Superbike Laguna Seca Gara 1: Sykes vince e vola nel mondiale

Superbike Laguna Seca Gara 1: Sykes vince e vola nel mondiale

Davies e Laverty sul podio dopo tre partenze

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Due bandiere rosse, tre partenze, ma l’attesa è stata ripagata da un emozionante ed avvincente ultimo giro di una “sprint” Gara 1 di sole dodici tornate al Mazda Raceway di Laguna Seca. Tom Sykes, all’esordio assoluto questo fine settimana sui 3.610 metri di pura adrenalina del tracciato di Salinas, si aggiudica la personale ottava vittoria stagionale, la tredicesima in carriera nel World Superbike rafforzando la propria leadership di campionato a scapito di Sylvain Guintoli, soltanto quinto sul traguardo ritrovandosi ora con 22 punti di svantaggio. Battuto per soli 15 millesimi in Superpole, “The Grinner” in tutte e tre le partenze si è sempre fatto trovar pronto ed in condizione di poter ambire alla vittoria, traguardo raggiunto finalmente al terzo e decisivo start sopravanzando nel finale uno scatenato Chaz Davies, secondo dopo aver accarezzato il sogno di vincere a Laguna Seca.

Per Sykes, aspettando Gara 2 in programma domani alle 14:00 locali (le 23:00 italiane), una vittoria giunta al momento giusto che lo proietta a +23 su Sylvain Guintoli, scattato dalla pole e leader nelle prime due partenze, ma soltanto quinto nella decisiva “manche” preceduto anche da Marco Melandri, quarto e battuto dall’ex compagno di squadra Eugene Laverty proprio all’ultimo giro con un apprezzabile sorpasso al celebre “Corkscrew”. Con questi risultati ora Laverty e Melandri inseguono rispettivamente a 35 e 45 punti il capoclassifica Sykes, speranzosi di rifarsi domani insieme a Davide Giugliano, sesto e parte integrante del gruppo di testa in corsa per la vittoria.

Alle spalle di questi fuggitivi sei protagonisti, in settima posizione ha concluso Jules Cluzel a precedere Toni Elias e Ayrton Badovini, nono con la superstite Ducati 1199 Panigale R del Team Alstare a seguito dell’uscita di scena al secondo via di Niccolò Canepa, impossibilitato a ripartire al terzo start. Se in zona punti hanno concluso anche Mark Aitchison (buon 10° su Kawasaki Pedercini), i due sostituti David Salom (11° al posto di Loris Baz in KRT) e Blake Young (12° con la Crescent Suzuki di Leon Camier), i nostri Michel Fabrizio, Federico Sandi e Vittorio Iannuzzo dalla 13° alle 15° posizione, sono stati “cause” delle due interruzioni con bandiera rossa le wild card locali. Danny Eslick al primo via per una caduta senza conseguenze alla curva 5 ha comportato la sostituzione degli air-fence, mentre Roger Hayden al secondo start è scivolato all’altezza della curva 4, la stessa dove poco prima era finito a terra Leon Haslam.

Cronaca di Gara

Allo spegnimento del semaforo scatta benissio dalla pole Guintoli, leader alla staccata dell’Andretti Hairpin su Sykes, Melandri, Laverty, Davies, Giugliano e Canepa. L’ex capoclassifica di campionato Guintoli prova subito a scappar via, chiude il primo dei 26 giri previsti con mezzo secondo di margine su Sykes, le BMW di Melandri e Davies in bagarre tra loro, perde una posizione Laverty, ora 5° a precedere Giugliano ed un combattivo Niccolò Canepa. In queste prime fasi di gara il pilota più veloce in pista è Chaz Davies, tanto da fermare i cronometri sull’1’23″655 al terzo giro e, soprattutto, sfilare il compagno di squadra Melandri in pieno ingresso della veloce curva 10. Il pilota gallese è davvero una furia, non indugia nel tentativo di passare Sykes, l’esatto opposto per Melandri che arriva leggermente fuori traiettria all’Andretti Hairpin lasciando la quarta piazza a Laverty. Giunti al settimo giro con Guintoli che porta a 1″9 il proprio margine di vantaggio su Sykes, Davies e Laverty, Danny Eslick vola a terra alla curva 5: nessuna conseguenza per il bi-Campione Daytona SportBike, ma nella caduta finisce contro gli air fence che necessitano di immediata riparazione (o meglio, sostituzione). Inevitabile l’esposizione della bandiera rossa da parte della direzione gara, si ripartirà alle 14:45 locali con più soltanto 20 giri del Mazda Raceway da completare.

Al restart, con la griglia di partenza definitiva in base alle posizioni di classifica al momento dell’interruzione, Guintoli si fa trovar pronto riconquistando l’hole-shot alla staccata dell’Andretti Hairpin su Sykes, Melandri, Laverty, Davies e Giugliano, sfila compatto il gruppone di più soltanto 19 piloti (Eslick non ha ripreso il via) senza contatti e/o cadute. Va in archivio il primo giro con posizioni immutate, ma soprattutto con un gruppetto di 6 piloti di testa: Guintoli, Sykes, Melandri, Laverty, Davies e Giugliano. Da questo plotoncino si sgancia al quarto giro per una piccola sbavatura in uscita dalla curva 3, mostra i propositi ambiziosi invece Davies, autore di un deciso sorpasso in piena curva 10 su Laverty che vale il quarto posto.

