Superbike, Brno: Tom Sykes 45° Superpole, Marco Melandri 3°

Superbike, Brno: Tom Sykes 45° Superpole, Marco Melandri 3°

Mr. Superpole precede il compagno Jonathan Rea. Doppietta Kawasaki ma la Ducati c’è. Solo 9° Chaz Davies

di Redazione Corsedimoto
Tom Sykes

Tom Sykes scatterà in Superpole in gara 1 del settimo round del Mondiale Superbike a Brno (il via alle 13:00). Il britannico ha stampato un formidabile 1’57″687 festeggiando la 45° partenza al palo in carriera. E’ doppietta Kawasaki con Jonathan Rea secondo davanti alla Ducati di Marco Malandri che completerà la prima fila e il trio di piloti scesi sotto il muro di 1’58. La Rossa invece soffre per Chaz Davies soltanto nono tempo e costretto a scattare dalla terza fila. Il gallese è 2° nel Mondiale con 64 punti di distacco dal capolista Jonathan Rea.

SUPERTEMPI  – Nonostante le forti piogge della notte che hanno “sgommato” l’asfalto, è stata una qualifica velocissima. In ottica gara le Kawasaki sembrano messe benissimo, ma anche Marco Melandri sta andando forte fin dal venedi. “Farà più caldo, sarà una situazione diversa e le due verdi hanno un piccolo vantaggio, vedremo se riusciremo a colmare questo gap” promette il 35enne ravennate. In seconda fila scatteranno Alex Lowes, con la migliore Yamaha, Eugene Laverty con l’Aprilia e Michael van der Mark trionfatore di Donington con l’altra YZF-R1. In terza fila: Lorenzo Savadori, con la seconda Aprilia, poi Loris Baz pupillo BMW efficacissimo nella scia di Rea e un Chaz Davies che ancora non ha trovato l’assetto giusto. In quarta fila: Leon Camier (Honda), Michael Rinaldi con la terza Ducati ufficiale e Yonny Hernandez (Kawasaki Pedercini) emerso dalla SP2 al pari di Laverty.

REGOLAMENTO – Ricordiamo che qui a Brno BMW e Honda sono state autorizzate ad alzare il limitatore fino a 14.950 giri, stesso aiutino concesso a MV Agusta che però per motivi prudenziali non spinge il quattro cilindri della F4 fino a questa soglia. “Non ho sentito grandi differenze” ha commentato Leon Camier, alludendo alla prestazione della sua Honda. In effetti tanto fumo per niente: la Kawasaki è stata limitata a 14.100 ma Sykes e Rea fanno la differenza in ogni condizione. Evidentemente l’asso nella manica della moto di Akashi  non è la potenza bruta…

Foto: Diego De Col

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