Superbike Assen, Prove 3: Spunta il tulipano Michael van der Mark

Superbike Assen, Prove 3: Spunta il tulipano Michael van der Mark

L’olandese della Yamaha chiude al vertice le prove del venerdi davanti alle Ducati di Melandri e Rlnaldi e alla Kawasaki di Rea

di Redazione Corsedimoto
Michael van der Mark

Michael van der Mark chiude al comando le prove del venerdi accendendo l’entusiasmo degli appassionati olandesi e le aspirazioni della Yamaha. L’ex iridato Supersport precede le Ducati di Marco Melandri e di uno strepitoso (quasi) debuttante Michael Rinaldi. La Kawasaki di Jonathan Rea è al quarto posto. Stando così le cose si prospetterebbe una gara 1 (sabato ore 13) assai intrigante. Ma c’è un però…

REA MARPIONE – Il Cannibale aveva primeggiato nelle due sessoni precedenti e non sorprende trovarlo così indietro (si fa per dire). Perchè, come d’abitudine, Rea ha sfruttato l’ultima sessione del venerdi per provare la distanza di gara (21 giri da compiere) con il solito ritmo eccezionale. JR1 durante la simulazione è sceso dieci volte (!) sotto 1’36”, van der Mark, Melandri e Rinaldi solo un paio di volte, con gomma soffice, nuova. L’unico a tenere testa a Rea nel cronologico è stato lo scudiero Tom Sykes, con sette passaggi sotto 1’36”. Quindi non  fatevi ingannare, le Kawasaki partono largamente favorite dal pronostico.

PROGRESSI – La Yamaha però è cresciuta moltissimo e sulla pista di casa van der Mark potrebbe tirare fuori quel pizzico di competitività in più necessario per impensierire il numero uno. Esce dal limbo anche lo squadrone in rosso, che si gode il fantastico riminese Michael Rinaldi, subito in alto alla seconda uscita della vita nel Mondiale. Anche ad Aragon, al debutto assoluto, il campione Stock era andato molto forte, salvo pagare dazio alla distanza. C’è voluto un Marco Melandri molto incisivo nell’uscita finale per strappare a Rinaldi la soddisfazione di essere il ducatista più veloce del venerdi. Chaz Davies invece è solo ottavo, a sei decimi dalla vetta, ma anche il gallese è un’animale da gara, anche se Assen non è mai stato il suo giardino dei sogni.

Foto: Diego De Col 

 

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