Superbike Imola: Jonathan Rea che doppietta, è più forte di tutto

Superbike Imola: Jonathan Rea che doppietta, è più forte di tutto

Il fuoriclasse Kawasaki abbatte le speranze Ducati scattando dalla terza fila. Raggiunto Carl Fogarty: 59 vittorie a testa

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Jonathan Rea

Jonathan Rea è un marziano, batte non solo gli avversari ma anche le regole un pò folli del Mondiale Superbike. Stavolta ha affondato le speranze Ducati pur partendo con due file di svantaggio: il campionissimo Kawasaki in terza, il rivale Chaz Davies catapultato in pole come “regalo” per il quarto posto in gara 1. Una rimonta portentosa,  e poi due tentativi di sorpasso andati a vuoto su un  Chaz Davies poco arrendevole: il primo al Tamburello e l’altro alla Tosa. In entrambe le occasioni il ducatista è riuscito a incrociare la linea e salvare il primato. Ma niente ha potuto al 14° passaggio dalla Variante Alta: Rea ha puntato l’intero, ha messo il muso della verdona davanti e la bollente sfida è finita lì. (La fotosequenza della scivolata di Lorenzo Savadori alla Rivazza)

PRIMATISTA – Con la 17° doppietta della carriera Jonathan Rea eguaglia il primato assoluto di vittorie di Carl Fogarty: 59 a testa. Il sorpasso è questione di tempo, anzi di..giorni. Dopo sei round anche il Mondiale 2018 sembra indirizzato: +47 punti su Chaz Davies, ovvero quasi un round intero sui sette che restano. Il quarto alloro iridato, tanti quanti ne ha firmati Foggy negli anni ’90, ad oggi pare inattaccabile.

STRATEGIA – Il più forte piloti dei tempi moderni Superbike aveva studiato ogni mossa nel dettaglio. Sapeva di essere velocissimo, specie nei primi giri, e che sarebbe stato fondamentale non perdere troppo in partenza. Così, pochi attimi prima del via, il suo capotecnico Pere Riba è andato a parlare con Leon Haslam, wild card Kawasaki una fila davanti, perchè gli facesse un pò di spazio dove infilarsi. Piano che ha funzionato a metà, perchè alla prima curva il numero uno aveva solo mantenuto la posizione, senza guadagnarne. Ma da lì in avanti si è avventato sul gruppo passando gli avversari come birilli. Al quarto dei 19 giri era già alle calcagna di Chaz Davies, disturbato nelle battute iniziali dal baby Michael Rinaldi, per la prima volta al comando ma poi retrocesso (come sabato) al settimo posto. Il duello con il gallese è stato molto intenso, spettacolare: ma ormai tutti sanno come finisce quando c’è di mezzo il Cannibale…

MELANDRI TRAVOLTO – Giornata molto in grigio per la Ducati che oltre a mancare il successo sulla pista di casa ha perso per strada Marco Melandri, travolto alla Rivazza dall’olandese Michael van der Mark. Il pilota Yamaha è andato nel box a porgere le scuse “ma mi importa il giusto, ormai la gara era andata” ha commentato un delusissimo Marco, che perde anche il terzo posto nel Mondiale adesso nelle mani di Tom Sykes, terzo al traguardo.  Lo scudiero Kawasaki ha 72 punti in meno di Rea: la ZX-10R è una buona moto, ma non vince da sola.

Foto: Marco Lanfranchi

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  1. l.zecchin_417 - 6 mesi fa

    Ciao Paolo. ora la cosa si fa’ veramente complessa … l’unica cosa da fare era togliere le strozzature alle bicilindriche e livellare. invece
    prima i limitatori di giri regola assurda che purtroppo penalizza piu’ i piloti stop and go che non quelli di percorenza come Melandri o Rea
    poi involontariamente la Pirelli con il /65 altro vantaggio alla percorenza
    Davies manco lo usa per ovvie ragioni rende la moto piu’ pesante…
    di fatto mondiale finito e pensare che con altri valori poteva essere terreno di conquista Ducati vedi il record che a tutt’ora appartiene a Davies 2014… mha vedremo il prossimo con la V4 ma con i limitatori la vedo dura anche con quella. poi che dire tutte le altre formazioni hanno moto inferiori elettronica inferiore e piloti inferiori….
    se avessero aperto ai 1300 twin liberi sarebbe entrata KTM ufficiale con sponsor RedBull almeno erano tre le case che spendevano e sinceramnte altre due moto competitive non facevano cerco schifo. anzi

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    1. Paolo Gozzi - 6 mesi fa

