Superbike: Jonathan Rea, altri due anni con Kawasaki

Superbike: Jonathan Rea, altri due anni con Kawasaki

Sfuma il sogno MotoGP: il Cannibale sta firmando il rinnovo, l’annuncio a giorni. Anche Tom Sykes verso la conferma

di Redazione Corsedimoto
Jonathan Rea

Jonathan Rea sta per rinnovare l’accordo con Kawasaki e anche nel 2019 e 2020 sarà il pilota da battere nel Mondiale Superbike. Sfuma la possibilità di vederlo correre in MotoGP: il 31enne nordirlandese si è offerto a tutti, ma non c’è posto per lui. L’annuncio della conferma arriverà nei prossimi giorni, prima del prossimo round di Brno in programma il 9-10 giugno. Anche Tom Sykes sta per rinnovare: Kawasaki Racing Team sceglie la strada della continuità. (qui cronaca e classifica di gara 2)

SOGNO INFRANTO – “Sto parlando con varie  squadre ufficiali della MotoGP” continua a sostenere Jonathan Rea. In effetti il manager Chuck Aksland è stato a Le Mans, offrendo il tre volte iridato Superbike un pò a tutti. Ma ha incassato una serie di “no grazie”. La realtà è che in top class non c’è posto per lui, e Paolo Ciabatti, capo delle corse Ducati, ha chiarito bene il concetto: “Che mi risulti, nessun team MotoGP sta cercando Rea.” La Ducati era proprio la sistemazione dei sogni, per Jonathan. Puntava al team interno, cioè ad affiancare Andrea Dovizioso. Ma non ci sono spiragli. Così, prendendo atto della situazione, nel week end inglese ha stretto i tempi con Kawasaki per il rinnovo. Dopo tutto in Superbike non sta così male: nel biennio precedente ha incassato un milione d’ingaggio e una principesca tabella premi, che per lui che vince tanto è un bonus considerevole. La partecipazione alla 8h di Suzuka 2018, nel team ufficiale KRT, gonfierà ulteriormente il conto corrente.

LA GARA – Rea voleva cambiare aria perchè teme che Dorna farà di tutto per equilibrare la Superbike, far vincere un pò tutti e mettere in difficoltà il binomio più competitivo, cioè Rea-Kawasaki. Si è visto a Donington: la ZX-10R che qui dominava dal 2013, stavolta ha preso paga dalla Yamaha che corre con 600 giri motore in più. Un vantaggio che  nelle accelerazioni della parte lenta hanno fatto la differenza, eccome. “All’inizio erano tutti super aggressivi, in particolare modo i piloti che non sono tanto abituati a lottare al vertice” spiega JR1. “Con van der Mark è stato un bel duello, ma per riportarmi sotto (partiva in terza fila, ndr) e non farlo scappare ho finito le gomme, così nel finale non ero in condizione di poterlo attaccare.”  Ma anche senza vincere Rea ha preso il largo in classifica: +64 punti su un Chaz Davies che ha pagato cara la crisi Ducati. “Sono arrivato qui a +47, l’obiettivo era guadagnare un pò di terreno, non speravo così tanto. Ho fatto un bel salto, va benissimo così.”

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  1. marcogurrier_911 - 6 mesi fa

    Avrei sperato in Johnny-panigaleV4.
    La situazione in DucatiCorse non è aperta per entrambi i piloti?

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