Superbike: Gianni Ramello “È sempre più una farsa”

Superbike: Gianni Ramello “È sempre più una farsa”

Gianni Ramello (titolare del Team Go Eleven) si sfoga contro le nuove regole del Mondiale Superbike: “Va sempre peggio e i privati non contano niente”.

di Alessandro Palma

Per la stagione 2018 Dorna ha pensato a delle regole che potessero livellare le prestazioni avvicinando i team privati a quelli ufficiali e limitando lo strapotere della Kawasaki. La limitazione dei giri motore e l’introduzione delle “concession parts” sembrano però non aver risolto il problema, dato che nei primi round stagionali i privati, a parte Barni e Xavi Forés (la cui Ducati è vicina a quelle ufficiali), hanno fatto molta fatica.

Una delle squadre penalizzate da questa situazione è il Team Go Eleven di Gianni Ramello, con quest’ultimo che aveva manifestato il proprio scetticismo già nel novembre scorso (qui l’intervista). Nelle ultime ore Ramello si è sfogato contro le nuove regole su Facebook, con un post che riportiamo di seguito in forma integrale:

Ecco il grande livellamento voluto da Dorna in Superbike. Come avevo previsto quattro mesi or sono siamo messi sempre peggio. Dopo due gare la prima Kawasaki privata è a ben 51 punti dal vertice e il distacco ridicolo e imbarazzante patito a Buriram è stato lo stesso del 2017. Ci hanno spremuti e finanziariamente penalizzati per fare schifo…Tutto questo è denigrante per i piloti, che rischiano la vita senza venire mai inquadrati durante tutta la gara e vedono sempre piu lontani gli ufficiali. Ditelo subito che dovevate tagliarci fuori dai giochi, almeno ci si metteva il cuore in pace.

Così è un inferno a ogni gara…Era sicuramente meglio prima. Questo è il frutto di un’incapacità generale di gestire la situazione, cercando di risolverla con 340 pagine di regolamenti inutili e assurdi e pensando che con il motore a disposizione e qualche altro componente si sarebbe ridotto il gap. La situazione è peggiorata: siamo in grossa difficoltà e dipendiamo da una elettronica a cui abbiamo accesso parziale e che quindi non ci aiuta. Bastavano due righe ben fatte, che la Dorna e la FIM non hanno avuto il coraggio di scrivere, per fare un regolamento semplice e per niente penalizzante. Ma nessuno lo ha fatto. Nessuno ha dato senso e peso alle richieste e proteste dei privati.

Ora, continuando con questa ridicola farsa non degna di un Campionato Mondiale, si arriverà ai sensori di pressione sulle gomme per nascondere le magagne Pirelli, sensori inutili perché dettati dalla presunzione di onnipotenza e senza prendere atto delle nostre giuste proteste “tecnicamente ineccepibili”, ma sicuramente a carico dei team…E io pago!!

È tutto talmente vergognoso che la gente deve sapere la verità. Non credete alle favole, le gare di Superbike di quest’anno sono palesemente taroccate e fatte a tavolino, costruite da regolamenti talmente assurdi che a leggerli ti viene la nausea. Il ruolo dei privati è quello di tappabuchi per avere la griglia piena. Noi team della Kawasaki siamo destinati al peggio (se fatica il team ufficiale, figuratevi noi…), perché siamo figli di una casa vincente e pertanto colpevoli a prescindere da tutto. Il pilota psicologicamente abbattuto, la squadra in crisi totale e dipendente da aggiustamenti di elettronica della casa madre e Marelli, la televisione come sempre o peggio (inesistente per noi)…Grandi prospettive per un team privato!

Grazie di cuore. Avete pensato bene di farci fuori e di relegarci a burattini senza un futuro. Avete premeditato tutto questo, perché se ci sono arrivato io quattro mesi fa voi lo avete sicuramente immaginato, altrimenti sareste stati degli ingenui totali. Grazie ancora di tutto. Onoreremo il nostro compito tra mille sacrifici e vedremo il capofila allontanarsi sempre di più.

Il durissimo sfogo di Gianni Ramello rende l’idea di quanto nel Mondiale Superbike la situazione sia tesa. Si andrà avanti così? O si prenderanno nuovi provvedimenti?

 

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