      Ciao, guarda più semplicemente: bastava copiare il regolamento tecnico del British Superbike, cioè togliere TUTTA l’elettronica, che è il vero tallone d’Achille dei team privati. Il regolamento attuale non ho ancora capito che criterio segua, visto si lamentano tutti, anche la Kawasaki ufficiale :-) L’altro problema gravissimo del WSBK, di cui parleremo nei prossimi mesi, è che i campionati SBK di tutto il Mondo stanno andando in una direzione contraria, anche quello dell’Asia Road Racing che nel 2019 introduce per la prima volta la categoria Superbike e avrà un regolamento molto simile alla nostra Stock. Le Case giapponesi schiereranno TUTTE loro squadre ufficiali. Mentre nel Mondiale, per adesso, resiste solo Kawasaki.

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    2. marcogurrier_911 - 6 mesi fa

      Buongiorno Zecchin percorrenze o meno Rea dopo i primi due round era ben indietro, con Marco33 che ha fatto 50pt alla prima uscita. Il suo recupero è perentorio, maestoso e di forza: chapeaux a lui.
      Io sono per zero elettronica e una formula di piloti che consenta il riempimento della griglia; come scritto prima a Paolo Gozzi faccio anche il tifo per qualche nome di rientro dalla GP per fare cassa e visibilità, o anche dalla moto2, per esempio l’enorme Mattia Pasini?…
      Ad ogni modo siamo al 45% del campionato, ma credo che vi siano anche delle grosse delusioni tipo Lowes che fa decimo (?) su Yamaha ufficiale, no!;
      Savadori sta facendo un brutto campionato…mentre l’Aprilia mi sembra sia una buona moto. Honda se non è per Camier è da retrovie.
      Piacerebbe anche a me KTM e Suzuki.

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      1. l.zecchin_417 - 6 mesi fa

        Buonaserata Marco, su Rea non si discute con la moto giusta sarebbe da top Five anche in Motogp sul team KRT non si discute sono bravissimi solo che complice il regolamento e il gommista involontariamente.. adesso la situazione è diventata ancora piu’ semplice mondiale finito salvo casi eclatanti lo puo’ solo perdere Rea. ora come dice Paolo il regolamento stock per me’ lascia il tempo che trova una azienda deve essere libera di sperimentare
        in fin dei conti se un comune mortale puo’ guidare per strada una moderna 1000 che ha piu’ cavalli di una 500 due tempi lo deve solo all’elettronica…

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  2. marcogurrier_911 - 6 mesi fa

    E ancora:
    -come da Voi riportato L impasse manageriale di Ducati c è anche in Sbk. La situazione con laV4 quale potrebbe essere?
    – ho paura di una involuzione come purtroppo spesso è accaduto in carriera del forte melandri; a 35 anni quale può essere uno scenario sostenibile per lui? Credo che il quarto posto in generale non rispecchi il suo talento
    – visto che le selle sono poche, è possibile un travaso “al contrario”, e cioè di un pilota dalla GP alla SBK?
    Grazie molte

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    1. Paolo Gozzi - 6 mesi fa

      Ri-Ciao, i top rider della SBK se la passano bene, perchè ci sono più posti (ben pagati) che piloti disponibili. Melandri ha fatto secondo in MotoGP, con una moto satellite, per cui è un talento cristallino. Alla sua età e dopo oltre 20 anni di gare al top, è più questione di motivazioni, credo. Travaso: mi pare che nessuno dei piloti buoni della MotoGP si muoverà da lì. Saluti

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  3. marcogurrier_911 - 6 mesi fa

    Dott Gozzi buongiorno,
    Ho visto due belle gare a Imola….rimango però sconcertato quando rivedo il commento tv, a questo punto spero Mediaset interrompi, perché non si può parlare per venti minuti di “che cosa ha fatto la Kawasaki”
    Inoltre, soliti sorpassi non visti/commentati, e zero analisi su aspetti più che rilevanti e prezioso quale quinto posto di torres in Mv ((!!!!!) la brutta farà di Honda e gagne, savadori sotto tono soprattutto se comparato col bel campionato fatto due anni fa.
    Cosa ne pensa?

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    1. marcogurrier_911 - 6 mesi fa

      *gara, non farà

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    2. Paolo Gozzi - 6 mesi fa

      Ciao, io sono il direttore di questo sito e dell’omologo in inglese http://www.bikeandrace.com Mi occupo di quello che scrivono i miei collaboratori, e non mi intrometto nella gestione editoriale di altre testate. Noi trasmetttiamo in TV e sul web il British Superbike, lo commenta il nostro Alessio Piana e credo che sia il top per competenza, passione, capacità di analisi e coinvolgimento.

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