Macau GP: Alex Polita racconta com’è correrci dentro

Macau GP: Alex Polita racconta com’è correrci dentro

Alex Polita un anno fa ha affrontato il Circuito da Guia, correndo a 300 km/h fra grattacieli e muri: il racconto della sua esperienza vissuta a Macau.

di Alex Polita
Alex Polita

Seguo con occhio di riguardo le road races dopo la mia fulminea esperienza e con un filo di malinconia. Questa settimana c’è Macau GP. Una sfavillante città finta, dove tutto sembra essere copiato da Las Vegas. Alberghi lussuosi, ristoranti di ogni tipo ma sopratutto quel biscione di asfalto e che si insinua tra un grattacielo e l’altro. Le barriere gialle ocra e nere ti soffocano mentre sfrecci a tutto gas, tra strisce pedonali, buche e marciapiedi. Inevitabilmente lo sguardo sfugge ogni tanto da quel grigio sbiadito di asfalto e si getta tra le teste, migliaia di teste che affollano tribune e reti. Aspettano li, che tu faccia una stronzata, e non un’acrobazia. (Qui il video della qualifica)

ALTRO CHE TT – Per quel che mi riguarda è stato un capriccio parteciparvi, mi ha lusingato essere invitato e sono andato con piacere. Poi l’entusiasmo però si smorza quando arrivi e fai il primo giro. Capisci bene che il TT a confronto è una passeggiata di salute. Se all’isola di Man hai il beneficio del dubbio sul commettere errori, a Macau te lo scordi! Sembra di stare in una mega pista polistil! quelle con cui giocavi da piccolo.. Una mono traiettoria circondata da muri alti, troppo alti per sbagliare. I grandi di quel circuito, sono più o meno sempre gli stessi, salvo restando Glenn Irwin lo scorso anno, che giocandosi qualche jolly qua e là ci appiccicò mezza pista.

Alex Polita
Polita lo scorso anno in azione a Macau con Penz13 BMW

OCCHI CHIUSI – L’esperienza la fa da padrone, è come girare al buio per casa! con la differenza che casa tua non cambia mai, se non fosse che tua moglie sposta qualche mobile mentre tu sei a lavoro e a limite dai un calcio ad una sedia di notte al buio mentre vai a fare pipì! Lì dentro se non sai perfettamente dove andare è un pò diverso: ti appiccichi ad un muro e tanti saluti.

CULO STRETTO – Varrebbe la pena fare cosi tanta strada e mettere su un tavolo la propria vita? Non lo so. C’è chi per sentirsi vivo si butta con un paracadute o scala una montagna a mani nude. Io lì mi sono sentito più vicino alla morte ed è per questo che non ci sono andato più. E nemmeno da spettatore. Il TT è qualcosa di magico, di viscerale, di motociclismo allo stato puro. Macau non lo so. Guarderò dal mio divano con mia moglie e mia figlia. Tiferò per il mio amico Danny Webb che partirà dalla quinta casella, col cuore in gola e il culo stretto.

Macau meravigliao….sarà!

Il Macau GP 2018 in diretta TV domani su AutomotoTV

Peter Hickman conquista la pole, secondo Michael Rutter

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy