Superbike: gare a Phillip Island, le dichiarazioni dei piloti

Superbike: gare a Phillip Island, le dichiarazioni dei piloti

I commenti dei piloti al termine del 1° round 2014

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Eugene Laverty (Voltcom Crescent Suzuki) e Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team) sono i primi vincitori del Mondiale Superbike 2014, in trionfo nelle due gare in programma al Phillip Island Grand Prix Circuit. Proprio da loro partiamo nel riportare le dichiarazioni dei piloti al termine del primo round stagionale. Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team), 3° e 1°In Gara 1 forse mi sono fidato un po’ troppo, sono partito forte e verso la fine non avevo più il feeling giusto con la gomma posteriore. Le condizioni erano molto diverse da quelle trovate nei giorni scorsi, comunque abbiamo fatto un buon lavoro. Nella seconda gara ho provato a stare coperto ed ha funzionato, se penso a quello che è successo durante l’inverno non posso che essere contento del nostro weekend, sono tornato finalmente sul gradino più alto del podio. Voglio ringraziare i ragazzi che mi hanno seguito durante la riabilitazione, ora sono piuttosto stanco ma avrò un mese a disposizione prima della prossima gara per recuperare“. Eugene Laverty (Voltcom Crescent Suzuki), 1° e ritiratoGara 1 è stata davvero incredibile. Ritrovarmi così indietro al via, riuscire a rimontare e vincere con distacco è stato pazzesco: una gara perfetta, abbiamo dimostrato tutto il nostro potenziale e smentito chi non credeva in noi. Per tutto l’inverno siamo stati veloci, sapevamo di poter lottare subito per le posizioni di vertice. Questa è stata la vittoria più significativa, per certi versi importante, della mia carriera in Superbike. Riuscire a vincere subito con la Suzuki e con questo team è fantastico: non potevo chiedere di più. Purtroppo in Gara 2 sono stato costretto al ritiro, è stata una grande delusione per tutti, ma non ci perdiamo certo d’animo. Sono cose che succedono nelle corse, ma dopo una simile Gara 1 non possiamo esser delusi. Come livello di competitività ci siamo, ora dobbiamo riconfermarci nei test a Jerez e nella prima gara europea ad Aragon“. Marco Melandri (Aprilia Racing Team), 2° e 8°Gara 1 è andata bene, ho fatto una buona partenza poi stato tranquillo nei primi giri per preservare le gomme in vista del finale. Purtroppo dopo metà gara la moto scivolava tanto, non riuscivo ad essere incisivo, quindi quando è andato in testa Eugene ho preferito conservare il secondo posto. Anche in Gara 2 volevo attuare la stessa tattica, ma per sorpassare Rea ho frenato più forte del solito, la ruota posteriore si è alzata e sono stato costretto a un dritto. Sono deluso perché ho buttato via punti importanti, sicuramente mi manca ancora esperienza nell’adattarmi alle reazioni della moto e adattare il setting alle mie caratteristiche di guida. Anche le condizioni della pista hanno fatto emergere dei problemi che non avevamo mai avuto. Ora devo inquadrare la situazione per essere pronto alla prossima gara“. Loris Baz (Kawasaki Racing Team), 5° e 2°Tra le due gare abbiamo soltanto cambiato la scelta della gomma anteriore ed una piccola modifica i messa a punto. Lasciare Phillip Island con un 2° posto in Gara 2 e la medesima posizione in campionato mi lascia soddisfatto. Dopo la caduta di venerdì non ero così convinto di poter raggiungere questi risultati, tanto che al termine di Gara 1 ero felice di aver concluso nella top-5. Sono soddisfatto, quest’anno ho un gran feeling con la moto… l’unico rammarico è la bandiera rossa di Gara 2: ero più veloce di Sylvain, quantomeno sarei stato lì a giocarmela per la vittoria“. