Superbike: Jonathan Rea “Mi sono convinto che non piovesse”

Superbike: Jonathan Rea “Mi sono convinto che non piovesse”

Il Cannibale sbaraglia gara 1 e regala il quarto Mondiale Costruttori alla Kawasaki. Sempre più grande

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Jonathan Rea Superbike Argentina

 

Quando comincia a piovigginare i piloti normali rallentano, e qualcuno cade. Jonathan Rea vedeva goccioline sulla visiera, era in testa alla corsa, senza riferimenti.  La posizione più rischiosa in queste condizioni. “Alcuni punti stavano diventando molto insidiosi, io solo cercato di convincermi che non piovesse.“Tutti i piloti hanno pensieri che ondeggiano fra follia e genio, su un confine sottilissimo. I fuoriclasse hanno il tocco magico, corrono in una confort zone a prova di imprevisti. Qui cronaca e classifica di gara 1

FOLLIA E GENIO – Jonathan Rea è un talento grandissimo sprecato per la Superbike di oggi. Il  Mondiale ormai è  sull’orlo di una crisi di nervi, in mano ad una gestione di incompetenti. L’unico che si eleva è lui, il 31enne nordirlandese che nella biografia uscita pochi giorni fa ci ha ricordato che “io non sono pazzo, corro perchè ce l’ho nel sangue.” Snocciolare il palmares da Eletto non gli rende più giustizia, Jonathan vale molto di più delle sue 69 vittorie, 15 solo in questa stagione. Stasera alle 21, scattando dalla terza fila, proverà a stabilire il record assoluto di vittorie consecutive, dieci. Con tre gare ancora da correre fra Argentina e Qatar può abbattere anche il primato di 17 successi nella singola stagione che resiste dal remoto 1991, con il texano Doug Polen. Il trionfo in solitario a El Villicum è stata la cartolina migliore per festeggiare il quarto Mondiale Costruttori della Kawasaki, che domina perchè è l’unica marca che stia prendendo veramente sul serio questo campionato.

FESTA – “Volevo a tutti i costi vincere per festeggiare al meglio il Costruttori” ha chiosato Jonathan Rea con indosso la maglietta celebrativa da “Ninja Spirit”.“Volevo anche essere io a battezzare questo circuito. Partire senza riferimenti un pò mi preoccupava, stavolta eravamo tutti alla pari, serviva che il team reagisse velocemente al mutare delle condizioni di aderenza che abbiamo sperimentato in ogni sessione. Non conta che il Mondiale sia già in cassaforte, io corro perchè mi diverto. E qui è stato molto divertente: una bella pista, un bel pubblico, una fantastica atmosfera. Adesso cercheremo di concludere il week end nel modo migliore”.  

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