Superbike: Eugene Laverty e la sua nuova avventura

Superbike: Eugene Laverty e la sua nuova avventura

Fiducioso dell’esordio nel WSBK con Yamaha

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Nonostante il titolo mondiale Supersport sfuggitogli per la seconda stagione di fila, in questo 2010 per merito di Kenan Sofuoglu, Eugene Laverty è più che contento del ruolo che si appresterà a ricoprire nella prossima stagione, visto l’ingaggio ottenuto con il team ufficiale Yamaha Sterilgarda in Superbike. A infiammare le ambizioni del pilota di Ballymena c’è inoltre il primo contatto avuto con la YZF-R1 nei recenti test di Magny-Cours, effettuati nelle giornate di martedì e mercoledì seguenti al week-end di gara. In un’intervista concessa a Chris Jonnum, creatore del sito Road Racer X, nello speciale del martedì “Tuesday Conversation”, l’ex pilota Honda Parkalgar si è detto deluso dal risultato della stagione solamente per quanto concerne il risultato finale, visto che è cosciente di aver disputato una annata “quasi” perfetta.

“Posso dire che quest’anno è stato il migliore, di molto. Ero ancora un po’ acerbo nel 2009, ed era abbastanza dura. Ho fatto diversi errori, e abbiamo continuato ad avere nuove possibilità quando Crutchlow aveva una rottura meccanica o quando è caduto ad Imola. Quindi abbiamo continuato ad ottenere altre possibilità, invce quest’anno abbiamo fatto una gran stagione con pochi errori, ma è tutta una questione del fatto che Kenan e il team Ten Kate non ne hanno compiuti – in verità, nessuna sbavatura che hanno pagato. E’ sempre sembrato che se la potesse cavare con gli errori fatti, e questa è la cosa più importante. E’ stata una prova di forza incredibile, quella loro di aver terminato ogni gara sul podio.”

Il primo approccio con la moto “made in Iwata” è stato assolutamente positivo, con il pilota di passaporto irlandese che è risultato il più veloce al termine dell’unica giornata realmente rilevante per un test in pista (con condizioni meteo favorevoli), ovvero quella di mercoledì 6 ottobre. Un affiatamento immediato, e dei risultati sorprendenti, per una moto che quest’anno ha dato parecchi grattacapi al team, a Cal Crutchlow e, soprattutto, a James Toseland.

“Non è certo quello che mi aspettavo. Pensavo fosse una bestia, un vero animale da guidare e mi sono messo in questa condizione mentale, in particolare dopo che  il team mi  ha avvertito di non allarmarmi se la moto fosse stata davvero difficile nei cambi di direzione, perché Cal si era lamentato di questo problema a Magny Cours; per lui è stato particolarmente difficile effettuare i cambi di direzione, sul tracciato più difficile dell’anno per quanto concerne le chicane.

Mi sono molto sorpreso quando ho capito che era abbastanza facile affrontare le esse, poiché la nostra Honda 600 è sempre stata difficile nei cambi di direzione e la Superbike si è rivelata addirittura più facile di questa. Per tutte queste cose che ho sentito, non ho realizzato che avrei dovuto fare tabula rasa ed ottenere la mia impressione, poiché tutte queste cose dette dalla gente ‘Ehi, la moto fa questo, la moto fa quello’, trovo che siano semplicemente incorrette.”

Superbike o Moto2? Questo era il dilemma di Eugene Laverty relativamente al 2011, quando BIKEracing.it ha avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con lui a metà stagione (clicca qui per l’articolo). La strategia è rimasta inalterata fino alla decisione finale, quando il più piccolo dei fratelli Laverty ha optato per fare il passaggio in Superbike, vedendo più possibilità concrete di poter mettersi in luce e di avere a disposizione il miglior pacchetto possibile. Tutto questo con un occhio di riguardo rispetto alla strategia messa in piedi dalla casa dei tre diapason, che ha portato recentemente in MotoGP Ben Spies e l’anno prossimo si appresta a fare lo stesso con Cal Crutchlow.

“E’ stata la cosa principale che ha influenzato la mia decisione. Ero in trattative con Tech 3 in Moto2 e Marc VDS, e queste erano le mie due possibilità principali, ce n’erano anche altre. Ma è diventato chiaro che la Superbike era davvero il passaggio da fare, poiché Toni Elias stava letteralmente dominando la Moto2 e nessun team lo stava cercando per portarlo in MotoGP, e questo ha fatto suonare l’allarme. Il fatto che Crutchlow a quel momento non aveva ancora vinto una gara in Superbike e aveva già concretizzato il passaggio in Tech3 MotoGP, ho realizzato che era quella la direzione da prendere. Sono contento ora che fosse quella giusta, poiché questa R1 è molto più simile a una MotoGP, vista la tecnologia e tutto. Mi preparerà meglio rispetto a guidare una Moto2. Ora come ora la categoria è molto strana – è come guidare delle moto stock,  e questa non è la miglior preparazione per la MotoGP”

Dopo due anni passati ad essere il riferimento assoluto del team per il quale ha corso (Honda Parkalgar), Laverty si appresta ora a condividere il box con un pilota decisamente più blasonato e più esperto di lui, ovvero l’ex centauro MotoGP Marco Melandri, un compagno di squadra da cui il #50 è sicuro di poter imparare molto, visto il bagaglio di esperienza che porta con sé.

“Si non vedo l’ora di avere Marco come compagno di squadra perché sono sicuro di poter imparare molto da lui. Ha un sacco di esperienza in 125, 25o e anche in MotoGP quando hanno corso con le 990cc. Quindi ha un gran bagaglio di esperienza e sono sicuro che lo trasmetterà e io potrò imparare molto da lui. Ho sentito anche solo buone cose su di lui come persona.”

Valerio Piccini

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