Supersport: Ten Kate e la “pompetta” della discordia

Supersport: Ten Kate e la “pompetta” della discordia

Tutta la verità raccontata per noi da Ronald Ten Kate

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Negli ultimi mesi molti addetti ai lavori hanno puntato il dito verso le CBR 600RR del team Honda Ten Kate, accusate di presunte irregolarità tecniche per via di un sistema (una sorta di “pompetta” che recuperava i gas di scarico) che gli consentiva di vincere facilmente in questi ultimi anni. Non sono mancate le polemiche, ma finora non si è sentita la viva voce di Ronald Ten Kate, responsabile della squadra che porta il suo nome, il quale ha spiegato a BikeRacing.it filo e per segno in che cosa consisteva questa “pompa elettrica”, il perchè è stata vietata dai commissari, quale era il suo reale utilizzo ed il fatto che nessuno, finora, sia andato a chiedere a lui delucidazioni in materia. Parola dunque a Ronald Ten Kate, con riportato filo per segno cosa ci ha spiegato al riguardo. “Onestamente per noi non è stato un gran problema. L’abbiamo utilizzata nell’ultima gara dello scorso anno, l’abbiamo montata consapevoli che era stata approvata dalla FIM in quanto avevamo chiesto a loro se era possibile e loro ci hanno detto che non c’era problema, che si poteva mettere qualsiasi dispositivo tra i fori del motore e i tubi che tornano all’airbox. Quindi li abbiamo messi su a Portimao, abbiamo gareggiato con queste nuove parti, poi in Qatar quest’anno tutto ad un tratto, senza capire bene il motivo, ci hanno chiesto di rimuoverle e noi l’abbiamo fatto. Hanno motivato la scelta sostenendo che la soluzione usata era “troppo tecnica”, anche se noi non abbiamo fatto nulla di irregolare. Andrew Pitt a Kyalami Penso che i nostri motori siano stati quelli maggiormente aperti negli scorsi anni (per controlli, ndr) e diversi giornalisti ci hanno accusato di aver imbrogliato. Nessuno però è venuto a chiederci una delucidazione su questo accadimento e sul tempo in cui questa parte è stata utilizzata. Non l’abbiamo usata in tutti i 7 anni in cui abbiamo vinto il titolo, ma solo una volta vinto il titolo lo scorso anno, come sviluppo per questa stagione, con il consenso della FIM. Quindi abbiamo iniziato ad utilizzarlo e all’improvviso è successo un bel casino. Il vero ruolo di quel pezzo era quello di far durare i motori più a lungo, poiché il guadagno a livello di cavalli non era poi così alto. Infatti ora come ora il nostro motore è ancora più potente rispetto a quello utilizzato ad inizio anno, ma la sua durata è limitata solo a due gare, mentre con quel dispositivo lo si poteva utilizzare anche per 3 o 4. Sofuoglu a Kyalami Non è un ritrovato della tecnologia, non è neanche un pezzo HRC: inoltre la pompa che è stata raffigurata da alcuni siti web non è quella che abbiamo utilizzato noi, la nostra è una parte presa da un modello di automobile e il suo costo totale è di 130 euro. Alcuni giornalisti ci hanno accusato di “supercaricare” i nostri motori, ma prima di tutto dovrebbero sapere cosa vuol dire, anche perché con gli airbox aperti non si può fare più di tanto“. Valerio Piccini

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