Superbike: Mat Mladin spiega perchè non correrà a Miller

Superbike: Mat Mladin spiega perchè non correrà a Miller

In pista solo se con un pacchetto competitivo per vincere

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Non è un uomo di spettacolo ed il prediletto dai giornalisti: di sicuro però Mat Mladin non è pilota che le manda a dire, ma le scrive “di propria mano”. Il sei volte campione della AMA Superbike, imbattibile prima dell’avvento di Ben Spies, ha di recente aperto un suo blog personale e un account Twitter, attraverso i quali tiene informati i fan ed i lettori. Tutto questo perché i giornalisti “scrivono di te qualsiasi si cosa, anche senza avertela chiesta”, riportando le sue parole. Certo è che il pilota australiano, che in America ha raccolto una fortuna da Paperone, non ha rinunciato all’intervista proposta da Road Racer X, nella quale l’ottimo Chris Jonnum non ha sorvolato su una questione che ultimamente è sulla bocca di tutti: il suo no a correre con il team Alstare per il round World Superbike di Miller Motorsport Park, in programma nell’ultimo weekend di Maggio.

Prima di tutto, non ho niente da dimostrare e secondo, non ho avuto notizie da Suzuki Giappone“, afferma Mat Mladin. “Senza il loro supporto e senza la loro approvazione a mandarmi l’equipaggiamento necessario, non sapevo cosa avrei potuto trovare“.

Mladin sostiene inoltre che la politica delle corse, nel caso di due piloti celebri a livello nazionale (Spies e Mladin per l’appunto), non avrebbe visto di buon occhio un confronto tra un centauro che sta facendo molto bene in quel campionato e un altro che in America si sta comportando nello stesso modo.

Se Suzuki America e Giappone avessero deciso di lavorare assieme in modo coordinato tutto questo sarebbe stato possibile, perché avrebbe voluto dire che ci tenevano a farmi ben figurare, dandomi la miglior possibilità esistente“.

Ricordiamo che Mladin in passato ha già partecipato come wild card nel mondiale Superbike: correva l’anno 2003 e la pista che ospitava il round statunitense era Laguna Seca. Mladin ottenne la pole, rimediando un quarto posto in gara uno e non prendendo parte alla seconda manche per forfait (all’epoca si giustificò per “eccessivo stress” derivante dalle troppe gare disputate nello stesso weekend, tra mondiale e campionato americano).

Valerio Piccini

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