Superbike 2018: Gabriele Ruiu, un 17enne al Mondiale “Non è un salto nel buio”

Superbike 2018: Gabriele Ruiu, un 17enne al Mondiale “Non è un salto nel buio”

Nel 2018 Grillini Suzuki schiererà nel Mondiale Superbike il giovanissimo Gabriele Ruiu che dice: “Obiettivo zona punti.”

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Tra tutti i movimenti di mercato riguardanti il Mondiale Superbike 2018 ha fatto scalpore l’ingaggio da parte del team Grillini Suzuki di Gabriele Ruiu, che andrà ad affiancare Roberto Rolfo.

Ruiu ha solo 17 anni e correrà nel Mondiale Superbike con la nuova Suzuki GSX-R 1000 R, ma potrà debuttare solo al raggiungimento della maggiore età e ciò avverrà poco prima del round di Donington Park in programma a fine maggio (Grillini annuncerà presto chi correrà i primi cinque round della stagione). Un altro motivo per cui la notizia ha sorpreso appassionati e addetti ai lavori è la scarsa esperienza del pilota con la 1000cc: Ruiu è approdato a questa cilindrata solo nel 2017 e ha disputato solo qualche gara tra CIV ed Europeo Superstock 1000 prima con la Suzuki del team Phoenix Racing e poi con una Yamaha YZF-R1 (Yamaha R1 Cup italiana e Superstock 1000 col Team Trasimeno). Per queste ragioni il passaggio in Superbike del giovane pilota romano sembra un salto nel buio, anche se lui ha ottenuto ottimi risultati a livello nazionale (top 10 nel CIV a Misano con la Suzuki e un podio e una vittoria nella Yamaha R1 Cup).

Abbiamo intervistato Ruiu per conoscerlo meglio e sapere quali sono le sue sensazioni riguardo l’avventura che lo attende. Ecco cosa ci ha detto.

Come siete arrivati a questo accordo col team Grillini Suzuki?

Suzuki Italia ha parlato di me ad Andrea Grillini e lui è rimasto piacevolmente colpito dai risultati che ho ottenuto nel CIV, dove ho anche portato la Suzuki in top 10. Un altro motivo per cui mi ha ingaggiato è il fatto che conosco già la Suzuki, cosa che ci darà un piccolo vantaggio.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa nuova avventura?

Sarebbe bellissimo riuscire ad andare a punti in quasi tutte le gare. Comunque vada sarà una stagione molto importante per noi, perché è un progetto totalmente nuovo e ancora non conosciamo le potenzialità della moto.

A giudicare dai risultati ottenuti quest’anno, tra cui il titolo nel MotoAmerica con Toni Elias, la Suzuki GSX-R 1000 R sembra nata bene.

Questo ci dà grande fiducia, ma non avendo il supporto della casa dovremo comunque lavorare molto per sviluppare la moto, soprattutto a livello di elettronica.

Sei un pilota Suzuki o hai il contratto direttamente con Grillini?

Ho il contratto con Grillini.

Non potrai esordire in Superbike fino al round di Donington, in programma dal 25 al 27 maggio 2018. Cosa farai nel frattempo?

Ancora non so se correrò in qualche altro campionato, ma cercherò comunque di tenermi in allenamento e passare più tempo possibile in sella e con Grillini stiamo già organizzando dei test affinché possa conoscere la moto.

Quanto è importante per te avere un compagno di squadra come Roberto Rolfo?

È importantissimo. Le sue qualità e la sua esperienza saranno di grande aiuto sia per me, sia per il team.

Negli anni 2015 e 2016 hai corso nel CEV Moto2 insieme a piloti che corrono o correranno nel Motomondiale come Luca Marini, Steven Odendaal e il campione 2017 Eric Granado. Quanto è stato importante per te?

Sono stati gli anni più formativi della mia carriera. Il CEV Moto2 è un campionato di altissimo livello e correre lì mi ha fatto crescere soprattutto per quanto riguarda il metodo di lavoro. Inoltre, quando riesci a seguire piloti come Odendaal e Marini impari davvero molto.

Tra l’altro nel 2015 sei stato compagno di squadra di Federico Fuligni, che nel 2018 farà il Mondiale Moto2 con Tasca Racing.

Federico è un bravissimo ragazzo ed è stato bello essere nel suo stesso box per una stagione. Gli auguro tutto il meglio per il 2018.

Chi è il tuo idolo?

Il mio idolo è Valentino Rossi, ma mi piace molto anche Marc Márquez, di cui amo lo stile di guida.

Ci parli della tua carriera?

Ho iniziato a quattro anni con le minimoto e nel 2008 ho esordito nel Campionato Italiano, dove ho corso per tre anni con le minimoto prima di passare alla PreGP 50cc. Nel 2009 pensavamo di correre nella PreGP 80cc, ma siccome in quell’anno la classe è stata cancellata dal Campionato Italiano ci siamo spostati in Spagna e abbiamo partecipato al Campeonato Mediterraneo, dove poi sono passato alla 125cc. Nel 2014 ho esordito nel CEV Moto3 e l’anno dopo, siccome ero diventato molto alto, ho deciso di passare alla Moto2, dove all’esordio col Team Ciatti ho ottenuto un settimo posto a Barcellona. Nel 2016 sono rimasto nel CEV Moto2 e ho corso con una Tech 3, moto con cui ho ottenuto un sesto posto a Barcellona e il 10° posto in campionato. Nel 2017 sono passato alla 1000cc e la stagione è stata difficile: ho esordito in Superstock 1000 e nel CIV Superbike con la Suzuki del team Phoenix Racing, ma i problemi avuti dalla squadra mi hanno costretto a cambiare moto e passare alla Yamaha, con cui ho comunque ottenuto un podio e una vittoria nella Yamaha R1 Cup e fatto buone cose nelle ultime gare della Superstock 1000. Questi risultati, insieme alla top 10 nel CIV Superbike a Misano con la Suzuki, hanno fatto sì che si arrivasse all’accordo con Grillini.

Per un pilota giovanissimo e con poca esperienza con la 1000cc come te questo passaggio al Mondiale Superbike potrebbe sembrare un salto nel buio. Tu cosa ne pensi?

Non credo sia un salto nel buio, perché è un progetto di due anni e io e la Suzuki possiamo solo crescere. Andrea Grillini vuole sviluppare al meglio questa moto e sia io, sia il team ci impegneremo al massimo per riuscirci. Sto lavorando duramente per farmi trovare pronto e faremo il possibile per ottenere buoni risultati.

Foto: MotoXRacing

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