Superbike: Marco Melandri racconta il trionfo “Devo tutto alla Ducati”

Superbike: Marco Melandri racconta il trionfo “Devo tutto alla Ducati”

Il 34enne ravennate torna al successo dopo tre anni. “Ho trovato la miglior squadra della mia carriera: siamo forti e uniti. E non ci fermiamo qui….”

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Marco Melandri era stato l’ultimo italiano a vincere nel Mondiale Superbike quasi tre anni fa in Francia. A Misano è stato lo stesso pilota a rompere il digiuno, tornando a ruggire dopo appena sette round di apprendistato sulla Panigale e l’anno e mezzo di stop seguito al divorzio dall’Aprilia. Alla fine è stata festa grande per i 33.478 spettatori, 68.154 nell’intero week end.

Ho aspettato tanto, ho sofferto per mesi quando ero a piedi, ma mi sono tolto tante soddisfazione in una volta sola” si compiace MM33.  “E’ la mia prima vittoria in Italia con la Superbike, la 100° vittoria italiana in questo campionato, la prima vittoria dal mio rientro, la mia prima volta con la Ducati. Tanti obiettivi raggiunti, in una volta sola.”

Come sei risorto?

Questo momento magico è frutto di tanta sofferenza e anche tanto lavoro. Anche la Ducati non ha passato momenti facili ma stiamo migliorando e anche Chaz Davies sta andando forte. Stiamo crescendo: siamo uniti, siamo forti e non ci fermeremo qui.

L’assenza di Chaz Davies fermato dall’infortunio di sabato ha influito?

Intanto spero che si rimetta al più presto, per fortuna i  danni che ha subìto (infrazione ad una vertebra, ndr) sono limitati. In gara 1 ero caduto anch’io è brutto quando sei lì a giocarsela e svanisce tutto in un’attimo. La prossima volta spero di potermi giocare la vittoria con lui”.

A chi la dedichi?

“Al team Aruba e alla Ducati.  Abbiamo passato momenti difficili, sabato il doppio ritiro era stato una mazzata tremenda per me, Chaz e per loro. Io ho messo la ciliegina sulla torta con questa vittoria. Io vado in pista, guido, ma vinciamo tutti insieme.”

Intanto però la Kawasaki è irraggiungibile nel Mondiale….

Io sono molto in ritardo (4° in classifica a 133 punti dal capolista Rea, ndr) e sicuro non vincerò il Mondiale quest’anno. Sapevo che dopo che ero stato fermo così a lungo sarebbe stata una stagione di scuola, utile per riprendere confidenza con le corse e la Ducati, che non avevo mai guidato. Se andare a scuola significa vincere una gara ogni tanto, per me va bene. Nel 2018 sarà tutto molto diverso.”

Che gara è stata?

Sapevo di poter essere al livello dei migliori. Gigi Dall’Igna mi ha detto di prenderla con calma, avevamo il passo. Aveva ragione. La presenza del numero delle corse nel box è stata una bella spinta, per me e per tutti. Rea era aggressivo, volevo stargli vicino. Temevo volesse andare davanti e dare il “tirone”, come sempre. Ho capito che erano tutti sulle uova, così ho pensato che andare davanti era la migliore soluzione. E’ stata la strategia giusta.

Quando dovremo aspettare per la vittoria italiana numero 101?

“Abbiamo ricominciato, adesso bisogna continuare su questa strada. Si può sempre migliorare, e sappiamo che non non sarà sempre domenica. Ma ne sono convinto:  ci ripeteremo presto.”

Foto: Marco Lanfranchi

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