Superbike Argentina, Gara 2: Jonathan Rea dieci e lode

Superbike Argentina, Gara 2: Jonathan Rea dieci e lode

Non c’è partita: al Villicum il Cannibale se li è mangiati tutti, inutile farlo partire dalla terza fila. Marco Melandri di nuovo sul podio

di Redazione Corsedimoto

Non c’è storia, vince sempre Jonathan Rea: il più talentuoso, il più spietato. Nella prima volta della Superbike in Argentina il 31enne nordirlandese ha siglato una portentosa doppietta, trionfando in gara 2 con la stessa superiorità già palesata  nell’anticipo di sabato. La striscia di successi consecutivi si allunga a quota dieci, un traguardo mai raggiunto nella storia Superbike. Quest’anno Rea ha già vinto 16 gare (su 24) e restandone un altro paio fra due settimane in Qatar può superare anche i 17 successi realizzati nel lontanissimo 1991 dal texano Doug Polen, il secondo pilota a vincere il Mondiale con la Ducati. Adesso è la Kawasaki ad avere l’asso nella manica.

HANDICAP – Oltre a togliere oltre 20 cavalli alla Kawasaki, per complicare la vita al Cannibale si sono inventati la griglia rovesciata, cioè i tre piloti del podio di gara 1 retrocessi in terza fila. Ma entrambe le misure si sono rivelate inutili: lavorando sull’erogazione e affidandosi al fantastico talento di Rea,  la Kawasaki ha sopperito alla minore potenza. A cancellare l’handicap in partenza ci ha pensato Jonathan stesso: oltre a partire sempre a razzo, riesce a districarsi con grande destrezza in mezzo al gruppo e in un paio di giri, di solito, risolve la pratica. Anche stavolta è andata come le altre: il numero uno ha avuto qualche piccolo problema al primo giro, ha rischiato di perdere il controllo un paio di volte, ma quando il gruppo si è allungato li ha infilati come birilli. Disarmante. Il prossimo anno la Superbike correrà tre gare, e il supplizio per gli avversari rischia di essere ancora più doloroso.

FORES TOP  – L’ultimo a cedere è stato lo spagnolo Xavi Fores, che ha sfruttato bene la pole omaggio per il quarto posto di sabato. E’ scappato subito via, e l’unico che lo ha ripreso, dopo soli cinque giri, è stato Rea. Il nostro Marco Melandri, partito anche lui a centro gruppo è arrivato vicino, ma si è dovuto accontentare del terzo posto. Fa impressione che dietro il Cannibale siano arrivati due piloti ancora a piedi in ottica 2019. Fores, con la Ducati della bergamasca Barni, festeggia il titolo di miglior privato, ma è un brindisi amaro.

GLI ALTRI  – Melandri si è tolto la soddisfazione di battere anche questa volta l’altro ducatista Chaz Davies, quarto: il gallese nel 2019 avrà la nuova Panigale V4 R presentata in questo stesso week end a Brands Hatch con Michele Pirro nel contesto del British Superbike. Solo quinta  Tom Sykes, finito a nove secondi dal compagno Rea: la Kawasaki vola, ma solo quella del Migliore.

 

 

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  1. l.zecchin_417 - 4 settimane fa

    Buonagiornata- diciamo che a parte i regolamenti che di cavalli ne hanno tolti in qua’ e la’ un po’ a tutti Ducati comprese senza togliere che le Rosse per regolamento ancora girano strozzate all’alimentazione mha misteri Dorna in stock erano tutti alla pari non si capisce perche’ in SBK bicilindrici strozzati poi la griglia inversa è qualcosa di tragicomico senza considerare i rischi inutili per sorpassi che non dovrebbero esistere
    l’unico modo per penalizzare in maniera equa se cosi’ si puo’ dire.. è il sistema delle zavorre come nel DTM 5 kg a chi vince le due manche e se si ripete la domenica dopo altri 5
    finche’ non si rende la moto poco competirtiva dopo tocca a chi vince le prossime gare e solo cosi’ si riesce a penalizzare il pilota senza penalixxare il costruttore

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    1. claudioerossell_895 - 4 settimane fa

      Non si capisce perché dovrebbero penalizzare il vincitore, se uno é piú forte é giusto che vinca, così come accade negli altri mondiali a 2 e 4 ruote. Mai sentito nessuno che voglia zavorrare Marquez o hamilton

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      1. Paolo Gozzi - 4 settimane fa

        Siamo completamente d’accordo. I campionissimi hanno sempre fatto la fortuna di tutti gli sport, purtroppo il Mondiale Superbike è gestito come se Jonathan Rea fosse una jattura. E il promoter lo ammette perfino alla TV…

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    2. l.zecchin_417 - 4 settimane fa

      Bene bene sulle nefandezze regolamentari Dorna si potrebbe scrivere un libro.. che siano
      gestiti male in SBK non ci vuole la scala ad accorgersene potevano avere altre due case ufficiali e non da poco KTM e HD con rispettive moto a due cilindri invece hanno convinto con la forza a far correre Ducati con un V4 che sono i costruttori di bicilindrici + veloci del mondo….. e questo dato da solo deve far riflettere sulle capacita’ manageriali del promotor Ora invece di esaltare le ottime doti di Rea e KRT fanno regole a casaccio per penalizare il vincitore senza senso
      Ripeto nel DTM tedesco zavorrano le auto del vincitore con dei multipli di 25 kg sino a quando non vince piu’ e cosi’ via nelle moto basterebbero 5 kg . non dico sia giusto ma almeno è l’unico modo per penalizzare il solo Rea e non tutti quelli che corrono con la stessa moto. pensate ad un privato che corre con la Kawasaki al quale gia’ penalizzato per il suo status si vede depredato di 1500 giri motore …… solo pxè Rea con quella moto ci vince.

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