Superbike Andrea Grillini “Non prendo un euro dal pilota thailandese”

Superbike Andrea Grillini “Non prendo un euro dal pilota thailandese”

K. Suastchai diventa un caso: come può un pilota sconosciuto correre un round del Mondiale? Ce lo spiega Andrea Grillini

Ieri corsedimoto ha anticipato che un certo K. Suastchai correrà nel Mondiale Superbike in Thailanda con la Kawasaki Grillini. http://www.corsedimoto.com/in-pista/mondiale-sbk/superbike-thailandese-sconosciuto-sulla-kawasaki-grillini/  Com’è possibile che un pilota qualsiasi possa iscriversi ad una competizione del massimo livello?  Ce lo spiega Andrea Grillini, titolare del team che in Australia ha perso Josh Hook (titolare) e Toprak Razgatliouglu (sostituto) per un doppio infortunio, dovendo rinunciare a schierare una delle due ZX-10R.

Voglio precisare che non prendo un soldo in questa operazione. Ho chiamato alcuni piloti di livello ma non ho avuto disponibilità, c’è anche chi ha sparato richieste fuori portata per un’organizzazione come la mia. Così, dovendo per regolamento far correre comunque qualcuno, ho chiamato il circuito di Buriram che mi ha fornito questo nominativo.”

In base a quali risultati e referenze?

“Il pilota più veloce nel campionato nazionale è già iscritto come wild card dalla Yamaha Thailandia. Questo Suhastchai mi è stato presentato come il secondo più bravo. Non ho idea di come vada, non lo conosco. Magari non si qualifica. Però gli organizzatori sono contenti di avere un altro thailandese al via della gara”.

Può spiegare perchè il team Grillini ha dovuto cercare un sostituto a tutti i costi?

“Lo impone il contratto che ciascun team sottoscrive con la Dorna. E’ ammessa una sola assenza per causa di forza maggiore, una delle mie moto non ha potuto gareggiare in Australia per l’infortunio di Toprak, per cui in Thailandia dovevo per forza trovare un’alternativa. Ho provato a riportare dentro qualche nome conosciuto, ma non è stato possibile.”

Una volta, quando il motociclismo era in mano alla Federmoto Internazionale, c’erano regole precise sulle iscrizioni ai Mondiali. Bisognava guadagnarsi l’accesso in “grading list” in base ai risultati. Era un sistema pieno di falle, ma almeno qualche certezza c’era. E adesso?

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