Misano Classic: Tutto il giorno alle corse e alla sera alla macchina da scrivere

Misano Classic: Tutto il giorno alle corse e alla sera alla macchina da scrivere

La nostra giornata al Misano Classic Week End. Piloti acciaccati e moto dovunque. La passione è la benzina più potente.

3 commenti

Sì, lo so che detta così fa tanto Charles Bukowski. Però è andata proprio in questo modo per me la Misano Classic Week. (qui il bilancio: 9 mila spettatori)

TRIBU’ – Un sabato da vivere interamente, dove le emozioni non sono mancate. Complici motociclette, motociclismo e il gradevole clima d’ottobre in Romagna, certamente, ma non si tratta solo di questo. Ci ho rimuginato sopra mentre lasciavo il circuito di Misano per rientrare, a sera ormai inoltrata. Ho capito solo a casa cosa ha reso speciale la mia giornata a MCW. L’atmosfera che si respirava in riva all’Adriatico era quella di un allegro rassemblement, di un mondo composito che si ritrova per un giorno in un luogo ben preciso, iconico, neppure fosse una tribù nomade della steppa.

SIGNORI ACCIACCATI – “Classic”, in questo senso, non rende l’idea: certamente, se per vintage intendiamo fanaloni a cipolla e cromature, c’era l’imbarazzo della scelta, ma per il resto si vive immersi nella passione. Tende e gazebo ti accolgono dalla biglietteria fin quasi al paddock: sotto i padiglioni, nei labirinti di furgoni, vedi lavorare febbrilmente mani esperte che avvitano, regolano, misurano. Vedi cavalletti che sostengono moto con cilindroni scabri e turriti, dai serbatoi tirati a lucido. Ti passano accanto signori acciaccati – che immagineresti ovunque tranne che in un circuito – vestiti di tute in pelle con evidenti segni di abrasione e ti scopri ammirato a dire: “amico, ti invidio”.

BAR SPORT – Questo è lo spirito. Un’epica del motociclismo che puoi toccare da vicino: il rumore dei motori a carburatori, il profumo – sissignori, profumo! – dell’olio miscelato nei due tempi o la maniacale perfezione con cui lavorano ai box per preparare la gara dell’endurance. Se non vedi non puoi immaginare fino in fondo quanto la passione possa essere un carburante ancora migliore della benzina. L’esperienza di immersione è affascinante. Lo spettatore vive a stretto contatto con i preparatori che espongono le elaborazioni cafè racer, la sala multimediale “Simoncelli” dove si proiettano videoclips, la mostra delle moto da corsa leggendarie. Soprattutto partecipa ad un mondo racing da cui non si sente escluso: non sei un consumatore di birra qualunque, ma un appassionato tra appassionati. Così ti capita di essere coinvolto nel briefing dei piloti prima della partenza, quando discutono di traiettorie, regolamenti, settaggi delle sospensioni. Oppure ti imbatti per caso in William De Angelis, fratello di Alex, che risponde paziente alle tue domande. Persino la sala stampa del circuito sembrava ad un certo punto un Bar dello Sport motociclistico.

BUKOSKI – La gara dell’endurance vintage, con quella partenza “al balzo” alle 18 e 30 e tutto il pompare di sangue, pistoni e adrenalina che ne consegue, accende qualcosa dentro di noi. Ci fa ricordare perchè amiamo questo sport. Quando, passata mezz’ora, si accendono i primi fari, quel lume giallastro che illumina l’asfalto è come un richiamo a cui, in fondo non vuoi resistere. Mannaggia alla giornata alle corse – che poi ti viene voglia di raccontarla alla sera! – e mannaggia pure a Bukowski.

Foto: Marzio Bondi

Misano Classic Week End: il bilancio, 9 mila spettatori

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3 commenti

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  1. l.zecchin_417 - 1 settimana fa

    Bravo io poi sono di parte ho Guzzi e Ducati…..

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  2. marcogurrier_911 - 1 settimana fa
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  3. marcogurrier_911 - 1 settimana fa

    Bravo

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