Superbike Aragon Rea, Davies e Melandri: per chi suona la campana?

Superbike Aragon Rea, Davies e Melandri: per chi suona la campana?

Aragon incendia la sfida Superbike: Rea è davvero imbattibile? Il destino della Superbike è in mano ai ducatisti Davies e Melandri

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Il Mondiale arriva tra gli uliveti d’Aragona, nel nord della Spagna, con Jonathan Rea e la Kawasaki a punteggio pieno. In Ducati sono convinti che in Europea la musica cambierà. Ma mica è detto: il Motorland è il tracciato test della squadra che domina la Superbike da due anni. E JR1 qui ha già lasciato il segno…

JOLLY – Chaz Davies e la Ducati Panigale hanno un jolly da giocarsi, perchè al Motorland negli ultimi due anni il binomio si è rivelato quasi imbattibile. Il 30enne gallese è in striscia vincente da tre gare, cioè dalla seconda sfida del 2015, che fu anche il primo successo della Panigale che aveva debuttato più di due anni prima. Qui Chaz ha fatto doppietta anche con la BMW (2013): in totale sono  cinque centri in dieci presenze, considerando che è approdato in WorldSBK solo nel 2012. Che CD7 sia favorito lo ammette lo stesso Rea. “Ad Aragon non sono mai stato il più forte” ma forse è solo pretattica perchè nei test di novembre  il nordirlandese fu il più rapido, meglio anche di Davies. “Sono curioso di vedere come si comporterà la Kawasaki con le migliorie che abbiamo apportato, che in Australia e Thailandia hanno dato ottimi frutti” minaccia il due volte iridato. Già: se scoprissimo che la ZX-10R edizione 2017 è fortissima anche qui? Del resto la precedente versione male non andava: ne 2014 la verdona  fece doppietta con Tom Sykes  e l’anno dopo Rea mise in scacco lo stesso Davies.

Melandri alle calcagna di Rea nel round Australia
Melandri alle calcagna di Rea nel round Australia

E MELANDRI? – A Phillip Island e Buriram il neoacquisto Ducati è andato come ci si aspettava: molto veloce ma non ancora pronto per attaccare la leadership di Rea. Il tracciato spagnolo però gli può dare una mano perchè qui Melandri è sempre andato forte. Nel 2011 e 2012 divise il bottino con un certo Max Biaggi, vincendo sia con Yamaha che l’anno dopo con BMW. Rispetto alla trasferta ad est MM33, rientrato dopo diciotto mesi di stop, avrà il vantaggio di una maggiore consuetudine alle fasi di gara (partenza, sorpassi, gestione del veicolo) e – soprattutto – una serie di evoluzioni che la Ducati introdurrà proprio a partire da questa gara. Ovviamente saranno a disposizione anche di Davies. Il confronto interno sarà uno dei motivi del week end, forse il “motivo”. Se le prestazioni fossero in equilibrio, un po’ com’è già successo in Australia e Thailandia, la rivalità in famiglia rischia di diventare l’asso nella manica di Rea, a prescindere dal suo piazzamento. A meno che Tom Sykes non si risvegli cominciando a infastidire il compagno di squadra. Per adesso in Kawasaki non hanno avuto gatte da pelare, ma con il Boscaiolo non si può mai sapere.

Eugene Laverty
Eugene Laverty

APRILIA AL BIVIO – La Spagna è una tappa importantissima per il team Milwaukee che schiera due piloti fortissimi  ma finora ha fatto acqua su tutta la linea. Mancherà Lorenzo Savadori, che soffre ancora i postumi della caduta in Thailandia e verrà sostituito da Julian Simon. La RSV RF non è a posto d’elettronica, specie per quanto riguarda il freno motore, e la speranza dei due piloti è che in Europa le cose cambino. Il fattore decisivo sarà disporre di maggiore supporto del reparto corse interno: adesso che la MotoGP RS-GP ha cominciato a brillare per Aprilia sarebbe fantastico rialzare la testa anche in Superbike. Purtroppo l’annata di disimpegno pesa come un macigno. Ducati e Kawasaki non aspettano e recuperare il terreno perduto non sarà questione di settimane, ma forse di mesi.

I VINCITORI AD ARAGON – 2011 gara 1 Melandri (Yamaha) gara 2 Biaggi (Aprilia); 2012 gara 1 Biaggi (Aprilia) gara 2 Melandri (BMW); 2013 gara 1 Davies (BMM) gara 2 Davies (BMW); 2014 gara 1 Sykes (Kawasaki) gara 2 Sykes (Kawasaki); 2015 Rea (Kawasaki) gara 2 Davies (Ducati); 2016 gara 1 Davies (Ducati) gara 2 Davies (Ducati).

MONDIALE (dopo 2 round su 13): 1. Rea punti 100; 2. Davies 70; 3. Sykes 62; 4. Lowes A. 49; 5. Melandri 45; 6. Fores 34; 7. Torres 29; 8. van der Mark 27; 9. Camier 27; 10. Hayden 21; 11. Laverty 15; 12. Reiterberger 15; 13. Ramos 13; 14. De Angelis 12; 15. Savadori 10; 16. Krummenacher 10; 17. Bradl 8; 18. Russo 4; 19. Brookes 4; 20. Jezek 3; 21. Badovini 2. COSTRUTTORI: 1. Kawasaki punti 100; 2. Ducati 86; 3. Yamaha 60; 4. BMW 32; 5. MV Agusta 27; 6. Honda 22; 7. Aprilia 19.

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  1. l.zecchin_417 - 4 mesi fa

    Buonagiornata Paolo. non credo nella schiacciante superiorita’ Kawa la ritengo una buona moto gestita al meglio ma non imbattibile anzi…
    diverso è il discorso per Rea è lui a fare la differenza nel bene o nel male ad esempio il seppur ottimo Sykes pur disponendo della stessa moto va’ forte ha anche vnto mondiali ma nel confronto diretto subisce il suo compagno. in Ducati hanno due ottimi piloti Chaz/Melandri sono ingrado di giocarsi la vittoria ma la loro moto è penalizzata dai restrictor che tolgono accelerazione e coppia ai medi regimi , In Asia Valia collaudatore Ducati ha corso non so’ come Wild Card con la 1300 stock è giunto terzo al traguardo premetto che la moto era pesantemente sottopeso e disponeva di cerchi in carbonio ma era pur sempre una moto di serie e andava anche meglio delle 1200…. che dire

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