Chaz Davies batte
Jonathan Rea nella seconda sfida del
Motorland Aragon e la Ducati tiene vivo il Mondiale. Niente fuga per il fuoriclasse della Kawasaki che aveva sbancato la corsa di sabato. Anche l'altro ducatista
Marco Melandri, terzo al traguardo, è stato protagonista di una sfida fantastica che ha ridato sapore alla
Superbike Ad un quarto del cammino Rea, da tre anni Campione, è sempre leader ma le Ducati sono lì con Davies a -12 punti e Melandri a -18. Prossimo round sabato e domenica ad Assen, in Olanda.
DAVIES RE DI SPAGNA - Per il 31enne gallese è la settimana affermazione su questo tracciato spagnolo dove in passato ha battezzato il primo podio e il primo successo in carriera, nonchè il primo successo della Ducati Panigale, la Rossa che a fine stagione andrà in pensione per lasciare spazio all'attesissima V4. Per
Chaz Davies sono 29 successi in carriera (
qui l'intervista al vincitore). Rea resta il pilota da battere ma con il nuovo regolamento che ha tolto 1100 giri alla Kawasaki (e 3-400 anche alla Ducati...) il Cannibale corre sul filo: una piccola sbavatura nel giro finale gli ha impedito di lanciare l'attacco che probabilmente aveva pianificato all'ultima frenata.
LA GARA - E' stata una corsa emozionante, con cinque leader e tre Marche diverse ad avvicendarsi al comando. Nelle battute iniziali
Marco Melandri scattato dalla pole in virtù del 4° posto di sabato è stato impegnato dall'olandese van der Mark, poi quinto alla fine dietro all'altra Yamaha di Alex Lowes. Dopo la sfuriata di Melandri al comando del plotone è subentrato lo spagnolo
Xavi Fores, con la Ducati del satellite Barni, scivolato senza danni al 9° dei 18° giri. A quel punto Rea ha abbozzato un tentativo di fuga, subito rintuzzato da Melandri e Davies in gran recupero dopo una partenza a rilento. La vittoria si è decisa all'ultimo giro: il primo errore è stato di Melandri, uscito di linea nel disperato tentativo di attaccare Rea, il secondo dello stesso pilota Kawasaki. Stavolta
Chaz Davies era inavvicinabile.
GLI ALTRI - L'altra Kawasaki, affidata all'ex iridato
Tom Sykes, si è persa per strada, sesto a oltre 13 secondi. Ha preceduto il debuttante Michael Rinaldi, appena 21 anni, con la terza Ducati ufficiale: il riminese, campione europeo in carica, è stato a lungo quarto prima del crollo finale. Ottavo posto per la MV Agusta di Jordi Torres, solo un decimo posto per l'Aprilia di Lorenzo Savadori. Fuori dai punti il compagno Davide Giugliano sostituto dell'infortunato Eugene Laverty. Non è partito Leon Camier, pilota Honda caduto e investito sabato: tre costole rotte.
Foto: Diego De Col