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team), 7° e 3°In Gara 1 abbiamo accusato diversi problemi, ma con diverse modifiche alla messa a punto nella seconda manche siamo andati piuttosto bene. I ragazzi hanno lavorato benissimo, hanno risolto una situazione che sembrava problematica per tutti noi. Gara 2 sentivo poteva esser la mia gara, ma la bandiera rossa ci ha precluso la possibilità di far meglio del terzo posto. Soffriamo particolarmente Phillip Island, in particolare con così tanto vento e temperature elevate: sapevamo che qui le Aprilia avevano qualcosa in più, ma al ritorno in Europa sono convinto che torneremo grandi protagonisti. Lasciare l’Australia con la consapevolezza che siamo stati competitivi su un tracciato a noi tradizionalmente sfavorevole mi lascia ben sperare. In più sono a soltanto 16 punti dalla testa della classifica…Davide Giugliano (Ducati Superbike Team), 4° e 4°In gara 1 eravamo più tranquilli rispetto alla seconda. Sono riuscito a fare una gara veloce gareggiando al 70 per cento di quello che potevo fare, mi ero tenuto un 30% per fine gara ma purtroppo il grip è calato negli ultimi 5 o 6 giri. Nella seconda manche ho capito subito che le condizioni erano molto più calde rispetto a quelle della prima e quindi ho cercato di limitare i danni, diminuendo il mio ritmo. Negli ultimi giri stavo cercando di spingere forte e stavo recuperando, penso che avrei potuto lottare per il podio, ma purtroppo la gara è terminata in anticipo. Devo dire comunque che è stato un weekend positivo. Abbiamo dimostrato che siamo ad un buon punto. Siamo stati sempre veloci e questo ci fa ben sperare per le prossime gare. I risultati di oggi sono molto incoraggianti per me, per il team e per la Ducati“. Jonathan Rea (Pata Honda World Superbike Team), 6° e 5°Possiamo esser moderatamente soddisfatti. Rispetto allo scorso anno sempre qui a Phillip Island siamo migliorati e di parecchio. Chiaramente abbiamo ancora delle aree dove lavorare, in particolare trovare più grip. In Gara 1 molti piloti hanno sofferto sulla distanza per l’usura degli pneumatici, ma è anche vero che chi è salito sul podio non ha accusato di questi problemi. Sono dispiaciuto per Gara 2, stavo gestendo la situazione, forse mi stavo risparmiando troppo in vista del finale. Ho perso tempo quando Sykes mi ha superato, questo ha compromesso le nostre possibilità di salire sul podio. Ad ogni modo credo che al ritorno in Europa possiamo ambire a qualcosa di più, l’aspetto positivo è che ci sono significativi miglioramenti rispetto al 2013“. Leon Haslam (Pata Honda World Superbike Team), ritirato e 6°Gara 1 è stato un disastro: abbiamo avuto un problema in materia di elettronica e sono volato a terra alla curva 12. La squadra ha lavorato tantissimo per risistemare la moto, devo ringraziare tutti i ragazzi perchè nella seconda manche siamo andati abbastanza bene. Fino alla bandiera rossa ho lottato con Johnny (Rea), concluder 5° e 6° su un tracciato dove abbiamo faticato nel 2013 non è poi così male. Da venerdì abbiamo concretizzato dei passi avanti, ma non siamo riusciti a replicare i tempi dei test. Non sappiamo il perchè, ma stiamo già lavorando per esser più competitivi al ritorno in Europa“. Chaz Davies (Ducati Superbike Team), 8° e 7°Sono un po’ deluso per quanto riguarda i risultati. In gara 1, abbiamo avuto un problema con la gomma posteriore e da metà gara in poi ho cominciato a perdere grip. La seconda manche stava andando meglio, riuscivo a stare con i piloti più veloci, sorpassandone alcuni arrivando sino alla quinta posizione. Poi al decimo giro ho perso inaspettatamente potenza ed ho rallentato perché non capivo cosa stesse succedendo. Un vero peccato perché penso che avremo potuto fare un buon risultato nella seconda manche. Dopo aver fatto qualche modifica fra la prima e la seconda gara, avevo un feeling migliore con la moto. Comunque ci sono stati dei punti positivi. Ho raccolto punti in entrambe le manche, per la prima volta in SBK qui a Phillip Island, ed ho fatto anche il best lap in gara 1. Però so che siamo in grado di fare molto di più, perché la squadra sta lavorando molto e la moto mi sta dando delle buone sensazioni. Adesso guardiamo avanti e pensiamo ad Aragon“. David Salom (Kawasaki Racing Team), 9° e 10°Con la squadra abbiamo lavorato alacremente per tutto l’inverno per presentarci qui con un ottimo livello di competitività, credo ci siamo riusciti. Abbiamo conquistato due vittorie nella classe “EVO” che è sempre un buon modo di iniziare. In Gara 2 puntavo a far qualcosa di più in termini di posizione sul traguardo, ma avevo meno grip rispetto alla prima manche: dopo che mi ha passato Melandri ho tenuto per qualche giro la sua scia, questo mi ha aiutato per tenere a distanza Canepa. Sono soddisfatto, ma adesso per noi sarà importante riconfermarci ad