Pochi giri più tardi, esattamente ad 1/3 di gara, alla curva 3 Davies senza particolari problemi riesce a sfilare il proprio compagno di squadra Melandri, ma ora è costretto a recuperare ben 2″ dalla coppia di testa Guintoli-Sykes. I duellanti al titolo iridato in fuga, a terra invece nello stesso giro (il 7°) Niccolò Canepa (all’ultima curva) e Leon Haslam (alla 4), quest’ultimo visivamente dolorante alla gamba sinistra già infortunata (martoriata). Nello stesso punto di “Pocket Rocket” un giro più tardi anche Roger Hayden è costretto a salutare la compagnia, con la propria “Gixxer” che rischia di finire addosso allo stesso Leon e ai commissari di percorso. Nuova bandiera rossa, terzo restart con più soltanto 16 piloti “superstiti”, sempre Sylvain Guintoli in pole, ma questa volta indovina una brillante partenza Davies, leader all’Andretti Hairpin sul proprio compagno di squadra Melandri con Guintoli e Sykes che si sono persino toccati in pieno rettilineo. Entrambi restano in piedi per miracolo, ma costretti ad inseguire il duo BMW che archivia il primo dei 12 giri previsti in testa. Sono sempre i sei piloti (nell’ordine Davies, ,Melandri, Guintoli, Sykes, Guintoli e Giugliano) in fuga a fare l’andatura, prova a cambiar passo al terzo giro il poleman di casa Aprilia tentando un sorpasso quasi impossibile su Melandri all’ultima curva, ma finisce col dover cedere la terza piazza a Sykes.

Il capoclassifica di campionato sembra avere qualcosa di più rispetto alle due BMW S1000RR, ma raggiunto e superato il giro di boa della contesa resta in terza piazza. Riesce nel tentativo alla conclusione del 7° giro alla curva 11 che immette sul traguardo, medesima manovra imitata alla tornata seguente da Guintoli, ma Melandri risponde in uscita dalla curva 3. Si va verso il “rush finale” nel segno di uno scatenato Tom Sykes, in grado a tre giri dal termine di far sua la leadership alla curva 10, ma Davies, Melandri e persino Guintoli restano in scia. “The Grinner” riesce a guadagnare qualche metro di vantaggio proprio all’inizio del dodicesimo e ultimo giro della contesa dall’alto tasso di spettacolarità: Sykes si assicura la vittoria, ma alle sue spalle doppio-confronto tra i compagni di squadra in BMW Motorrad GoldBet e Aprilia Racing. Melandri alla curva 5 prova a passare Davies, ma finisce per dover rispondere agli attacchi di Laverty che si è sbarazzato di Guintoli: “Norge” tenta il tutto-e-per-tutto al celebre “Cavatappi”, transita al di fuori del cordolo di contenimento e porta a casa un preziosissimo terzo posto alle spalle di Davies e del vincitore Sykes, sempre più leader della classifica.

eni FIM Superbike World Championship 2013
Mazda Raceway Laguna Seca, Classifica Gara 1

01- Tom Sykes – Kawasaki Racing Team – Kawasaki ZX-10R – 12 giri in 16’55.703
02- Chaz Davies – BMW Motorrad GoldBet SBK Team – BMW S1000RR – + 1.253
03- Eugene Laverty – Aprilia Racing Team – Aprilia RSV4 Factory – + 2.454
04- Marco Melandri – BMW Motorrad GoldBet SBK Team – BMW S1000RR – + 2.650
05- Sylvain Guintoli – Aprilia Racing Team – Aprilia RSV4 Factory – + 3.430
06- Davide Giugliano – Althea Racing – Aprilia RSV4 Factory – + 3.584
07- Jules Cluzel – Crescent Suzuki – Suzuki GSX-R 1000 – + 9.134
08- Toni Elias – Red Devils Roma – Aprilia RSV4 Factory – + 11.252
09- Ayrton Badovini – Team Ducati Alstare – Ducati 1199 Panigale R – + 14.140
10- Mark Aitchison – Team Pedercini – Kawasaki ZX-10R – + 17.830
11- David Salom – Kawasaki Racing Team – Kawasaki ZX-10R – + 18.010
12- Blake Young – FIXI Crescent Suzuki – Suzuki GSX-R 1000 – + 21.767
13- Michel Fabrizio – Pata Honda World Superbike Team – Honda CBR 1000RR – + 22.087
14- Federico Sandi – Team Pedercini – Kawasaki ZX-10R – + 32.837
15- Vittorio Iannuzzo – Grillini Dentalmatic SBK – BMW S1000RR – + 34.267
16- Glenn Allerton – Next Gen Motorsports – BMW S1000RR – + 50.167

Servizio Fotografico: Diego De Col

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