Superbike: il bilancio di Crescent Suzuki a Phillip Island

Superbike: il bilancio di Crescent Suzuki a Phillip Island

Risultati non all’altezza, ma buone indicazioni

di Redazione Corsedimoto

Non è stato un round semplice, quello di Phillip Island, per il Team Crescent Fixi Suzuki. La squadra inglese, alla prima trasferta “a tempo pieno” nel Mondiale Superbike, non è riuscita ad ottenere risultati in linea con le aspettative di inizio anno. Diverse le ragioni che non hanno permesso alla truppa di Paul Denning di brillare sul suolo australiano: la prima, senza ombra di dubbio, è stata data dall’assenza della punta di diamante del progetto, ovvero l’americano John Hopkins, infortunatosi lo scorso 13 febbraio nel primo di tre giorni di test proprio a Phillip Island e costretto al ruolo di spettatore in questo primo round. “Phillip Island è un tracciato spietato” ammette Denning “se non hai un set-up perfetto, inoltre ci sono mancate l’esperienza e la velocità di John con le Suzuki, quindi siamo partiti svantaggiati. I risultati di Leon non sono in linea con il suo potenziale, ma il passo di gara due ha dimostrato che può correre assieme ai primi.” Tutta la pressione era dunque sul secondo pilota titolare, ovvero Leon Camier, il quale, complice un contatto con Davide Giugliano in gara 1, una partenza non irresistibile nella seconda manche e un consumo eccessivo delle gomme in entrambe le manche, non è andato oltre un diciassettesimo ed un dodicesimo posto. “Sicuramente avrei voluto ottenere risultati migliori” commenta Camier, “ma abbiamo accumulato una gran mole di informazioni in questo primo round della stagione d’esordio per la squadra. Sono convinto che vedremo un gran passo avanti ad Imola. Non saprei descrivere quanto sono contento del telaio della GSX-R – per me la moto ha il potenziale necessario per vincere in gara. In frenata si comporta ottimamente, è molto stabile in percorrenza di curva e sono molto contento del comportamento in pista. Se riuscissimo ad ottenere una potenza leggermente maggiore riusciremmo sicuramente a lottare con i primi.” Già, il motore. Questo è il terzo problema che ha afflitto il team Crescent Fixi Suzuki in questa trasferta. Il propulsore fornito dal partner tecnico Yoshimura manca ancora a livello di velocità di punta, un fattore non da poco visto che la maggior parte dei sorpassi in gara, oltre al tornantino “Honda”, sono stati effettuati in fondo al rettilineo dei box. “Dobbiamo trovare un po’ più di potenza e questa spero arriverà con il prossimo step dei propulsori Yoshimura”, ammette Jack Valentine, Team Manager Crescent Fixi Suzuki. “In gara due è andata molto meglio per Leon ed i suoi tempi sul giro, quando stava rimontando dalla 14esima posizione, erano eccellenti, veloci quanto basta per stare tra i primi quattro o cinque.” In definitiva dunque, il fine settimana di Phillip Island non si può considerare completamente da cestinare per la squadra britannica. Sicuramente la performance messa in piedi dal sostituto di John Hopkins, Joshua Brookes, non è stata delle migliori, avendo il pilota di casa conquistato soltanto un solo punto grazie al quindicesimo posto di gara 2 (nella prima manche aveva concluso in sedicesima posizione). Sebbene sia andata meglio rispetto ai turni di prova ed i qualifica, per il pilota Tyco Suzuki nel BSB non è stata una apparizione positiva. Il fine settimana Suzuki a Phillip Island ha invece visto un incredibile Josh Waters (Team Suzuki) dominare gara 1 e concludere al secondo posto la manche numero due dell’Australian Superbike. Il pilota protagonista di tre wild-card lo scorso anno nel Mondiale Superbike tra le file del team Yoshimura Suzuki sarebbe stato il candidato ideale per sostituire l’infortunato Hopkins, se non fosse stato per l’impossibilità di partecipare in entrambe le classi nel medesimo fine settimana di gare. Valerio Piccini 

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