttrici. Avvicinare la Superbike a una Superstock sarebbe la cosa migliore, anche perché diversamente da quanto accadeva prima le moto prettamente di serie sono comunque competitive e un esempio ce lo dà il CIV, dove si gira in 1’50.7 al Mugello. E pensate che tempi si vedrebbero se dessero una di quelle moto a Jonathan Rea…

Avete già definito i vostri piani per il prossimo anno?

Vorremmo rimanere in Superbike con Yamaha. La nostra collaborazione è nata nel 2015 assieme alla nuova R1 e ci siamo sempre trovati molto bene con loro anche perché mantengono le promesse. Quest’anno non è stato sempre possibile, dato che non si sono organizzati per supportare in maniera completa un team clienti, ma il nostro rapporto con loro è comunque ottimo. Abbiamo già posto le basi per proseguire insieme il prossimo anno e a Lausitzring avremo un incontro per definire bene il programma.

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