Aragon“. Niccolò Canepa (Althea Racing), 10° e 11°Se prima di partire ci avessero detto che avremmo fatto due secondi posti nella EVO, saremmo stati certamente contenti, ma visti i nostri risultati delle prove i risultati di oggi ci stanno un poco stretti. Ho lottato con Salom in entrambe le gare: nella prima ho commesso qualche piccolo errore e non sono riuscito a superarlo, mentre nella seconda noi siamo andati ancora più forte, ma Salom ha tenuto un ritmo che non aveva mai avuto nei test e nelle prove e che non sono riuscito a contrastare. Ritengo comunque che la nostra sia stata una trasferta positiva. Abbiamo fatto degli ottimi test ed accumulato dati ed esperienze che ci saranno utilissimi nel resto della stagione, oltre alla consapevolezza di poter lottare per la vittoria nella EVO. Voglio ringraziare il mio team che ha fatto un lavoro eccezionale“. Alex Lowes (Voltcom Crescent Suzuki), ritirato e 13°Sono deluso. L’incidente di Gara 1 ed il primo errore nella secona manche sono stati dovuti ad un problema nel cambiar marcia. In seguito alla caduta nelle prove libere di sabato mattina, per poter correre i medici mi hanno fatto delle iniezioni di antidolorifico alla caviglia infortunata, questo mi ha comportato più problemi del previsto. Ho guidato stringendo i denti, soffrendo tantissimo, ed è stato un peccato lasciare Phillip Island con soli 3 punti dopo prove da protagonista. E’ vero che non avevo mai corso a Phillip Island, ma sono convinto che in condizioni normali il podio era alla mia portata. Per quanto mi riguarda, non resta che tornare al meglio della forma fisica per le prossime gare ad Aragon“. Glenn Allerton (BMW Motorrad Italia Superbike Team), 11° e 15°Sono molto contento della mia prima gara ed in parte anche della seconda. Sono stato costantemente veloce, anche se nella caduta di ieri mi sono infortunato ad un dito che oggi mi ha dato molto fastidio specialmente in gara due. Nella prima gara ho conquistato un ottimo risultato mentre nella seconda il caldo e il dolore al dito mi hanno rallentato, ma sono comunque riuscito ad entrare in zona punti. Sono contento di aver fatto parte di un team molto professionale e per me questa è stata una grande esperienza, per la quale voglio ringraziare il BMW Motorrad Italia Superbike Team ed anche la mia squadra, il team Next Gen Motorsports BMW, che mi ha permesso di competere nel mondiale Superbike“. Fabien Foret (MAHI Racing Team India), 12° e 12°Sono soddisfatto dei risultati raggiunti, ma sono convinto si poteva far di più. Da qui ad Aragon lavoreremo ulteriormente per migliorare la moto: Phillip Island per noi era praticamente un test, lo dimostra il fatto che ad ogni uscita siamo stati sempre più veloci“. Claudio Corti (MV Agusta Reparto Corse – Yakhnich Motorsport), 13° e 18°Abbiamo concluso entrambe le gare e questo per noi è molto importante: siamo riusciti ad acquisire dati importanti per il futuro. Qui in Australia con pochi pezzi di ricambio abbiamo dovuto lavorare con quello che avevamo a disposizione, in questa situazione è sempre difficile sperimentare per noi che siamo all’esordio. In Europa andrà diversamente, ne sono convinto“. Aaron Yates (Team Hero EBR) 17° e 20°Il setting della moto è stato il migliore di tutto il week-end. Durante il Warm Up abbiamo riscontrato dei dati che ci hanno aiutato moltissimo. Fino alla fine della gara ho sempre pensato non tanto ad avvicinarmi al gruppo dei leader ma a concludere entrambe le gare e portare dati preziosi per lo sviluppo della moto. Possiamo andare ad Aragon fieri di quel che abbiamo fatto qui in Australia“. Alessandro Andreozzi (Team Pedercini Racing), ritirato e 17°Nella prima manche non ero posizionato male, ma purtroppo una scivolata nel curvone veloce ha messo fine alla mia gara. Nella seconda sono partito bene ed ero con il gruppetto dei piloti Evo più veloci quando ho commesso un errore, sono arrivato lungo in una curva ed ho perso molto tempo per rientrare in pista. Mi sono impegnato per recuperare il più possibile, ma il caldo e la stanchezza mi hanno limitato. E’ stato comunque un buon weekend, che mi è servito per fare esperienza e per raccogliere dei dati che ci saranno certamente molto utili nelle prossime gare“.

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